FOOTPRINTS - IL CAMMINO DELLA VITA

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Titolo Originale: Footprints - El Camino de Tu Vida
Paese: Spagna
Anno: 2016
Regia: Juan Manuel Cotelo
Sceneggiatura: Juan Manuel Cotelo, Alexis Martinez
Produzione: Infinitomasuno
Durata: 89

Phoenix, Arizona. Padre Sergio, un parroco cattolico di origine spagnola, pubblicò, qualche anno fa, un annuncio. Un invito a percorrere il Cammino di Santiago di Compostela a piedi: 1000 Km in 40 giorni. Stava cercando in questo modo di realizzare un sogno che aveva coltivato fin da piccolo ma che poi non aveva potuto realizzare quando si era trasferito in America. Inaspettatamente, nonostante il grande impegno che comportava un’impresa del genere, risposero positivamente altri 10 giovani o quasi giovani.…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il cammino di Santiago è visto attraverso gli occhi di dieci pellegrini in un genuino e profondo atteggiamento di ricerca spirituale
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il regista ha saputo scavare nell’animo di dieci pellegrini in cammino verso Santiago, non trascurando di rendere, con una magnifica fotografia, la bellezza della natura di quelle zone. E’ è stato il documentario più visto in Spagna nel 2016

Perché viene compiuto il Cammino di Santiago? Più in generale, perché una persona decide di lasciare tutto per un certo periodo della propria esistenza e si presta al duro impegno di camminare per miglia e miglia per raggiungere una meta lontana? Vari film hanno cercato di dare risposta a questa domanda. Fra i più recenti possiamo ricordare Wild:  una giovane donna che tenta in solitaria di  percorrere a piedi le mille miglia del Pacific Crest National Scenic Trial, un trekking lungo la costa del Pacifico. In quel caso si trattava di una sfida che una donna faceva con se stessa, per lasciare alle spalle un periodo vissuto da tossicodipendente e con tanti uomini diversi fino al divorzio dal marito. Si trattava di una forma di rigenerazione (su basi esclusivamente umane), un porsi a distanza da una realtà che portava solo infelicità, avviare una sfida che risvegliasse le proprie energie fisiche e spirituali, che le dessero il coraggio di ripartire su nuove basi.

Qualcosa di diverso è mostrato dal film Into the wild: un giovane si avventura per i sentieri dell’Alaska per rimuovere da sè una situazione di rapporti familiari difficili ma in questo caso il suo, a differenza di quello presentato in Wild, è un cammino di ascesi (si spoglia progressivamente di tutto ciò che non è vitale per la sopravvivenza). Il suo rapporto con la natura, anche se il regista, Sean Penn, non lo presenta in modo esplicito, ha un riferimento soprannaturale, è una ricerca di Assoluto. Non si tratta più di scappare per poi ritrovarsi, ma di muoversi per cercare.

Ancora totalmente laico ma non privo di connotazioni spirituali, è stato Il cammino per Santiago. Un padre, chiuso nel dolore della morte del figlio, decide di percorre il cammino per onorare la sua memoria e portare a termine un desiderio che il ragazzo gli  aveva espresso. Durante il cammino il padre incontra e conosce altri pellegrini come lui: vengono in questo modo alla luce le tante possibili motivazioni per questo viaggio: come riscoperta di se stessi, come “voto” fatto a qualcuno, come ringraziamento o come purificazione.

Al contrario, Footprints – Il cammino della vita si connota quasi subito come un cammino squisitamente spirituale.

Il film inizia presentandoci gli undici personaggi che si preparano al cammino, le cui motivazioni sono le più diverse. Se John sta cercando di chiudere un passato fatto di alcool e droga, Kevin vuole definitivamente comprendere se il sacerdozio è la sua vera vocazione; se Tiny deve rimuovere dal suo animo recenti, troppi, lutti familiari, Pedro, introverso, ha bisogno di crescere e di uscire da un suo mondo dove vive chiuso in se stesso. Tutti, accettano la guida di padre Sergio, il promotore dell’iniziativa, spagnolo di origine ma che da anni vive in Arizona e che vuole realizzare un sogno che ha concepito fin da bambino. Tutti sono attratti dalla fama del Cammino di Compostela, il luogo dov’è stato sepolto san Giacomo e dove da secoli migliaia di pellegrini hanno dato testimonianza dei sicuri benefici raggiunti, umani e spirituali.

Dopo un inizio dove è ancora intatto l’entusiasmo iniziale, confortati dai bellissimi panorami del golfo di Santander, iniziano le prime serie difficoltà. E’ ormai terminata la baldanza iniziale, l’impresa diventa reale e si fa sentire sulle loro carni. Di fronte a percorsi anche di 40km al giorno, manca il fiato per l’altitudine, gli zaini sono pesanti, iniziano i dolori alle ginocchia, si è persa la voglia di scherzare e ridere ma soprattutto, arriva il pericolo più temuto: le dolorose vesciche ai piedi. “Soffrendo, si inizia subito a concentrarsi su se stessi a compatirsi, ma una persona chiusa nel proprio dolore soffre incredibilmente di più -  commenta Ignacio Munilla, il vescovo di S. Sebastian, che ha visto passare tanti pellegrini - deve concentrarsi invece sull’ideale che lo fa camminare“. “La sofferenza aiuta a maturare - dice don Sergio ai suoi compagni - non dobbiamo vincere i momenti difficili, dobbiamo superarli. E come si superano? Con la speranza”. Quel cammino, iniziato dai dieci pellegrini per soddisfare se stessi, inizia a trovare una ragione diversa, più profonda, proprio uscendo da se stessi.

Dagli zaini si inizia a togliere quello che non è strettamente indispensabile: un altro fondamentale esercizio per vivere del poco. I più deboli fanno rallentare tutto il gruppo, qualcuno ha anche la febbre. I dieci sono arrivati a porsi la domanda fondamentale: “questo cammino è solo una prova per scoprire chi è il più forte?” Il gruppo supera felicemente anche questa prova: i più lenti si afferreranno allo zaino dei più veloci e ci si alternerà in testa alla colonna. I componenti stanno imparando a vivere come fratelli.

Il cammino non è solo fatica ma è ricco di conforti e stimoli spirituali: la messa ogni giorno, il rosario da recitare camminando, i momenti di riposo impiegati con un lettura spirituale, la visita a Loyola, la città natale di S. Ignazio; il conforto di scoprire, davanti alla sua statua, che anche San Francesco compì il pellegrinaggio fino alla tomba di San Giacomo, per impetrare una intercessione a favore dell’ordine che stava per costituire; l’arrivo al Santo Toribio de Liebana dov’è conservata una reliquia della Santa Croce; il sudario di Cristo nella cattedrale di Oviedo. Da quel momento in poi, ogni prova psicologica è stata superata e una gioia contagiosa anima tutto il gruppo: l’obiettivo è stato raggiunto ancor prima di arrivare a Compostela: tutte le prove sono state superate ed è come se da quel momento tutto il pellegrinaggio fosse in discesa fino alla meta.

Juan Manuel Cotelo è riuscito, con questa docu-fiction, a raggiungere un obiettivo arduo ma entusiasmante: raccontare la storia di un viaggio spirituale e ha realizzato, fra i tanti film e documentari sullo stesso tema, forse l’opera più approfondita sul Cammino di Santiago de Compostela, che ha attirato da secoli santi e comuni peccatori.

Un’ottima fotografia fa onore ai magnifici paesaggi che si incontrano lungo il percorso e, nella sua produzione più recente, è forse il lavoro più compiuto e armonioso realizzato da Cotelo. Footprints è stato il documentario più visto in Spagna nel 2016 e sarà disponibile nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 28 Febbraio 2017. Per sapere quando e dove verrà proiettato nella propria città bisogna consultare il sito italiano: www.footprintsilfilm.com oppure la pagina Facebook INFINITO+1 ITALIA. Condizione indispensabile perché il film si diffonda, è la richiesta della proiezione attraverso la sezione “CHIEDILO” del sito sopracitato. Maggiori saranno le richieste, meno arduo per la distribuzione italiana convincere i gestori a proiettarlo.

Autore: Franco Olearo


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