TUTTA LA VITA DAVANTI

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Titolo Originale: TUTTA LA VITA DAVANTI
Paese: Italia
Anno: 2007
Regia: Paolo Virzì
Sceneggiatura: Paolo Virzì, Francesco Bruni
Produzione: Motorino Amaranto
Durata: 129'
Interpreti: Isabella Ragonese, Elio Germano, Sabrina Ferilli, Masimo Ghini, Micaela Ramazzotti, Valerio Mastrandrea

Marta si è laureata con 110 e lode in filosofia. In attesa di partecipare a un concorso statale e rimasta sola (il suo compagno, un ricercatore, ha vinto una borsa di studio per gli Stati Uniti) accetta di entrare in un call center dedicato alla vendita a domicilio di un  elettrodomestico tanto inutile quanto costoso. Gli inizi sono buoni, lei impara in fretta i piccoli trucchi che servono per convincere ingenue casalinghe a comperare il  prodotto ma poi, anche con l'aiuto del sindacalista Giorgio, capisce cosa vuol dire avere un contratto a progetto: da un giorno all'altro si rischia di ritrovarsi senza un lavoro...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Forte tensione civica nel denunciare le deformazioni indotte dal lavorio precario ma nella gioventù che ci viene rappresentata diventa a termine anche il mondo degli affetti
Pubblico 
Maggiorenni
Una scena prolungata di nudo integrale femminile, alcuni rapporti amorosi con nudità parziali
Giudizio Artistico 
 
La satira risulta brillante e surreale ma il racconto è sbilanciato sugli aspetti corali è manca l'approfondimento dei personaggi

Ne La bella vita -1994, suo film di esordio nella regia, Paolo Virzì ci raccontava della cassa integrazione degli operai della fabbrica di Piombino; ora, 14anni dopo, con Tutta la vita davanti il regista-sceneggiatore costruisce un film intorno   ai veri operai moderni: gli addetti ai call center.
Ultimamente stanno uscendo vari film che vertono sul tema del precariato: è bene che  se ne parli e che se ne parli molto. Il precariato è una forma di malattia che colpisce sopratutto i giovani, li pone a vivere sotto un cielo occluso,  ne mortifica le prospettive future (una volta avviatisi su questa via, è difficile uscirne), affievolisce  il desiderio di costruirsi una propria famiglia.


Paolo Virzì affronta il tema attraverso la lente deformata della satira, ma l'essenza della realtà resta rispettata: i giovani vivono sapendo che fra un mese o due saranno senza un lavoro, soggetti per questo a possibili forme intimidazioni implicite o esplicite mentre il datore di lavoro (anche se non certo nel modo tracotante  dei due personaggi interpretati da Sabrina Ferilli e Massimo Ghini) ha l'opportunità

 di costruire e/o a disfare progetti in modo disinvolto, non avendo, allo stato della legislazione attuale,  particolari vincoli da rispettare.
La descrizione dell'ambiente di lavoro e della varia umanità che ruota intorno ad esso assorbe buona parte del racconto ma è particolarmente evidente una non-presenza: manca in questo film una storia sentimentale. Una assenza strettamente collegata al primo tema. I giovani che ci vengono presentati nel film fanno  tanto sesso ma in realtà ognuno di loro  vive per sè, cerca di realizzare se stesso, aggrappandosi alle opportunità di lavoro che capitano (il fidanzato di Marta, appena riceve un'offerta una borsa di studio in America, parte immediatamente e anche Marta è d'accordo perché questa è la regola: il lavoro va posto sempre prima di tutto); non interviene mai la fusione di due anime, di due cuori. Non sarà certo la vita da lavoratore precario a determinare da solo questo non-amore, però sicuramente aiuta (come dice un personaggio di Riprendimi, un altro film sul precariato uscito in contemporanea: "in questa società liquida i legami affettivi non valgono niente").
Non ci fa una buona figura neanche il sindacato, rappresentato da Giorgio (Valerio Mastrandrea): non riesce a rompere il legame di dipendenza che i giovani, nonostante tutto, hanno nei confronti del call center, abbarbicati come sono alla loro unica fonte di reddito in questo periodo di recessione.

Virzì, anche se la storia è ambientata a Roma, mantiene il suo stile da toscano mordace (non mancano frecciate al degrado della televisione: anche i più piccoli mostrano di sapere tutto sui partecipanti del Grande Fratello).  Il film ricorda molto, sopratutto nel finale surreale, alcune commedie di satira sociale interpretate di Alberto Sordi. Occorre però dire che non ci appare come uno dei suoi lavori migliori: mancando una storia privata per quanto detto prima, il film finisce per annoiare sopratutto nella parte centrale; né aiuta  il personaggio della protagonista Marta che per il suo 110 e lode in filosofia e per il continuo riferirsi al mito della caverna di Platone, sembra perennemente fuori contesto rispetto alle coatte del call center; la  sua funzione appare quella di un mero collante della storia.

Virzì, come è accaduto in altri suoi film, carica le scene di sesso. C'è anche una scena di nudo integrale di Sonia, l'amica di Marta, mentre colloquia con il sindacalista Giorgio, che serve al registra per presentarla come una ragazza  "facile" con i ragazzi ma di buon cuore. La lunghezza della sequenza oltre il necessario finisce, a nostro avviso, per essere offensiva della dignità della donna.

Autore: Franco Olearo


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