TOLKIEN

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Titolo Originale: Tolkien
Paese: USA
Anno: 2019
Regia: Dome Karukoski
Sceneggiatura: David Gleeson, Stephen Beresford
Produzione: Fox Searchlight Pictures, Chernin Entertainment
Durata: 112
Interpreti: Nicholas Hoult, Lily Collins, Colm Meaney, Anthony Boyle,Patrick Gibson,Ty Tennant

John Ronald Reuel Tolkien vive modestamente a Birmingham, con sua madre, rimasta vedova, e suo fratello minore. Le serate scorrono serene allietate dai racconti della madre che li affascina con storie di draghi e di cavalieri ma poi anche lei muore e i due ragazzi vengono affidati a un tutore, un sacerdote cattolico, padre Francis, che riesce a mandarli prima alla King Edward’s School e poi grazie, a una borsa di studio vinta dal ragazzo per le sue straordinarie doti, riesce a iscrivere Ronald all’università di Oxford. Qui fa amicizia con tre ragazzi Christopher Wiseman, Robert Gilson e Geoffrey Smith. I quattro formano una società segreta chiamata T.C.B.S. (Tea Club and Barrovian Society) ma poi scoppia la prima guerra mondiale e Ronald, con i suoi amici, deve andare al fronte francese, lasciando la sua amata Edith Bratt con la promessa che al suo ritorno si sarebbero sposati…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un gruppo di amici si impegna ad aiutarsi a vicenda in ogni occasione e a operare perché il bene vinca sul male. Una bella storia d’amore di un ragazzo e una ragazza che si amano, si sposano e vivono felici e fedeli
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Ottima ricostruzione delle ambientazioni d’epoca, non eccezionale la recitazione dei vari protagonisti, una regia classica che non genera molte sorprese

Capita a volte, a un regista o a uno sceneggiatore, di dover riversare in un film una storia che lo tocca intimamente, magari si tratta della vita di sua madre o dei suoi genitori. Succede allora che il racconto si sviluppa con toni ovattati, volti a proteggere quel personaggio che lui ama.

Qualcosa di simile succede in questo film sulla infanzia e giovinezza di John Ronald Reuel Tolkien, autore ancora oggi, fra i più letti al mondo, perché il regista Dome Karukoski non riesce a mascherare l’affetto e l’ammirazione che prova per il protagonista.

Il progetto di questo film è notevolmente ambizioso: cercar di scoprire, nella vita di Tolkien, quelle esperienze che poi hanno fatto germogliare le ambientazioni e i comportamenti dei personaggi immaginari che hanno dato vita ai suoi romanzi.

E così avviene: quei suoi tre compagni di università legati fra loro da una forte amicizia (molto bella la sequenza nella quale, rivolti a Ronald gli dicono che sanno che lui è orfano ma vogliono essere i suoi fratelli) creano una compagnia fedele, come quella della Compagnia dell’Anello.

La sua ragazza prima e moglie per la vita dopo, Edith Bratt si trasformerà in Arwen, l'Elfa che visse durante la Terza Era ed è  Edith stessa ad accompagnare Ronald a vedere l’opera I Nibelunghi e a raccontargli l’influsso malefico dell’anello. Durante la battaglia della Somme della Prima Guerra Mondiale, nel pieno degli assalti alla baionetta, fra il fuoco e il fumo, Ronald intravede Mordoc e i soldati con la maschera antigas sembrano tanti Nazgul.

E’ inutile dire che questo accostamento realtà-fantasia realizzato dal regista ha scandalizzato tanti puristi di Tolkien, soprattutto per la libertà che si è preso nel modificare la biografia dello scrittore.

Non è vero che Edith abbia aspettato trepidante Ronald che tornasse dalla guerra, visto che si erano già sposati nel 2013; non è vero che Ronald si sia buttato fra il fuoco e le fiamme della battaglia della Somme, visto che svolgeva l’incarico di ufficiale addetto alle comunicazioni, non andò mai a combattere al fronte e fu presto dismesso per un’infezione da pidocchi. Manca inoltre il Tolkien più impegnato, in particolare contro ogni forma di totalitarismo del suo tempo e la sua fede religiosa.

Tutto questo è vero ma è indubbio che il film ha successo nel ricostruire lo spirito che animò il gruppo degli amici dell’università, tutti impegnati in diverse forme artistiche (pittura, musica, scrittura) per riuscire a mettere in atto una rivoluzione culturale per il  loro tempo.

L’amore puro fra Ronald e Edith, l’impegno fra gli amici della compagnia ad aiutarsi a vicenda e la speranza che il bene possa vincere sul male sono i valori che il film riesce a ben rappresentare.

Se poi sia possibile fare qualcosa di meglio nel cercare di estrarre, dalla biografia di Tolkien spunti per le costruzioni di fantasia che sono presenti nei suoi romanzi è difficile dirlo: in fondo la sua fu una monotona vita da accademico che sicuramente lavorò molto di fantasia e se non partecipò concretamente a nessuna battaglia, gli sarà stato sufficiente comprendere l’orrore della guerra dal racconto di tanti altri soldati.

Ben tratteggiata è invece la sua passione per le lingue e per i miti nordici, dote che scoprirà durante la sua vita passata a Oxford, dove ebbe la fortuna di incontrare ottimi professori.

L’ambientazione d’epoca, i costumi, sono molto curati; forse ci si sarebbe aspettato qualcosa di più dall’interpretazione dii Nicholas Hoult nella parte di Ronald, resta bloccato per quasi due ore nella stessa espressione

Autore: Franco Olearo


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