SIR-CENERENTOLA A MUMBAI

  • strict warning: Non-static method view::load() should not be called statically in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/views.module on line 907.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_validate() should be compatible with views_handler::options_validate($form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_submit() should be compatible with views_handler::options_submit($form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter_boolean_operator::value_validate() should be compatible with views_handler_filter::value_validate($form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter_boolean_operator.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_style_default::options() should be compatible with views_object::options() in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_style_default.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_validate() should be compatible with views_plugin::options_validate(&$form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_submit() should be compatible with views_plugin::options_submit(&$form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 0.
 
Titolo Originale: Sir
Paese: India - Francia
Anno: 2018
Regia: Rohena Gera
Sceneggiatura: Rohena Gera
Produzione: INKPOT FILMS IN COPRODUZIONE CON CINÉ-SUD PROMOTION
Durata: 99
Interpreti: Tillotama Shome, Vivek Gomber, Geetanjali Kulkarni

Ratna vive in un piccolo villaggio indiano e a 19 anni è rimasta vedova dopo solo due anni di matrimonio. Con l’impegno di mandare mensilmente una quota del suo salario ai suoceri, riesce a trasferirsi a Mumbai lavorando come domestica nella casa del giovane Ashwin che vive da solo, dopo che il suo matrimonio è andato a monte pochi giorni prima della cerimonia. Inizia questa strana convivenza, molto rispettosa per i rispettivi ruoli, in un paese dove la divisione in caste ha radici consolidate ma giorno dopo giorno i due si aprono alla confidenza: lei sogna di diventare una disegnatrice di moda mentre lui vorrebbe tornare negli Stati Uniti a fare lo scrittore: si trova a Dubai solo per l’impegno di dover sostituire il fratello maggiore, morto improvvisamente

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I due protagonisti sono campioni di un comportamento virtuoso che risulta non condizionato dalla classe sociale a cui appartengono
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
La regista trova la forma narrativa giusta (ritmo lento, cura nei dettagli) per esprimere la progressiva intesa fra i due protagonisti

Ashwin ha ormai deciso di dichiarare il suo amore a Ratna, sapendo in cuor suo di essere ricambiato ma lei esprime tutta la sua perplessità per la differenza di casta che li separa. E poi aggiunge che sua madre ha dovuto sostenere la perdita del figlio maggiore e non può ricevere anche questo dolore dall’unico figlio maschio rimasto.

Ashwin confida al suo miglior amico la voglia di sposarsi con Ratna, ma riceve una risposta molto chiara: “mettiti nella sua prospettiva: le ricorderanno sempre che è una domestica, nessuno l’accetterà; se ci tieni a lei, se ci tieni davvero, lasciala perdere”. Il vero amore, cioè quello che cerca il bene dell’altro, può richiedere  anche il sacrificio dei propri sentimenti.

Sono sono due esempi della grande sensibilità d’animo che questo film riesce a mettere in luce.

Si potrà dire che questo film è quasi un pamphlet politico contro la divisione in caste ancora ben radicata in India (e questo in parte è vero); si potrà dire che si tratta di una romantica storia d’amore dove è proprio il loro amore sincero che li porta a tenerli  lontani  (e questo in parte è vero: ricorda in qualche modo In the mood for love) ma il vero valore del film è etico: i due protagonisti sono campioni di virtù  e se  è vero che stanno affrontando un problema legato alla discriminazione fra caste ancora esistente, con il bagaglio di virtù di cui dispongono, avrebbero potuto affrontare qualsiasi altro problema.

Ratna svolge con scrupolo il suo compito e si rifiuta di fare pettegolezzi riguardo al suo padrone; mette da parte il suo stipendio per consentire alla sorella minore di completare gli studi che lei non è riuscita a fare. Ashwin ha un alto senso della giustizia e della dignità di ogni persona e incoraggia Ratna perché anche lei possa realizzare i propri sogni, difendendola quando viene umiliata nella sua condizione servile. Anche lui ha i suoi sogni che vorrebbe realizzare ma persegue, come Ratna, un principio fondamentale, la propria feicità non potrà mai venir conquistata a danno della felicità altrui: ecco perchè aveva lasciato gli Stati Uniti per sostenere la famiglia quando il fratello maggiore era morto. E’ risultata centrata la decisione della regista di puntare, per il ruolo femminile, non su una smagliante stella di Bolliwood ma su una brava attrice non bella, per sottolineare che Ashwin si innamora sopratutto della bellezza dell sua anima.

Lo stile della regista  Rohena Gera al suo primo lungometraggio, è di estrema attenzione ai dettagli: il ritmo del racconto è lento, disseminato di gesti ripetitivi (Ratna che porta il vassoio della cena o della prima colazione al padrone, Ratna che risponde al telefono) perché l’impegno della regista non è quello di raccontare una grande storia ma la lenta evoluzione dei sentimenti e della comprensione reciproca dei due protagonisti.

Lo stesso tema della separazione fra caste non è spiegato ma significato attraverso una serie di episodi: Ratma che viene invitata ad uscire da un negozio di lusso, la reazione rabbiosa di un’ospite in casa di Ashwin qualdo lei le fa cadere il bicchiere: La “serva” andrà punita severamente e le verrà addebitato il costo del vestito che è stato macchiato. “Non si siederà mai a tavola con tua madre; non sa usare neanche forchetta e coltello” sottolinea l’amico di Ashwin, ricordando che solo le classi alte usano metodo occidentali. Ma forse la scena più espressiva è quella in cui noi siamo posti in soggettiva di Ratma mentre sta girando con un vassoio fra gli ospiti a un riunione ufficiale: tutti chiacchierano, non la degnano di uno sguardo, e prendono o non prendono meccanicamente ciò che si trova sul vassoio.

Anche il tema della condizione femminile in India viene afffrontato dalla regista ma questa volta senza prendere una posizione netta: se è vero che la sorella di Ratma decide di sposarsi con un uomo scelto dai suoi genitori senza neanche averlo visto, se Ratma, come vedova, è ostaggio della famiglia dei suoi suoceri ed è costretta a versar loro un contributo mensile, è anche vero che la regista non lesina uno sguardo critico alle donne dei quartieri alti che abusano della loro libertà: bevono nei locali notturni e si concedono di passare una notte con un uomo che hanno appena conosciuto. Lo stesso episodio iniziale del film (Ashwin annulla la cerimonie di nozze all’ultimo momento perché ha scoperto che la sua fidanzata lo tradiva con un altro) rinforza la verità che Rohena Gera vuole sottolineare: il comportamento di una persona adulta non è condizionata dalle tradizioni della nella sua società, nè la libertà conquistata è garanzia per un comportamento corretto: conta solo l’intimo convincimento della singola persona e un comportamento virtuoso in ogni situazione che la vita ci pone davanti.

Autore: Franco Olearo


Share |