BEATA IGNORANZA

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Titolo Originale: Beata ignoranza
Paese: ITALIA
Anno: 2017
Regia: Massimiliano Bruno
Sceneggiatura: Massimiliano Bruno, Herbert Simone Paragnani, Gianni Corsi
Produzione: IIF ITALIAN INTERNATIONAL FILM, CON RAI CINEMA
Durata: 102
Interpreti: Marco Giallini, Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Valeria Bilello, Teresa Romagnoli

Ernesto e Filippo si conoscono fin da ragazzi ma quando, da universitari, si erano iscritti a una compagnia teatrale di dilettanti per il solo scopo di corteggiare la bella Marianna, e lei alla fine, aveva scelto Ernesto sposandolo, non si erano più rivisti per almeno venti anni.

L’ostilità reciproca si era ulteriormente acuita quando Ernesto aveva scoperto che il padre di Nina, la figlia nata durante il suo matrimonio, era in realtà Filippo. Ernesto, ormai vedovo, insegnante di italiano in un liceo, scopre con grande sorpresa che anche Filippo è stato assegnato alla stessa scuola come professore di matematica. Riaffiora la rivalità di un tempo anche se ora ha le vesti di una contesa professionale: Filippo è molto allineato alle ultime novità didattiche che prevedono l’uso di Internet in classe, mentre Ernesto resta legato alla tradizione, insegnando con l’uso dei libri. A Nina, ora ventenne e aspirante regista, viene un’idea: realizzare un documentario dove Ernesto dovrà imparare a utilizzare il computer e i social network, mentre Filippo dovrà consegnare il suo cellulare e partecipare a un corso di disintossicazione da Internet…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
A causa di una sceneggiatura scombinata, sono soprattutto le donne a non fare una bella figura: non sanno trattenersi dal cambiare spesso partner e quando diventano madri non si sa chi sia il vero padre.
Pubblico 
Adolescenti
Alcune nudità femminili, comportamenti sessuali disinvolti
Giudizio Artistico 
 
A parte la buona interpretazione dei protagonisti Giallini e Gassman e qualche situazione comica, grava su tutto il film una sceneggiatura trascurata, che cambia spesso il punto focale e non riesce a rendere credibili né le situazioni né i personaggi

Il tema che dà il titolo al film è potenzialmente molto interessante: l’invasività di internet 2.0 nella nostra vita (chat, sms, Whatsup, Instagram, Youtube,…) e il modo con cui, a causa dell’immersione intensiva in una vita virtuale, cambiano le percezioni di noi stessi e degli altri. La presenza della collaudata coppia comica Giallini – Gassman (incontrata recentemente in Se Dio vuole), la regia di Massimiliano Bruno, che dalla sua lunga carriera come sceneggiatore di commedie italiane (Notte prima degli esami, Viva l’Italia) è poi recentemente passato alla regia (Confusi e feliciGli ultimi saranno gli ultimi)  facevano ben sperare in un film che avrebbe, divertendo, approfondito il tema.
In realtà, a parte qualche momento divertente e alla caratterizzazione di simpatici personaggi di contorno (il ripetente che gioca ai videogame, il bidello, la coppia di sniffatori neo- yippie ospiti della casa di Filippo) il film è guastato da una sceneggiatura che salta come un canguro da un tema all’altro senza nulla approfondire. Si inizia da un ambiente scolastico, dove il film sembra voler mettere a fuoco il tema dell’efficacia didattica dell’impiego in aula di tablet e cellulari ma si tratta di un impegno di breve durata; l’interesse si sposta sui vari metodi di recupero che possano giovare agli Internet-dipendenti anche se si tratta di una breve parentesi perché subito dopo siamo invitati a partecipare alle vicissitudini romantiche di Ernesto, Filippo e Nina. Lo sviluppo della storia mostra inoltre situazioni poco credibili: un professore di matematica che non conosce neanche la sua materia o il disinvolto tentativo di un incontro amoroso nel culmine dell’orario scolastico, sia pur in un’aula temporaneamente senza alunni.

In questa storia le donne non ci fanno certo una bella figura: cambiano con disinvoltura i loro partner e quando diventano mamme il padre non è mai quello che ci si aspetterebbe. Lo stesso spunto iniziale che avvia la dinamica del film appare artificioso (due uomini che si contendono la stessa donna e si sottraggono a una paternità incerta) e quando ci si avvia all’inevitabile lieto fine, con la costituzione, in linea con le mode cinematografiche correnti, alla costituzione di una famiglia allargata, viene inserita una sorpresa fiale, tanto inutile quanto di cattivo gusto, che rovina quel poco di happy end che era stato costruito

Autore: Franco Olearo


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