TUTTE LE VOLTE CHE HO SCRITTO TI AMO

 
Titolo Originale: To All the Boys I've Loved Before
Paese: USA
Anno: 2018
Regia: Susan Johnson
Sceneggiatura: Sofia Alvarez
Produzione: Overbrook Entertainment, Awesomeness Films
Durata: 99
Interpreti: Lana Condor, Noah Centineo, John Corbett:

Lara Jean è una ragazza di sedici anni; la sua simpaticissima famiglia è costituita da altre due sorelle (Margot, la maggiore e Kity di11 anni) e un padre molto comprensivo (la madre è morta quando lei era piccola). Lara non ha un boy friend e vive in un mondo romantico tutto suo: legge romanzi rosa e scrive lettere appassionate ai ragazzi che le sono piaciuti, fin dai tempi delle elementari e delle medie, senza averle mai spedite. Quando Margot parte per il college in Irlanda, con gran dispiacere del suo ragazzo Josh, la piccola Kitty ha un’idea: spedisce di nascosto le lettere appassionate che Lara aveva scritto (cinque in tutto). Fra i destinatari c’è lo stesso Josh ma anche Peter, il bello della scuola. Le conseguenze sono immediate: Peter si avvicina a Lara per ringraziarla molto della lettera (anche se in quel momento ha già una ragazza: Genevieve) e lo stesso Josh resta positivamente colpito dalla sua appassionata dichiarazione. Lara non sa più dove nascondersi...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film sviluppa bene il tema della genesi di un amore fra un ragazzo e una ragazza , ponendo l’attrazione sessuale in stretta dipendenza dal primo
Pubblico 
Adolescenti
Qualche riferimento a tematiche sessuali
Giudizio Artistico 
 
Lo sviluppo della storia risulta particolarmente gradevole, grazie alla base letteraria su cui poggia. Ben svilippati i dialoghi fra i due protagonisti. Noah Centineo (Peter, nel film) sta diventando un vero e proprio divo delle teen comedies

Questo film originale Netflix, ricavato dall’omonimo best-seller per young adult della scrittrice  Jenny Han (si tratta in realtà di una trilogia e il sequel è stato già annunciato) ha un intreccio narrativo divertente ma certo non originale: il gioco dei malintesi che si creano a causa delle lettere spedite all’insaputa di Lara, il finto fidanzamemto che Lara e Peter imbastiscono per ingelosire i rispettivi aspiranti partner, salvo poi accorgersi che l’amore va in ben altre direzioni, è qualcosa di già visto in altre teen comedies; in effetti non è l’intreccio della trama, ancorché gradevole, il vero valore di questo film: il tema portante, molto ben sviluppato, è la genesi dell’amore.

Dopo tanti serial brutali su tematiche adolescenziali  (l’impulso al suicidio in Tredici, la tentazione della prostituzione in Baby, la sessualità come tema dominante in Sex Education) ecco un ragazzo e una ragazza che incontrandosi e parlando fra loro, giorno dopo giorno, scoprono improvvisamente che la conversazione fluisce spontanea, riescono facilmente a  confidarsi cose che non avevavo osato dire a nessun altro. Il loro cuore si è aperto, l’amore è in arrivo. Anche l’attrazione fisica, che sicuramente c’è, viene resa manifesta  in stretta dipendenza dal progresso dei loro sentimenti, l’uno per l’altra (fino alla fine del film si tratta comunque di baci e affettuosità generiche). Per Lara possiamo addirittura parlare di senso del pudore. Lei sa bene che le vacanze invernali sui campi di sci che farà tutta la classe sono state, per tante sue compagne, l’occasione per eccellenza per perdere la verginità e lei sta molto attenta ad evitare possibili tentazioni,  non perché non lo desideri ma perché lei e Peter non si sono ancora pienamente dichiarati. Ma il rapporto con Peter ha per Lara un significato ben più profondo: lei è afflitta da un’insicurezza esistenziale che non è solo attribuibile alla sua età ma alla perdita della madre in tenera età. Teme  che abbandonarsi pienamente all’amore verso un’altra  persona, dovrà, prima o poi, soffrire molto.  E’ proprio questo un altro aspetto, il potere trasformante dell’amore, che viene posto ben evidenza in questo racconto.

I rapporti familiari sono importanti per quell’età e veramente unica, nella produzione recente di film/serial sull’adolescenza,  è la perfetta intesa che hanno le tre sorelle (si percepisce che l’autore del racconto non poteva che essere una donna): tutte sono  sempre pronte ad immedesimarsi nei problemi delle altre e ad aiutarsi a vicenda.

I rapporti con i genitori sono altrettanto importanti per i due ragazzi, anche se vivono in famiglie ferite: Lara ha solo il padre mentre Peter solo la madre (il padre ha lasciato la famiglia per un’altra donna). Le espressioni di Peter sono severe nei confronti del genitore  e in nessun modo accetta la sua scelta, che lo ha molto ferito.

Molto bella è anche la figura del padre di Lara,che mantiene verso le tre figlie l’atteggiamento di un simpatico amico più che di un padre autoritario. Attento  osservatore delle sue figlie, riesce a cogliere cosa si cela dietro i loro cambiamenti di umore e si rallegra nel vedere Lara finalmente sorridente, ora che può aderire a un amore che è reale e non frutto di fantasia.

Un padre  risulta maldestro solo su temi come l’educazione sessuale (quando Lara parte per la sua settimana bianca con la scuola, non ha altra idea migliore che darle un pacco di preservativi). Ma su questo tema i genitori bravi sono pochi nella realtà e inesistenti nelle opere di fiction.

Autore: Franco Olearo


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