SMETTO QUANDO VOGLIO - MASTERCLASS

Titolo Originale: Smetto quando voglio - Masterclass
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Sydney Sibilia
Sceneggiatura: SMETTO QUANDO VOGLIO - MASTERCLASS
Produzione: FANDANGO, GROENLANDIA, CON RAI CINEMA
Durata: 118
Interpreti: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Luigi Lo Cascio, Greta Scarano, Valeria Solarino, Neri Marcorè

Pietro Zinni, il capo della banda formata da ricercatori universitari senza impiego fisso che si era messa a produrre nuovi tipi di anfetamine non ancora rubricate come droghe, sta ancora in prigione mentre anche il chimico geniale della banda, Alberto si sta riabilitando modellando Madonnine per una istituzione ecclesiastica. Tutto cambia quando l’ispettrice Paola Coletti ha un’idea geniale quanto pericolosa. Chiedere al detenuto Zinni di rimettere su la banda lavorando questa volta per conto della Polizia, ma in segreto, per individuare le organizzazioni che stanno mettendo in circolazione nuove smart drugs e cercare di neutralizzarle. In cambio riceverà una sostanziosa riduzione della pena. Dopo qualche esitazione da parte di qualcuno dei vecchi componenti, la banda è ricomposta ma dopo qualche primo, facile successo, iniziano le difficoltà…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un film di puro intrattenimento, dove alla fine chi sbaglia paga
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Confermata la qualità comica degli attori presenti, la sceneggiatura diluisce troppo il brodo e la regia è appena discreta

Il precedente Smetto quando voglio è stato sicuramente un film originale. Estremamente attuale nella realtà nazionale, sul tema dei ricercatori plurilaureati italiani, costretti a fare i benzinai o il lavapiatti, sensibile agli ultimi influssi d’oltreoceano (la storia ricalcava molto il serial Breaking Bad), era dotato di un mix di validi attori comici, a iniziare da Edoardo Leo, che fornivano momenti di puro divertimento.

Di fronte a un  gradimento del pubblico che si è potuto misurare con un incasso di più 4 milioni di euro, era giusto pensare al seguito, ecco quindi il secondo film della serie, Smetto quando voglio- Masterclass, in contemporanea con l’uscita di un fumetto omonimo a cui seguirà, a ottobre 2017, il terzo film della serie: Smetto quando voglio – Ad honorem.

Il presupposto di questa iniziativa è la presenza di un pubblico di appassionati, desiderosi di ritrovarsi di fronte agli stessi simpatici attori invischiati in nuove situazioni paradossali.

Da questo punto di vista questo secondo episodio riesce a confermare le aspettative di chi  attendeva una replica di risate ma delude chi contava su di un passo in avanti, in qualcosa di nuovo.

La struttura del film gioca, come il precedente, su due valenze: i battibecchi fra i disoccupati eccellenti e le sequenze di action movie, entrambe intervallate da incontri frettolosi del capo banda (Edoardo Leo) con la sua donna (una Valeria Solarino un po’ sacrificata) in attesa di un figlio, a cui viene  continuamente promesso un ritorno a una tranquilla vita borghese che non si avvera mai. Gli scontri verbali e le incomprensioni sono continui, visto che ci troviamo di fronte a un neurobiologo, due esperti di semiotica, un archeologo, un economista, un antropologo, un anatomista, un meccatronico e perfino un avvocato di diritto canonico ma probabilmente le parti più esilaranti sono costituite dalle concitate scene all’aperto. Un pulmino super potenziato dal meccatronico della banda si lancia all’inseguimento notturno di due moto di spacciatori, facendo scempio di monumenti in un parco archeologico;   un Eur notturno diventa spettatore di un’avanzata della banda su camionette e sidecar delle SS, con tanto di elmetti d’epoca e infine il gran finale: l’assalto al treno merci che sta trasportando casse  contenenti un nuovo tipo di droga. Si tratta di un ulteriore omaggio del regista al cinema americano ma Mission Impossibe, in termini di qualità realizzativa, era un’altra cosa.

Il film complessivamente appare troppo lungo e spesso ripetitivo, lo stimolo della della critica sociale alla disoccupazione intellettuale è ormai passato in second’ordine e ha preso il sopravvento la componente poliziesca, grazie anche alla presenza dell’ispettrice interpretata da Greta Scarano, sempre più brava.

Autore: Franco Olearo


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