ALEXANDER

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Titolo Originale: alexander
Paese: Germania/GB/Olanda/USA
Anno: 2004
Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura: Oliver Stone, Christopher Kyle, Laeta Kalogridis
Durata: 173'
Interpreti: Vincent Cassel, Monica Bellucci, André Dussollier

Nella libreria di Alessandria d'Egitto Tolomeo, luogotenente di Alessandro, ormai vecchio, inizia a dettare la vita del condottiero macedone. Racconta di vittorie gloriose, di avventurose spedizioni fino ai confini dell'India ma anche delle  ribellioni dei suoi generali, delle trame di sua madre Olimpia, dell'ingombrante ricordo  di suo padre Filippo, molto amato dal suo popolo.

 

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La ricerca della gloria in battaglia contro i nemici, le cospirazioni degli alleati e dei familiari, le passioni che ci dominano, la cinica ineluttabilità del fato fanno della vita umana una orgogliosa lotta senza speranza
Pubblico 
Adulti
Per la cruenza delle battaglie, incluse le ferite agli animali. Una scena intima con nudità femminili La rappresentazione della "amicizia" greca
Giudizio Artistico 
 
Alcune disarmonie nel montaggio ed un eccesso di parole offuscano i molti pregi del film: la bellezza visiva delle battaglie, delle scenografie orientali, la bravura di tutti i protagonisti

Si racconta che Oliver Stone sia stato da sempre  affascinato dal personaggio e dal mito di Alessandro Magno e che per  anni abbia meditato di farne un film. Alla fine ci è riuscito, sulla spinta del rinnovato successo del filone Swords & Sandals (che si traduce in italiano Peplum)  riuscendo ad impegnare un budget di oltre 150 milioni di dollari, a mobilitare per le scene di battaglia fino a 1.500 comparse, trasferendo tutta la troupe in Marocco, in Thailandia e a Londra. Il regista-sceneggiatore era pronto anche professionalmente a tale sfida: aveva già descritto  battaglie cruente (Platoon-1986), il peso schiacciante del potere (Gli intrighi del potere - Nixon-1996) e aveva affinato il suo modo tutto personale di costruire dialoghi-scontro fra uomo e donna (Fra cielo e terra -1993).
Diciamo subito che per serietà di impostazione questo film si distacca nettamente dai suoi cugini di genere Il gladiatore e Troy : se questi  sono stati un esempio di saccheggio della cultura classica per realizzare, in piena libertà storica  un facile prodotto per il grande pubblico, Alexander riproduce fedelmente, sia pure in modo romanzato i passi salienti della  breve epopea del re condottiero morto a 32 anni e si intravede un impegno sincero del regista di ricostruirne la  vera personalità.
Non ci troviamo di fronte al classico eroe senza macchia e senza paura che uccide in battaglia  due  nemici con un colpo solo (senza allusioni a Russel Crowe ne il gladiatore) ma una personalità complessa, audace e brillante in battaglia,   visionario sognatore di un mondo unificato dalla cultura greca,  ambizioso esploratore per poter misurare prima di tutto i suoi limiti ("dobbiamo andare avanti finché troveremo la fine") ma fragile emotivamente, esasperato dalle ossessioni  (il confronto/scontro con suo padre Filippo e il  rapporto esclusivo ed opprimente con la madre). Si può dire che la ricostruzione della sua personalità costituisca l'invenzione più libera dell'autore; licenza lecita, date le scarse informazioni storiche a riguardo, ma è indubbio che Stone abbia voluto aggiungere alla sua collezione un'altro dei suoi personaggi tragici e dannati che non vogliono (Jim Morrison in The Doors-1991, Gli intrighi del potere - Nixon-1996, Natural born killers-1994) o non possono (Nato il 4  luglio-1989) condurre una vita ordinaria.
E' toccato al giovane Colin Farrell mettere in scena una personalità così complessa e bisogna dire che di meglio non poteva fare;  brava anche la madre Anjolina Jolie, fredda cospiratrice ed il selvaggio ma affettuoso padre,Val Kilmer.

E' giunto però il momento di parlare delle lacune del film. La prima è sicuramente la la tendenza a raccontare fuori campo e a spiegare invece che mostrare, prima regola di qualsiasi film. E' indubbio che Stone si è dovuto porre il problema di come inquadrare un'importante passaggio della storia greca a chi probabilmente non dispone neanche di una pallida reminiscenza scolastica; per questo Tolomeo (Antony Hopkins) è l'io narrante che interviene spesso per spiegare e narrare il passaggi che vengono saltati .  Più gravi sono i dialoghi meditativi sulle sorti degli esseri umani e sulla grandezza che sta imprigionando Alessandro ("si resta soli quando si diventa un mito"): è il racconto stesso che dovrebbe suggerirci  quello che sta avvenendo in lui, senza "note di redazione".  
 Infine, fatto molto molto strano per un maestro del montaggio come Oliver Stone, ci sono alcune disarmoniche aperture di parentesi che spezzano la continuità del racconto: proprio al culmine della spedizione in India si innesta  un flash back in Macedonia su di un episodio che lo spettatore aveva già assorbito, creando una fastidiosa perdita di attenzione. E'come se la passione per il tema, l'ansia di cercare di dire tutto,  abbia distolto il regista dall'obbligo di guardare con freddezza la sua opera e controllarne l'armonia complessiva.

Fra i pregi dobbiamo annoverare invece il  travolgente impatto visivo delle scene di combattimento  (l'attacco dei carri persiani con le ruote a falce contro la falange macedone; la cavalleria greca contro gli elefanti indiani); la risolutiva battaglia di Gaugalela  vista con gli occhi di un'aquila che plana sui combattenti;  una Babilonia che ci appare nel pieno del suo antico splendore; la ricostruzione di una fastosa corte orientale, con gli stessi colori dei pittori  orientalistes francesi.

Stone, nel parlarci del mondo greco, non può non fare riferimento a  quello che all'epoca si intendeva come "amicizia" maschile: spetta ad Aristotele (Christoper Plummer) , spiegare ad Alesandro adolescente come, in un mondo sostanzialmente misogino, dove le donne erano degli esseri petulanti utili solo per generare figli, "l'amore fra gli uomini è possibile per scambiarsi conoscenze". Bisogna dare atto al regista che questi riferimenti sono coerenti con il tentativo di ricostruire un'epoca, senza che traspaia il tentativo far passare un messaggio indiretto agli uomini d'oggi.

Autore: Franco Olearo


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