THE FAREWELL - UNA BUGIA BUONA

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Titolo Originale: The Farewell
Paese: USA
Anno: 2019
Regia: Lulu Wang
Sceneggiatura: Lulu Wang
Produzione: Big Beach, Depth of Field, Kindred Spirit
Durata: 100
Interpreti: Awkwafina, Tzi Ma, Diana Lin, Zhao Shuzhen

Billi Wang è nata a Pechino ma è rimasta in Cina solo fino ai sei anni, quando i suoi genitori si sono trasferiti in U.S.A. Ha conservato un legame molto stretto con Nai Nai, la nonna paterna che è rimasta in Cina e con la quale non manca mai di sentirsi ogni giorno per telefono, parlando con il suo cinese approssimativo. Un giorno, tornando a casa, si accorge che il padre è triste. Ha saputo che alla nonna è stato diagnosticato il cancro e ha deciso, assieme al fratello che è emigrato in Giappone, di riunire tutta la famiglia intorno a lei per un ultimo saluto. Hanno anche deciso che non riveleranno a Nai Nai il suo stato di salute ma motiveranno il loro arrivo in Cina con il matrimonio di suo nipote (che in realtà si è già sposato). Il padre informa Billi che la famiglia ha deciso che lei non deve partire perché è la più legata alla nonna e tradirebbe la sua preoccupazione. Billi non comprende perché a Nai Nai non debba venir detta la verità e una volta partiti i genitori, trova i soldi per partire anche lei...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Tutti i parenti della nonna Nai Nai mostrano grande affetto nei suoi confronti e si mostrano compatti nel prendere delle decisioni collegiali che poi rispettano
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
L’autrice sviluppa con grande sensibilità questo racconto familiare, mostrando sottile ironia nel mostrare certe usanze del suo paese di origine

Avevamo già detto che per riuscire a trovare film che pongano in evidenza i valori della famiglia bisogna ormai rivolgersi o a canali specializzati (Hallmark in U.S.A.) oppure alle culture orientali: all’ India (SIR – Cenerentola a Mumbai), al Bagladesh (Bangla) alla  Cina (Apart Together e ora anche con questo The Farewell).  I colloqui fra i protagonisti di questo film discutono animatamente se la nonna vada informata della sua prossima fine oppure no, delle differenze di mentalità fra America e Cina (contano solo i soldi o altri valori?) ma c’è una cosa che è palpabile e che non è tema di discussione: l’affetto di tutti per la nonna e il forte legame fra i componenti della sua grande famiglia: ogni decisione importante va discussa ma poi tutti debbono comportarsi secondo quanto stabilito. Vediamo Billi commuoversi nel ricordare quando giocava nel giardino della nonna e come questo legame si fosse spezzato così presto per andare in America. In un'altra sequenza partecipiamo a un altro esempio di generosa dedizione: la madre di Billi, chiede alla sorella di Nai Nai, che si è dedicata a lei in tanti  anni, unica parente rimasta in Cina, se abbia bisogno di esser aiutata, anche materialmente, quando Nai Nai non ci sarà più. Lei non ha bisogno di nulla: è stata contenta di aver aiutato Nai Nai.

Questo film è strutturato in modo particolare: una volta che lo spettatore è stato informato che la nonna ha pochi mesi di vita, che i suoi due figli con le loro famiglie hanno deciso di raggiungerla per darle un ultimo saluto senza informarla della gravità del suo male, non succede nient’altro.  Un film o un serial occidentale avrebbe probabilmente farcito la trama di vari sub-plot, uno per ogni componente di questa famiglia e costruito un colpo di scena finale ma l’autrice Lulu Wang, al suo secondo lungometraggio, modula il racconto tutto sulle reazione dei vari personaggi a questo ritorno insolito alla terra di origine.  Se Billi ha ritrovato le sue radici e vorrebbe restare accanto alla nonna fino alla sua fine, se sua madre, più pragmaticamente, non rimpiange la decisione presa a suo tempo di emigrare e difende la way of life U.S.A. contro chi la vuole denigrare, su tutti risplende Nai Nai, che distribuisce complimenti e parole gentili a tutti e cerca di sedare ogni contesa verbale. Intorno al nodo etico principale (informare la nonna del suo stato oppure non dirle niente per farle trascorrere serenamente gli ultimi mesi), si sviluppa uno scontro di culture: secondo la legge americana sarebbe illegale non informare il paziente; secondo la cultura cinese, in una visione rigorosamente immanente, la scoperta della prossima morte può generare solo sofferenza. Il padre di Billi cerca anche di darne una spiegazione sociologica: in contrapposizione a un Occidente individualista, c’è un Oriente dove: “noi non apparteniamo neanche a noi stessi. La vita di una persona è parte di un tutto: la famiglia, la società”. Invita quindi Billi a trattenere le proprie emozioni e a non dire la verità per il bene di Nai Nai.

Si tratta di una contrapposizione sicuramente grossolana ma c’è in essa qualcosa di vero nel nostro privilegiare oggi un atteggiamento individualista. Ma quando anche noi ci sentivamo più uniti in una famiglia o in una comunità solidale (magari in un piccolo paese), il valore che ne scaturiva era opposto: quello dell’accettazione della morte. I cari si stringevano intorno al malato e lo aiutavano a compiere serenamente quel passaggio inevitabile, invece di trattenere le proprie emozioni come suggerisce la cultura orientale, e di evitare di informare il malato.

Autore: Franco Olearo


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