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Titolo Originale: AMEN
Paese: Francia
Anno: 2002
Regia: onstantin Costa Gavras
Sceneggiatura: C. Gavras, J-C Grumberg
Interpreti: Ulrich Tukur (Kurt Gerstein), Mathieu

Kurt Gerstein, coscienzioso esperto in veleni contro i parassiti, cristiano protestante ma anche ufficiale delle SS, si accorge con sgomento, in un suo viaggio nella Polonia occupata, che lo Zyklon B che egli aveva fornito per opere di disinfestazione viene in realtà usato per sterminare in massa famiglie ebree.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L'impegno di effettuare una ricerca obiettiva della verità sui fatti ha un brutto scivolone sul finale
Pubblico 
Maggiorenni
Per la preparazione culturale necessaria per giudicare serenamente i contenuti del film
Giudizio Artistico 
 
Buona la professionalità del regista che però non è all'altezza dei suoi film precedenti

Kurt assegna per sé la missione più scomoda: continuare ad obbedire agli ordini dei suoi superiori per restare in questo modo un testimone diretto di tali atrocità. Al contempo opera in segreto per far in modo che gli alleati possano venirne a conoscenza, tramite l'ambasciatore svedese a Berlino.
Riccardo, un giovane gesuita presso la Nuziatura di Berlino (il personaggio è di fantasia, mentre Kurt è realmente esistito) che ascolta quasi per caso la testimonianza di Kurt, finisce per condividerne le  angosce e si adopera perché anche il Santo Padre a Roma possa venirne informato. La sua speranza è che il Vaticano pronunci una parola autorevole a difesa di quelle migliaia di sventurati.

E' fuori luogo, in queste poche righe, emettere giudizi storici sull'aderenza di quanto viene narrato rispetto a ciò che è realmente accaduto; è utile invece analizzare la coerenza interna del racconto imbastito da Gavras per giudicare se egli riesce a dar ragione della sua tesi, senza indulgere a pregiudizi o sentenze sommarie

Il film segue i due personaggi nei loro spostamenti fra Roma, Berlino ed i campi di sterminio in Polonia, nel tentativo di sollevare le coscienze su ciò che sta' accadendo e traccia in questo modo un quadro sufficientemente completo delle reazioni delle varie parti in causa.

Enormi sono le difficoltà che i due incontrano: i connazionali di Kurt, anche quelli di fede cristiana che pur in passato avevano reagito prontamente sollevando con successo l'opinione pubblica contro il piano di Hitler di sterminare i minorati mentali, non se la sentono ora di minare la coesione dei tedeschi in una guerra così difficile per difendere una minoranza.

Gli alleati, gli Americani in testa, danno priorità a sconfiggere i tedeschi sui campi di battaglia. "I nostri cieli sono sempre vuoti" dicono gli ufficiali delle S.S. di stanza in Polonia, ad indicare che nessuna azione di disturbo intorno ai campi di sterminio viene fatta dagli aerei alleati.

Per quel che riguarda il Vaticano infine, Kurt, appena arrivato a Roma, scopre che la Chiesa Cattolica ha messo in atto una fitta rete di solidarietà che cerca di dare rifugio ed alloggio, nei vari conventi della capitale, agli ebrei italiani perseguitati.
Non viene emessa invece una dichiarazione formale da parte del Papa di condanna per la persecuzione degli ebrei.

Paradossalmente il film (paradossalmente perché è forse il risultato contrario a quello che il regista si era proposto) dà adeguata motivazione di questo comportamento di PioXII, proprio per il  modo in cui è stato ricostruito il contesto.
Il Papa, che aveva espresso nel messaggio di Natale dello stesso anno un forte invito alla pace e solidarietà per le sofferenze che venivano sopportate dalla popolazione civile di entrambe le parti (era quello il momento dei grandi bombardamenti alleati sulle città tedesche), non poteva non essere il padre spirituale di tutti.
Da una condanna più formale, esplicita, di una fazione rispetto all'altra, non sarebbe scaturito nessun beneficio concreto agli ebrei perseguitati (gli alleati avrebbero continuato ad avere come priorità la vittoria sui campi di battaglia) mentre probabilmente, per ritorsione, sarebbero aumentate le persecuzioni dei nazisti nei confronti degli ebrei e dei cattolici tedeschi. In Papa ne aveva già avuta una dimostrazione tangibile con le ritorsioni tedesche contro gli ebrei ed il clero cattolico olandesi  a fronte di una decisa presa di posizione  di quest' ultimo.

Il film dimostra la sicura professionalità del regista greco anche se talvolta scivola nel didascalico; molto belle le scene di serena vita familiare che Kurt riesce a concedersi al ritorno dal fronte di guerra.
Pessimo invece il finale dove, forse per cedere alla tentazione di costruire un colpo di scena di facile effetto, Gavras ipotizza, attraverso allusioni indirette, ad iniziative del Vaticano per salvare i criminali nazisti. Se fino a quel momento Gavras aveva esposto le sue tesi, giuste o no, dandocene adeguata motivazione, segno almeno di onestà intellettuale, sul finale scivola nella maldicenza immotivata.

Il film si ritiene adatto ai maggiorenni, non certo per situazioni o scene scabrose che in effetti non esistono, quanto per la necessità di disporre di un adeguato bagaglio culturale tale da consentire il discernimento fra ciò che è una tesi sostenuta dal regista e ciò che è realtà storica.

Autore: Franco Olearo


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