LA LEGGENDA DI BEOWULF (Franco Olearo)

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Titolo Originale: Beowulf
Paese: USA
Anno: 2007
Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Neil Gaiman, Roger Avary
Produzione: Warner Bros, Pictures, Imagemovers, Paramount Pictures, shangri-la Entertainment
Durata: 114'
Interpreti: Ray Winstone, Antony Hopkins, John Malkpvich, Brendan Gleeson, Robin Wright Penn, Angelina Jolie

Il re danese Hrothgar deve fronteggiare Grendel, un terribile mostro che fa strage dei suoi sudditi. In suo aiuto viene dal mare Beowulf, un eroe senza paura che con la sua forza e la sua astuzia riesce a uccidere il mostro. Le vicissitudini non sono però finite perché la madre di Grendel, una dea marina, attira a se Beowulf per un patto diabolico e la maledizione continua...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Gli eroi riescono a trionfare sul male ma bisogna stare attenti perché il male è sempre in agguato
Pubblico 
Adolescenti
Alcuni mostri potrebbero spaventare i più piccoli; alcune allusioni sessuali e alcune nudità (anche se di plastica
Giudizio Artistico 
 
Grandioso impegno tecnologico ma resta da domandarsi: per andare dove? Restano più affascinanti gli attori veri piuttosto che i loro cloni digitali

Va già meglio ma ancora non ci siamo.
Robert Zemeckis aveva sperimentato la tecnica della performance picture nel film per ragazzi Polar Express (2004) in quel caso era toccato all'attore Tom Hanks indossare sul corpo e sulla faccia una tuta piena di sensori per catturare elettronicamente i suoi movimenti e le sue espressioni. Il risultato era stato modesto, più a causa della povertà dell'animazione che della tecnica in se stessa.

Ora Zemeckis ci riprova con questo classico poema epico anglosassone impiegando una computer grafica molto più sofisticata e coinvolgendo attori di tutto rispetto, come Antony Hopkins, John Malkpvich e Angelina Jolie che possono in questo modo combattere contro un drago generato elettronicamente o apparire, nel caso di Angelina, come una perfida dea delle acque. Il risultato? Se stessimo vedendo Shrek Terzo, potremmo dire ottimo; in realtà fa un po' impressione vedere quello che appare essere Antony Hopkins ma a ben guardare non lo è: la fisionomia è la stessa ma manca quel lampo di cattiveria o di ironia che i suoi occhi dal vivo riescono ad esprimere. Vanno peggio le donne perché la loro pelle liscia, senza imperfezioni le fa apparire come di plastica. Notevole  eccezione Angelina Jolie che dovendo interpretare una dea a metà fra realtà e fantasia, ha una pelle come fatta di  oro fuso. I movimenti poi restano ancora rigidi, tipo pupazzo e i cavalli al galoppo hanno un'andatura saltellante. In compenso Zemeckis sfrutta appieno la disponibilità di una cinepresa virtuale e si muove liberamente volando sulle pianure e le montagne o sulle spalle di un drago, con un dinamismo fin eccessivo.

La leggenda si snoda fra battaglie fra uomini e combattimenti contro mostri e draghi, intrighi di corte e amori sensuali. Si tratta infatti di una pellicola non adatta ai più piccoli, sia per lo spavento che possono creare creature mostruose che per alcune allusioni sessuali e la presenza di nudità (anche se sembra di vedere una bambola tipo Barbie).

Come tante mitologie, anche in Beowulf  viene  trattato il  tema della lotta del bene e del male, ma questa volta con un risvolto sinistro: siamo noi stessi a generare il male che ci affligge e ovviamente sono le donne, con la loro seduzione, ad essere causa di perdizione per gli uomini.  Zemeckis cerca di affrontare il tema della fede religiosa anche se in questo caso sembra più lanciare il sasso e poi nascondere la mano: siamo circa nel VI secolo e  il cristianesimo di confronta con i culti pagani locali. Siccome la storia si sviluppa su più decenni, vediamo alcuni personaggi, prima dediti a culti pagani, indossare una vistosa croce cristiana ma non è chiaro se il regista abbia voluto farne una rappresentazione ironica.

In conclusione la saga di Beowulf ha molte analogie con quella del  Il signore degli anelli ma in termini di resa cinematografica preferiamo ancora, come in quest'ultima trilogia, attori veri che recitano in ambientazioni generate digitalmente.

Autore: Franco Olearo


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