IL MOLO ROSSO

Titolo Originale: El embarcadero
Paese: Spagna
Anno: 2019
Regia: Jesús Colmenar, Álex Rodrigo, Jorge Dorado, Eduardo Chapero-Jackson
Sceneggiatura: Álex Pina, Esther Martínez Lobato
Produzione: Movistar+, Atresmedia Studios, Vancouver Media, Beta Film
Interpreti: Alvaro Morte, Verónica Sánchez, Irene Arcos

Alejandra è una donna architetto di Valencia che ha ricevuto una bellissima notizia: il progetto per un grattacielo, disegnato da lei assieme alla sua collega e amica Katia, ha trovato un importante acquirente. Mentre torna a casa, riceve dal marito Oscar, che si trova in Germania, una calorosa telefonata di congratulazioni. Ma quella stessa sera stessa viene informata dalla polizia che suo marito è stato trovato morto, probabilmente suicida, dentro una macchina nel parco naturale di Albufera, non lontano da Valencia. Alejandra inizia a capire che il marito ha condotto per anni una doppia vita. Raggiunge Albufera e scopre che lì viveva con un’altra donna, Verònica, che ha avuto da lui una bambina ....

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film cerca di teorizzare la validità di un amore libero privo di alcun impegno definitivo. La sessualità vista come strumento per esprimere la propra simpatia anche a persone dello stesso sesso
Pubblico 
Maggiorenni
Alcune scene di nudo e riprese di incontri amorosi senza molti dettagli ma le tematiche sessuali sembrano costituire il tema prevalente
Giudizio Artistico 
 
I numerosi personaggi risultano tutti ben delineati, ad eccezione del protagonista Oscar. Le otto puntate hanno comportato una eccessiva diluizione del racconto

Verònica si trova di fronte a un Oscar sconcertato: ha scoperto, proprio ora che la loro relazione si è consolidata, che lei continua ad avere rapporti sessuali con altri ragazzi di Albufera che lei conosce dall’infanzia. Per rasserenarlo, traccia su un foglio due cerchi che si sovrappongono parzialemente.   In quell’area in comune fra i due cerchi – spiega Veranica – vive la loro relazione: lì c’è dedizione completa, l’uno per l’altra. Ma fuori da quella zona, c’è piena libertà, anche di avere incontri con altre persone.  Oscar non può che acconsentire a quello schema, perché anche lui non ha mai abbandonato sua moglie nè le ha mai rivelato la sua relazione con Verònica.

Da quando è iniziata la fase del post-matrimonio, da quando cioè il cinema e la fiction TV hanno perso ogni interesse verso il diamante a quattro punte (amore fra un uomo e una donna, che genera un impegno per la vita, che sviluppa una unione sessuale esclusiva, che genera fecondità) hanno avviato da tempo, una fase di “ricerca sperimetale” senza che se ne intraveda una conclusione in breve tempo, alla scoperta di nuove forme di unione e di impiego della sessualità. Se sono  preponderanti, in questa tendenza,  film e fiction TV che parlano di unioni fra persone dello stesso sesso (ad es: Modern Family, Carol,... ), non vengono trascurati i  L.A.T. (Leave apart together, ad es: Tra le nuvole),  ma anche espressioni di affettuosità sessuata fra persone dello stesso sesso che non hanno alcuna inclinazione omosessuale. E’ il caso di  Chiamami col tuo nome, che sviluppava la storia di un rapporto pederastico fra un alunno e il suo insegnante, oppure Croce e delizia, dove due uomini già sposati e con figli, desiderano convivere secondo le usanze dell’antica Grecia. Ora, con questo Il molo rosso, si teorizza la sessualità come espressione di simpatia naturale che può esser rivolta contemporaneamente a più persone, dell’altro o dello stesso sesso.

L’autore del serial è Alex Pina che, cavalcando il successo, meritato, di La casa di Carta, si è ora riproposto con questo thriller psicologico dove una donna cerca di comprendere la doppia vita che ha vissuto suo marito prima del supposto suicidio. Vengono riproposte le formule narrative che hanno decretato il successo del precedente serial: ogni puntata si chiude con un mistero che resta ancora irrisolto e i tanti personaggi, quelli principali come quelli secondari, sono delineati con cura. Il più riuscito è quello di Verònica, una moderna maga Circe, in grado di attirare a sé, nell’incanto nella sua isola-riserva naturale, gli uomini e di trattenerli con le sue grazie e con la piacevolezza di una vita immersa nella natura.  Più complesso ma comunque interessante è quello di Alejandra: la razionalità e l’armonia con cui progetta le sue forme architettoniche sono espressione di un’attitudine mentale che finisce per respingere a priori, se non per motivi etici, almeno per linearità di comportamento, il tradimento del marito. La sua evoluzione, frutto della sua tensione nel cercare di comprendere come sia potuto accadere, finiranno per avvicinarla alla sensibilità di Verònica e a disegnare nuove forme architettoniche in continua tensione dinamica. Il meno riuscito è proprio il personaggio di Oscar (interpretato da quell’ Álvaro Morte che era stato così determinante per il successo di La casa di carta): sembra una persona senza coerenza interna, che insegue ciò che nell’immediato risulta per lui più piacevole.

Altri serial hanno trattato di recente il tema del tradimento, come The Affair. Questo mostrava in modo molto realistico come il tradimeto danneggi non solo il coniuge tradito e i figli, ma anche il coniuge colpevole: la sua vita diventa fragile, i due amanti vengono squassati da continue incertezze, colti da repentini pentimenti e altrettanti, mai definitivi, recuperi di speranza per un futuro più stabile. Al contrario, In questo Il molo rosso, il tema viene sviluppato come un mito: da una parte c’è Alejandra, espressione della modernità: è una donna emancipata, che si realizza con il suo lavoro di architetto, che risolve sempre a proprio vantaggio eventuali problemi (quando resta incinta proprio quando sta completando un importante progetto, abortisce senza tentennamenti, nonostante le perplessità del marito). Dall’altra c’è una Dea della Natura (Verònica) che vive di agricoltura e pesca, si offre generosamente agli uomini che la desiderano e se resta incinta, accoglie serena il frutto della sua fecondità. Anche i colori contribuiscono a sottolineare questo cotrasto: se l’acqua e le terre della riserva di Albufera vengono riprese con le luci calde dell’alba o del tramonto, la figura di Alejandra si staglia spesso sullo sfondo delle opere di Calatrava a Valencia

Se il baricentro del racconto è costituito sulla contrapposizione fra le due donne, poste a simbolo di due diverse forme di amore e di impiego della sessualità, l’interesse dello spettatore viene disturbato dal fatto che il tema della sessualità finisce per venire abusato (episodio dopo episodio, abbiamo  amore fra persone di diverso o dello stesso sesso, amore a tre, masturbazioni, una giovane ragazza che vende su Internet le proprie nudità,..). Il risultato netto è che l’autore non sembra volerci proporre seriamente nuove forme di vita libertina ma più prosaicamente, tenere desto l’interesse dello spettatore, con continui risvolti pruriginosi.

Resta piacevole la forte intesa fra quattro donne (Alejandra, sua madre, l’amica Katia e sua figlia): spesso litigano fra loro ma le tiene unite una forte solidarietà, pronte ad aiutarsi a vicenda. Spetta proprio a Katia la decisione più saggia di tutta la fiction: divenuta l’amante del suo capo, decide di lasciarlo per non arrecare sofferenza alla moglie di lui.

Autore: Franco Olearo


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