ASTERIX ALLE OLIMPIADI

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Titolo Originale: Astérix aux jeux olympiques
Paese: Francia,Germania, Spagna
Anno: 2008
Regia: Frédéric Forestier, Thomas Langmann
Sceneggiatura: Olivier Dazat, Thomas Langmann, Franck Magnier, Alexandre Charlot
Produzione: La Petite Reine, Canal +, Pathé, Motion Investment Group, Sorolla Films
Interpreti: Clovis Cornillac, Gérard Depardieu, Alain Delon, Vanessa Hessler, Michael Schumacher

La principessa Irina di Grecia è innamorata del barbaro Alafolix, con in quale intrattiene una romantica corrispondenza.  Ma anche il goffo Bruto, il figlio adottivo di Giulio Cesare, si è invaghito della principessa. Per dirimere la contesa, il papà di Irina stabilisce che impalmerà sua figlia colui che avrà vinto i giochi olimpici...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
A dispetto di tanti ostacoli, l'amore trionferà
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Grande dispendio di star e di computer grafica, ma manca una bella storia e la regia e troppo arrendevole alle esigenze produttive

Questo film è il terzo della  serie in "carne ed ossa" (non in cartone animato) ispirato ai due inseparabili Asterix ed Obelix creati dalla penna di René Goscinny (scomparso nel 1977) e dalla matita di Albert Uderzo ed  è quello che più chiaramente mostra l'ambizione di diventare un Blockbuster da record.
78 milioni di euro di Budget , 40 paesi coinvolti, coproduzione franco-anglo-spagnola. Sono stati ingaggiati due premi Oscar (Charles Depardieu ancora una volta come Obelix e Alain Delon nella parte di Giulio Cesare), comprimari scelti opportunamente per soddisfare le varie nazionalità coinvolte (ci sono anche le nostre "iene" Paolo Kessisoglu e Luca Bizarri),  star dello sport  ingaggiati  per una  breve apparizione (fra cui Michael Schumacher, impegnato a guidare una biga tutta rossa, Jean Todt, Zinedine Zidane, Amélie Mauresmo, Tony Parker). Lo scettro della più bella del reame spetta per la seconda  volta a un'italiana :dopo Laetitia Casta del primoAsterix e Obielix contro Cesare (1999), seguita  da Monica Bellucci in Asterix e Obelix: missione Cleopatra (2002) e ora spetta alla modella italo-americana Vanessa Hessler.

Il primo difetto che appare con evidenza è l'incapacità di controllare questa grande massa di energia e di soldi messi a disposizione. E' noto che i francesi si vantano di essere i numero due ( o forse si considerano i numero uno) nella computer grafica dopo gli americani: questa situazione li autorizza a inserire  scenari a volo d'uccello dell'antica Roma e dell'antica Grecia con una frequenza che alla fine risulta noiosamente ripetitiva. La corsa con le bighe nel grande stadio è l'unica situazione dove si riproduce il respiro dei grandi spazi, ma la corsa di Ben Hur (all'epoca niente CG) era tutt'altra cosa. Il secondo difetto è la mancanza di armonizzazione nel contesto narrativo delle troppe presenze dei divi sportivi: se Schumacher ha la sua simpatica particina assieme all'inseparabile Todt, per gli altri non è stata trovata altra soluzione, praticamente a film finito, che farli giochicchiare a turno con una palla di pelle di pecora.

Alain Delon riesce a dare l'unico tocco di originalità: un Giulio Cesare narcisista, un io sono io di vaghe reminiscenze degaulliane. Anche l'Obelix, quell'omone dall'animo di bambino continua ad essere ben reso dal fedele Depardieu, ma questa volta è relegato in posizione di secondo piano.
La comicità è presente a sprazzi: Una spassosa replica del dialogo alla finestra di Cyranò de Bergerac,un sub-plot sugli amori del fedele cagnolino di Obelix, ma molte battute si perdono nella traduzione.

In fondo potevano anche sorvolare sui difetti prima citati  abbandonandoci alle quasi due ore di innocente divertimento ma c'è qualcosa che non può essere perdonato: la mancanza di una storia. Una volta stabilito che ci sono due giovani che si amano e che il loro amore è contrastato da Bruto, il film si muove sempre nella stessa direzione, in una sequenza ripetitiva ostacoli da superare fino all'inevitabile lieto fine. Il fatto che il personaggio più riuscito sia proprio Bruto (interpretato da Benoit Poelvoorde), finisce per spostare in modo innaturale l'asse della nostra attenzione, perché paradossalmente i due giovani innamorati restano in secondo piano.

Autore: Franco Olearo


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