IL GRANDE SALTO

Titolo Originale: Il grande salto
Paese: ITALIA
Anno: 2017
Regia: Giorgio Tirabassi
Sceneggiatura: Giorgio Tirabassi, Daniele Costantini, Mattia Torre
Produzione: SUNSHINE PRODUCTION
Durata: 94
Interpreti: Giorgio Tirabassi, Ricky Memphis, Marco Giallini, Roberta Mattei, Valerio Mastandrea, Gianfelice Imparato, Paola Tiziana Cruciani

Nello e Rufetto hanno superato i quarant’anni, quattro dei quali passati in carcere per rapina a mano armata. Proprio per quel precedente, non riescono a trovare un lavoro e in fondo non lo cercano neanche: sognano piuttosto di organizzare il colpo che possa consentire loro di fare il “grande salto”. Nello si trova in una situazione migliore: vive a sbafo in casa dei suoceri e ha una moglie e un figlioletto che lo consolano; Rufetto invece vive da solo in uno squallido scantinato e cerca di fare conoscenze femminili tramite appuntamenti via Internet…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Due ladri che hanno già trascorso quattro anni in prigione, restano imprigionati nei loro ruoli, senza impegnarsi per una vita diversa. Un gioco pericoloso e di cattivo gusto ai danni di una persona diversamente normale
Pubblico 
Adolescenti
Lo squallore dei due protagonisti, il racconto privo di speranze, escludono i più piccoli dalla visione del film
Giudizio Artistico 
 
Ottima recitazione dei due protagonisti e dei comprimari; le scene, anche quelle di azione, sono realizzate con perizia. Il racconto invece oscilla fra vari generi senza riuscire a scegliere un tono dominante

La domanda che molto presto si pone lo spettatore è: cosa debbo fare, ridere o piangere?

La scena iniziale, la fuga in macchina dei due ladri inseguiti dalla polizia, è avvincente e promette un film carico di tensione. Le sequenze successive che ci mostrano  la squallida vita quotidiana di due ladruncoli da quattro soldi che sognano il grande colpo (divertente la loro trattativa per comprarsi una pistola) e intanto scroccano le cene al suocero di Nello, ci rimanda alle tante commedie all’italiana del dopoguerra, dove i protagonisti cercavano di sbarcare il lunario con molta inventiva o più direttamente, come ne I soliti ignoti di Monicelli, si rideva per le incredibili maldestre peripezie di quattro aspiranti ladri. In questo film invece, il racconto si riveste rapidamente di malinconia: la sfortuna di Nello e Rufetto è disarmante e quando, a causa di una ennesimo, maldestro, tentativo di rapina, ci scappa il morto, non si ride più. Ciò che è peggio è che il racconto è impostato in modo che lo spettatore sia invitato a sorridere, sia pur con sarcasmo, mentre il realtà si tratta di un episodio ben poco politically correct, grazie alla la sensibilità di oggi. Ad ogni buon conto lo spettatore si è ormai organizzato per assistere a un dramma della sfortuna e dell’incompetenza (in termini di accumulo di disgrazie siamo dalle parti di Umberto D di De Sica), quando il film vira nuovamente e si passa al surreale, perfino al trascendente, un escamotage che appare un po’ forzato, per riuscire a pervenire a una conclusione di questo strano, multiforme, racconto.

Ricky Memphis, Giorgio Tirabassi sono bravissimi nella parte dei due ladri senza speranza. C’è però una buona dose di macchiettismo nei loro personaggi. Quel loro cercare un riscatto attraverso un furto geniale,  senza comprendere che non  sono all’altezza; quel trovarsi, da parte di Nello, accanto a una moglie carica di affetto nonostante tutto, senza che questo lo faccia riflettere per proporsi una vita diversa; il cercare, da parte di Rufetto di organizzare incontri femminili solo per poter trascorrere una notte, senza comprendere che lui ha bisogno molto più di quello, finiscono per farci concludere che il racconto non solo è stato tragico ma peggio, senza speranza.

Autore: Franco Olearo


Share |