THE SOCIETY (prima stagione)

Titolo Originale: The Society
Paese: USA
Anno: 2019
Regia: Marc Webb
Sceneggiatura: Christopher Keyser
Produzione: Netflix
Durata: dieci puntate
Interpreti: Kathryn Newton, Gideon Adlon, Sean Berdy, Natasha Liu Bordizzo, Jacques Colimon

In West Ham, una cittadina del Connecticut, l’aria emana un odore pestilente di origine sconosciuta e il sindaco decide di mandare tutti i ragazzi dell’ High School fuori dalla città, in un campeggio attrezzato nei boschi limitrofi. I pullman scolastici debbono però tornare indietro a causa di un ponte che ha ceduto per il maltempo. E’ ormai sera e quando i ragazzi tornano a casa si accorgono che qualcosa di misterioso è avvenuto: non c’è più nessuno a West Ham e loro sono gli unici abitanti. Le strade verso l’uscita della città sono boccate. Questi 240ragazzi e ragazze sono ora gli unici componenti di una minisocietà isolata dal resto del mondo e dovranno cercare di organizzarsi, altrimenti si troveranno nel caos....

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Ci sono ragazzi buoni e altri cattivi in questo serial ma di fronte a una sfida che li costringe a maturare prima del tempo, non si stabiliscono valori in comune, ognuno resta se stesso agendo secondo il suo temperamento, non ci sono riflessioni che trasformano
Pubblico 
Adolescenti
Uso di droga, violenze domestiche, rapporti di convivenza senza nudità. Netflix: VM14
Giudizio Artistico 
 
La fiction risulta stimolante come metafora di una umanità che deve riuscire a organizzarsi come società. Buona la caratterizzazione dei personaggi ma solo quelli femminili

E’ ormai chiaro: Netflix vuole diventare leader indiscussa dei teen drama e di racconti destinati agli young adult, a giudicare dal ritmo con cui sforna fiction TV e film destinati a questa fascia di utenza. Originale questa volta è il tema di fondo: per questi ragazzi agli ultimi anni della high school, non si tratta di trovare il partner per il prom (il ballo di fine anno), i soldi necessari per andare all’università, organizzare la vacanza più spensierata della loro vita; ora non debbono più andare a scuola, giustificare i loro comportamenti ribelli con le incomprensioni dei genitori ma sono pienamente in balia di loro stessi. Si trovano in una sorta di nuovo mondo, un tema tipico della letteratura americana, dalle caratteristiche particolari: possono entrare in qualsiasi negozio e prendere ciò che vogliono senza pagare ma sono anche coscienti che alla fine tutto si esaurirà.

Sono molti i protagonisti di questa storia, tutti giovani che non hanno perso la voglia di ballare, di ubriacarsi, cercare la/il proprio partner, sul fare gruppo facendo pettegolezzi sulla ex compagna di classe che sta troppo sulle sue ma al contempo sono due le nuove sfide, più grandi di loro che si trovano ad  affrontare: decidere se organizzare una minisocietà civile o lasciare che prevalgano i più prepotenti e trovare un nuovo senso da dare alla propria vita, con l’aiuto della fede cristiana o con altri credo.
Il primo tema è ben sviluppato, una metafora di come la società umana ha cercato nel tempo di organizzarsi, con successi ma anche tante sconfitte. Il primo esperimento che i ragazzi applicano è il socialismo: per quei ragazzi che possono contare solo sulle scorte presenti nei supermercati, non si intravede altra soluzione che raccogliere e distribuire equamente le derrate alimentari e per far questo non resta che assegnare il monopolio della forza a delle guardie che hanno il compito di sequestrare tutte le armi ed esercitare metodi coercitivi su chi trasgredisce. Nessuno sente la necessità di seguire le tradizioni che loro, bene o male hanno ereditato dai genitori: ci si trova piuttosto di fronte a una costruzione rivoluzionaria e, come in tutte le rivoluzioni della storia, la radicalizzazione e la repressione è dietro l’angolo fomentata dai più prepotenti. “Non dobbiamo chiedere il potere, dobbiamo prendercelo” dice uno dei ragazzi. Né manca il terrorismo indiscriminato. “Il terrorismo serve per generare insicurezza”: conclude un altro. Il secondo aspetto, il senso sovrannaturale di tutto ciò che sta accadendo, è meno sviluppato e diventa la riflessione privata di qualche ragazza che si chiede perché Dio abbia voluto tutto questo, se c’è un Dio, oppure si sia piuttosto vittima di un destino senza senso. Alla fine non c’è nessuna intesa collettiva su questo punto e ognuno finisce  per comportarsi in base alla propria natura: chi è buono si comporta da buono, chi è malvagio si comporta come tale. Non ci sono “conversioni” in questo serial.

I personaggi sono ben caratterizzati ma la preferenza va chiaramente a favore di quelli femminili: sono loro che fanno proposte, riflettono saggiamente sul da farsi, hanno momenti di malinconia ma poi sono capaci di affrontare la realtà a testa alta (I co-sceneggiatori sono tutte donne). I maschi vengono ritratti soprattutto come espressione di energie naturali: energie che esprimono pulsioni sessuali, forza atletica come quella dei “ragazzi-guardie” e anche, in un caso, il gusto per la violenza.

L’ossequio al genere teen ha inevitabilmente spinto gli sceneggiatori ad inserire alcuni subplot prevedibili come l’adolescente che resta incinta e la presenza di un ragazzo gay. Originale invece la presenza di una ragazza che si sente cristiana e vuole arrivare vergine al matrimonio, anche se si tratta di un personaggio descritto con una certa ironia, visto che, si mostra molto fantasiosa nei modi con cui esprime affettuosità nei confronti del suo fidanzato

Il serial ha il chiaro obiettivo di raggiungere un vasto pubblico: non ci sono nudità ne violenze esplicite ma gli incontri amorosi appaiono chiari nelle loro intenzioni e alla fine queste coppie, senza che ci siano più i genitori a controllare, finiscono tutti per convivere. Netflix lo ha classificato come VM14 anche per l’abuso di droga e la presenza di violenza domestica.

Autore: Franco Olearo


Share |