LA MIA BANDA SUONA IL POP

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Titolo Originale: La mia banda suona il pop
Paese: ITALIA
Anno: 2020
Regia: Fausto Brizzi
Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Marco Martani, Edoardo Falcone, Alessandro Bardani
Produzione: Casanova Multimedia
Durata: 95
Interpreti: Christian De Sica, Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Paolo Rossi, Diego Abatantuono,• Natasha Stefanenko

I POPCORN sono un gruppo musicale che ha avuto un suo fugace momento di gloria negli anni ’80. Caduti nell’oblio, Il frontman Tony (Christian De Sica) ora suona e canta per i matrimoni, Micky (Angela Finocchiaro), l’unica donna del gruppo, conduce un programma di cucina ma ha il vizio di alzare troppo il gomito; Lucky (Massimo Ghini) gestisce il negozio di ferramenta della moglie e infine Jerry (Paolo Rossi) raccoglie, suonando, qualche moneta sotto il Colosseo. Un giorno Franco (Diego Abatantuono), il vecchio manager della band, dà loro una lieta notizia: Ivanov un magnate russo, vuole che i Popocorn, di cui è un nostalgico appassionato, suonino nella sua casa a San Pietroburgo in occasione del suo compleanno. I quattro recuperano i vestiti di scena di un tempo e partono felici per questa promettente avventura. Non sanno che Franco si è accordato con Olga, sua vecchia conoscenza e ora capo della sicurezza del magnate, per svaligiare, durante la festa, il caveaux della villa….

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Quattro cantanti in bancarotta si trasformano in ladri alla prima occasione di un loro rilancio nel mondo dello spettacolo
Pubblico 
Adolescenti
Molte batture e allusioni volgari
Giudizio Artistico 
 
Una scrittura con poca originalità e dialoghi che si ripetono. Buona la costruzione della nostalgia per gli anni ‘80

I Popcorn sono appena entrati nella sontuosa villa del magnate russo. Questi li accoglie con tutto il suo staff. “La mia casa è la vostra casa!”: esclama. “Magari!”: dice sottovoce Tony. “Vi presento –continua il padrone di casa indicando tre belle donne accanto a lui - la mia prima moglie Katiusha, mia moglie Natasha mentre lei è la mia bellissima amante”. “Bagascia?”: domanda Tony. “No, si chiama Erina”: risponde Ivanov che non ha compreso la battuta. “Avrei detto anch’io bagascia…” incalza perplesso Franco. Con battutacce di questo genere e altre più volgari e dirette è infarcito questo film e ci stupiamo, perché pensavamo che il tempo dei cinepanettoni, della comicità pecoreccia a zero cultura, fosse ormai terminato. Peccato, perché alcune premesse erano buone: attori comici con alta professionalità, alcune canzoni scritte apposta per il film da Bruno Zambrini (Non son degno di te, La fisarmonica e La bambola) che imitano molto bene le hit di quel tempo e in generale la nostalgia degli anni ’80 che ci viene trasmessa in modo particolarmente contagioso. Il punto debole è la sceneggiatura: questi vecchi cantanti recuperati per l’occasione dovrebbero far ridere ma invece risultano patetici, con battute interminabili su chi sia andato a letto con la disinvolta Micky e chi no. Si sviluppa poi la componente thriller del racconto ma questa risulta giustapposta e non integrata nel resto della trama che continua a giocare con le caratterizzazioni bloccate dei personaggi e dai continui battibecchi fra di loro. Quando Franco rivela ai quattro Popcorn il piano per svaligiare la cassaforte del ricco magnate, forse, qualcuno della banda avrebbe potuto sentire un po’ di rimorso, visto che proprio grazie a questo signore russo erano tornati a percepire l’ebbrezza del successo (incluso un lauto cachet) ma questo non avviene, e alla fine sono proprio i russi a esser seriamente presi in giro, non solo perché si fanno rapinare (facilmente) ma perché appaiono dei sempliciotti con non molta cultura, ancora legati alle canzoni italiane degli anni ’80.

Autore: Franco Olearo


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