I AM NOT OK WITH THIS

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Titolo Originale: I Am Not OK With This
Paese: USA
Anno: 2020
Regia: Jonathan Entwistle
Sceneggiatura: Jonathan Entwistle, Christy Hall
Produzione: 21 Laps Entertainment Ceremony Pictures Raindrop Valley
Durata: 7 puntate di 20' su Netflix
Interpreti: Sophia Lillis, Wyatt Oleff, Sofia Bryant

Sydney è una ragazza di 17 anni che frequenta il liceo. Rimasta orfana del padre da qualche tempo, trascorre la sua vita con sua madre Maggie e il fratellino Liam. Le giornate passano a scuola, con i suoi amici Dina e Stanley, in famiglia. Tutto sembra procedere normalmente, finché Sydney non scopre che, quando vive emozioni forti, si manifestano in lei strani e incontrollabili poteri.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una figlia e sua mamma sanno superare il lutto della morte del padre riscoprendo il valore del loro rapporto
Pubblico 
Adolescenti
Il serial è vietato ai minori di 14 anni. Il linguaggio è molto volgare, alcune scene violente, il tema della sessualità è tratto con molta disinvoltura (senza scene di nudità), uso di droghe.
Giudizio Artistico 
 
Una buona ricostruzione dei pensieri e delle ansie del periodo adolescenziale ma la fiction si concentra molto su Sydney, sfumando troppo gli altri protagonisti

Il serial nasce dal romanzo grafico di Charles Forsman con la regia di Jonathan Entwistle (già regista di The End of the F***ing World) e dai produttori di Stranger Things.

Le 7 puntate di 20 minuti mettono in scena numerosi aspetti della vita di un adolescente e di un giovane: il cambiamento fisico con la classica complicazione dell’acne. Il dubbio di non piacere o di non risultare interessanti per altre persone. Gli innamoramenti (e i primi rapporti sessuali, fin troppo promiscui e disinvolti). Le feste in casa tra amici con uso (e, a volte, abuso) di alcool e le feste della scuola con il tradizionale ballo. L’incapacità di comunicare con il mondo degli adulti (la madre, gli insegnanti), la fatica di elaborare un lutto. Tutto questo viene visto dal punto di vista della protagonista.

A tutto questo si aggiunge la scoperta, da parte di Sydney, di alcuni superpoteri fuori dal suo controllo. Poteri che, alla pari delle crisi adolescenziali, non la fanno sentire a suo agio (come dice il titolo stesso del serial TV).

Alcuni anni fa, Gabriele Salvatores, aveva approfondito questo tema con i suoi due film Il ragazzo invisibile (2014) e Il ragazzo invisibile – seconda generazione (2017): la storia di adolescenti che, crescendo, si trovano a fronteggiare i cambiamenti fisici e relazionali, unitamente all’insorgere dei poteri. Poteri che, inizialmente, sembrano essere casuali e senza criterio. Anche se la qualità del risultato raggiunta da Salvatores è decisamente superiore.

La serie si mostra come un grande flashback accompagnato da vari flussi di coscienza: l’inizio della prima puntata, infatti, ci mostra la protagonista che, completamente coperta di sangue (non suo) cammina su una strada deserta e dietro di lei delle automobili della polizia corrono nella direzione opposta alla sua a sirene spigate. Come è arrivata fin lì? Dove sta andando? Perché si trova in quelle condizioni? Tutte domande che, una puntata dopo l’altra, trovano la loro spiegazione.

Il linguaggio dei personaggi è molto volgare, forse anche un po’ troppo sopra le righe rispetto al mondo reale di adolescenti e giovani: se in alcune situazioni sembra “essere giustificato” dalle criticità affrontate dai personaggi, in altre sembra proprio turpiloquio gratuito.

I giovani attori interpretano bene le loro parti e rendono credibili i personaggi, la scelta di sviluppare una serie di breve durata con puntate di 20 minuti, non permette un grande approfondimento dei loro caratteri ad eccezione di Sydney, con la quale lo spettatore condivide il punto di vista e non pochi pensieri e commenti alle situazioni che accadono.

Gli effetti speciali sono pochi e anche abbastanza semplici, probabile indicatore (almeno per questa prima stagione) del fatto che l’interesse è più sui personaggi che non sulla spettacolarità.

La trama riesce a suscitare l’interesse dello spettatore per tutti i 140 minuti. Non ci sono grandi colpi di scena, ma la storia comunque si rende sempre più misteriosa con il procedere delle puntate. Il cliffhanger finale presuppone una seconda stagione, che però non è stata ancora confermata.

Il serial è disponibile sulla piattaforma Netflix.

 

Autore: Francesco Marini


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