A/R ANDATA + RITORNO (Francesco)

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Titolo Originale: A/R ANDATA + RITORNO
Paese: Italia
Anno: 2004
Regia: Marco Ponti
Sceneggiatura: Marco Ponti
Durata: 96'
Interpreti: Libero de Rienzo (Dante), Vanessa Incontrada (Nina), Kabir Bedi (Tolstoj)

Dante – pony express – ha un debito di 30 mila euro con un gruppo di criminali. Due giorni prima della scadenza per la restituzione, fugge in Spagna. Ma all’aeroporto di Barcellona i poliziotti doganali trovano dei sacchetti di cocaina nella sua valigia. Dopo una notte in carcere Dante viene liberato perché si appura che la valigia incriminata non era la sua.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
f
Pubblico 
Tutti
g
Giudizio Artistico 
 
h

Ma i poliziotti gli hanno intanto vuotato il portafoglio e così Dante è costretto a tornare a casa. Nel frattempo Nina – hostess spagnola – è rimasta bloccata a Torino a causa di uno sciopero generale che si protrarrà per circa cinque giorni. Tutte le camere d’albergo sono occupate e così Nina viene ospitata da Tolstoj – un vicino di Dante – nell’appartamentino lasciato libero dal ragazzo. Nina ha così la possibilità, in un solo giorno, di: 1) leggere tutti i diari di Dante, 2) essere piantata per telefono dal fidanzato spagnolo, 3) riordinare l’appartamento di Dante, 4) ritinteggiarne le pareti insieme agli amici di Dante con cui ha fatto conoscenza, 5) innamorarsi in absentia di Dante.

Tornato a casa prostrato e senza soldi, Dante entra in casa e si infila a letto. Si accorge della presenza di Nina solo perché questa gli si concede subito in una appassionata notte d’amore. Ma ormai siamo alla scadenza del debito. I criminali si presentano da Dante e… gli concedono un altro giorno di tempo. Giusto quanto serve a Dante, Nina e al loro gruppo di amici per derubare il cassiere della banda e pagare i criminali stessi con il bottino di cui sono stati derubati. Il piano riesce. Per ciascun membro del gruppo – sorpresa – avanzano 200 mila euro. Nina prende un aereo diretto in Spagna e sembra promettere a Dante che ritornerà.

Verosimile non è il primo aggettivo che salta in mente mentre si segue la trama di questo secondo film di Marco Ponti (Santa Maradona).

Come accade puntualmente, la mancanza di verosimiglianza è compensata da un ricco condimento estetico: fotografia, taglio delle inquadrature e montaggio fanno tutto il chiasso possibile per aromatizzare ogni sequenza; tutte le singole linee di dialogo cercano strenuamente di diventare battute ironiche, non importa se a sproposito; la colonna sonora – tutta di pezzi molto cool – non tace un istante.

Non bastasse per diventare a la page, sono stati pretestuosamente introdotti gli immancabili omaggi al politicamente corretto: ammiccamenti indulgenti a droghe leggere e ad ecstasy; un taxista – così generoso da scarrozzare Nina per la città rinunciando allo sciopero e così simpatico da saper ballare la break dance – che ripete come un ossesso lo slogan no Berlusconi no; la presentazione dell’unica famiglia felice del film come mussulmana (il padre famiglia, fratello di Dante, spiega “noi mussulmani abbiamo meno paura delle donne”); la polizia brutale e ladra.

Se poi uno dei modelli era I soliti ignoti, è curioso confrontare la banda di disoccupati formata dal tenero Mastroianni e dal simpatico Gassman con gli amici di Dante, fra cui un tenero ricettatore di camion rubati e un simpatico spacciatore che sbarca il lunario girando film porno.

Andata+Ritorno è un film bolla di sapone. A molti critici piace. Al botteghino riscuote il successo dei film di moda. Ma si sa quanto possono durare le bolle di sapone.

 

Elementi problematici per la visione: molte battute volgari, due scene sensuali, condiscendenza all’uso di droghe più o meno pesanti.

Francesco Arlanch

(la recensione è tratta  dal libro "Film di valore" di prossima pubblicazione presso le edizioni ARES, a cura di A. Fumagalli e L. Cotta Ramosino).Ma i poliziotti gli hanno intanto vuotato il portafoglio e così Dante è costretto a tornare a casa. Nel frattempo Nina – hostess spagnola – è rimasta bloccata a Torino a causa di uno sciopero generale che si protrarrà per circa cinque giorni. Tutte le camere d’albergo sono occupate e così Nina viene ospitata da Tolstoj – un vicino di Dante – nell’appartamentino lasciato libero dal ragazzo. Nina ha così la possibilità, in un solo giorno, di: 1) leggere tutti i diari di Dante, 2) essere piantata per telefono dal fidanzato spagnolo, 3) riordinare l’appartamento di Dante, 4) ritinteggiarne le pareti insieme agli amici di Dante con cui ha fatto conoscenza, 5) innamorarsi in absentia di Dante.

Tornato a casa prostrato e senza soldi, Dante entra in casa e si infila a letto. Si accorge della presenza di Nina solo perché questa gli si concede subito in una appassionata notte d’amore. Ma ormai siamo alla scadenza del debito. I criminali si presentano da Dante e… gli concedono un altro giorno di tempo. Giusto quanto serve a Dante, Nina e al loro gruppo di amici per derubare il cassiere della banda e pagare i criminali stessi con il bottino di cui sono stati derubati. Il piano riesce. Per ciascun membro del gruppo – sorpresa – avanzano 200 mila euro. Nina prende un aereo diretto in Spagna e sembra promettere a Dante che ritornerà.

Verosimile non è il primo aggettivo che salta in mente mentre si segue la trama di questo secondo film di Marco Ponti (Santa Maradona).

Come accade puntualmente, la mancanza di verosimiglianza è compensata da un ricco condimento estetico: fotografia, taglio delle inquadrature e montaggio fanno tutto il chiasso possibile per aromatizzare ogni sequenza; tutte le singole linee di dialogo cercano strenuamente di diventare battute ironiche, non importa se a sproposito; la colonna sonora – tutta di pezzi molto cool – non tace un istante.

Non bastasse per diventare a la page, sono stati pretestuosamente introdotti gli immancabili omaggi al politicamente corretto: ammiccamenti indulgenti a droghe leggere e ad ecstasy; un taxista – così generoso da scarrozzare Nina per la città rinunciando allo sciopero e così simpatico da saper ballare la break dance – che ripete come un ossesso lo slogan no Berlusconi no; la presentazione dell’unica famiglia felice del film come mussulmana (il padre famiglia, fratello di Dante, spiega “noi mussulmani abbiamo meno paura delle donne”); la polizia brutale e ladra.

Se poi uno dei modelli era I soliti ignoti, è curioso confrontare la banda di disoccupati formata dal tenero Mastroianni e dal simpatico Gassman con gli amici di Dante, fra cui un tenero ricettatore di camion rubati e un simpatico spacciatore che sbarca il lunario girando film porno.

Andata+Ritorno è un film bolla di sapone. A molti critici piace. Al botteghino riscuote il successo dei film di moda. Ma si sa quanto possono durare le bolle di sapone.

 

Elementi problematici per la visione: molte battute volgari, due scene sensuali, condiscendenza all’uso di droghe più o meno pesanti.

Francesco Arlanch

(la recensione è tratta  dal libro "Film di valore" di prossima pubblicazione presso le edizioni ARES, a cura di A. Fumagalli e L. Cotta Ramosino).

Autore: Franco Olearo


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