007 CASINO ROYALE

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Titolo Originale: 007 CASINO ROYALE
Paese: 007 CASINO ROYALE
Anno: 2006
Regia: Martin Campbell
Sceneggiatura: Neal Purvis & Robert Wade e Paul Haggis
Produzione: Michael G.Wilson e Barbara Broccoli per Eon Production Ltd
Durata: 145'
Interpreti: Daniel Craig, Eva Green, Mads Mikkelsen, Giancarlo Giannini, Judi Dench Produzione: Michael G.Wilson e Barbara Broccoli per Eon Production Ltd

L’agente segreto James Bond, che ha da poco conquistato la sigla doppio 0 (cioè la licenza di uccidere), viene inviato dal suo superiore M in Montenegro per partecipare ad un torneo di poker dalla posta stratosferica organizzato dal crudele Lechiffre, un uomo senza scrupoli che ricicla e moltiplica il denaro di terroristi di tutto il mondo. Tra lui e Bond c’è già un conto aperto, ma a complicare le cose ci si mette la presenza della bella e misteriosa Vesper Lynd, dipendente del Ministero delle Finanze incaricata di sorvegliare la condotta di Bond e che lo fa innamorare.
L’agente segreto vince la partita fatale, ma Lechiffre non è disposto ad arrendersi né i suoi pericolosi clienti a lasciare i soldi nelle mani della Corona Britannica.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film muove da una morale semplice e spietata
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene di violenza e sensuali, diffuso turpiloquio
Giudizio Artistico 
 
Alla bravura di Mads Mikkelsen si affianca a un storia con un andamento brillante e ritmato, offrendo qualche passaggio autenticamente umoristico e alcune trovate piuttosto originali.

Per rilanciare il brand dell’agente segreto più famoso al mondo e assicurare al suo nuovo interprete (il ruvido Daniel Craig) la fedeltà di un pubblico forse un po’ stanco delle avventure ipertecnologiche, ma sempre più inverosimili degli ultimi titoli della serie, gli eredi del produttore Albert Broccoli puntano ad un’operazione di restyling che recupera il passato.

Casino Royal, la prima avventura letteraria di 007, di cui fino ad oggi esisteva solo una versione “comica” con protagonista David Niven, mette in scena gli esordi della spia dal cuore di ghiaccio e la racconta ancora in fase di messa a punto, sia professionale che personale.

Eliminati i mille gadget tecnologici (ma non lo sfacciato product placement, dalle marche di computer a quelle dei telefonini, senza dimenticare le solite auto) qui l’azione (soprattutto fisica, grazie anche all’impegno profuso dal protagonista) prende il primo posto, mentre l’intreccio risulta piuttosto semplice, salvo qualche sorpresa finale non del tutto motivata.

Si sa, poi, da un film di 007 non ci aspetta psicologie raffinate o sottili sfumature nel definire gli avversari del protagonista. Eppure questa volta, complice la bravura di Mads Mikkelsen (che quest’anno è stato anche l’apprezzato interprete di due film danesi: Le mele di Adamo e Dopo il matrimonio), il confronto tra l’eroe e il suo antagonista ha una dinamica niente affatto scontata (persino quando lo spettatore è bloccato intorno ad un tavolo di poker per una partita dalla posta stratosferica).

Funzionano altrettanto bene le dinamiche dapprima pungenti, poi anche, inaspettatamente tenere e infine romantiche del rapporto che nasce tra un Bond non ancora donnaiolo impenitente e la bella Vesper Lynd (la donna mandata dal Tesoro a sorvegliare le puntate della spia al tavolo da gioco), una storia d’amore fatalmente destinata a finire in tragedia che, pur presentando più di una falla (come del resto tutta la risoluzione del film), rappresenta indubbiamente il punto di forza della pellicola.

Se, infatti, lo spettacolare inseguimento su e giù per le impalcature di un cantiere che apre il film è la classica sequenza destinata ad incantare il pubblico maschile (insieme alle macchine superaccessoriate), sono i battibecchi tra i due, pungenti, allusivi (ma raramente volgari come sanno essere tanti cloni contemporanei di 007) che allargano il pubblico potenziale anche all’altra metà del cielo, pronta come ogni volta (e forse dopo questo episodio ancora di più) a concedere tutte le attenuanti alla spia che è di nuovo in pista per sconfiggere i nemici di Sua Maestà e spezzare il cuore della Bond girl di turno.

Una pellicola, quindi, che se non risparmia alcune scene di violenza anche efferata (le prime uccisioni di Bond e poi la scena in cui è l’agente a subire la sadica tortura di Lechiffre, una scena, questa, davvero un po’ gratuita) e muove da una morale semplice e spietata, si fa apprezzare per un andamento brillante e ritmato, che rinverdisce i fasti dei classici 007 offrendo al contempo al pubblico qualche passaggio autenticamente umoristico e alcune trovate piuttosto originali.

Autore: Franco Olearo


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