NATALE A LONDRA – DIO SALVI LA REGINA

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Titolo Originale: NATALE A LONDRA – DIO SALVI LA REGINA
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Volfango De Biasi
Sceneggiatura: Volfango De Biasi
Produzione: FILMAURO
Durata: 90
Interpreti: conPasquale Petrolo, Claudio Gregori, Paolo Ruffini, Nino Frassica, Eleonora Giovanardi, Monica Lima, Enzo Iuppiariello, Ninetto Davoli, Uccio De Santis, Enrico Guarneri

Erminio è il figlio non riconosciuto – e molto imbranato - del boss romano Er Duca, mentre Prisco, che del Er Duca ne è figlio legittimo, ha da tempo rinnegato la propria natura criminale per dedicarsi alla vita da Boy Scout. Un’importante missione riunisce i due fratelli: aiutare il padre a risanare i propri debiti con Equitalia. Motivo per cui Ermino coinvolge il fanciullesco Prisco in un improbabile viaggio a Londra per recuperare i soldi sfruttando il ristorante che Er Duca possiede nella Capitale britannica. Peccato, però, che Il Barone, gestore del locale insieme a sua figlia - la severa Chef Anita – sia ricattato da Robocop, uno strozzino senza scrupoli che dà loro una settimana di tempo per trovare il denaro chiesto. Altrimenti faranno tutti una brutta fine. La soluzione per ottenere tutti quei soldi– un milione e mezzo di sterline – cade fra le loro mani dal cielo. I cani della Regina, infatti, sono assicurati per la cifra necessaria a mettere a tacere Robocop da una parte ed Equitalia dall’altra. Ed il caso vuole che i due cagnolini siano abitualmente portati a pranzo proprio nel ristorante davanti a quello del Barone. Alla combriccola criminale e scalcagnata – nella quale trova posto anche la ritrovata anima malvagia di Prisco - si aggiungono altri due elementi che, ai tempi d’oro, avevano fatto parte della stessa banda del Er Duca e del Barone. Ovvero Il Mago e Il Barese. Questa surreale banda riuscirà nell’improbabile intento di rapire i cani della Regina e di risanare i debiti contratti?

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film è sicuramente indulgente con le iniziative truffaldine dei protagonisti ma il tutto viene proposto in chiave assolutamente comica e a volte grottesca.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Grazie a Lillo e Greg eNino Frassica il film riesce ad essere ancora divertente, nonostante la sceneggiatura modesta

Ancora una volta Natale porta con sé un sacco carico di Cinepanettoni, oramai un genere cinematografico riconosciuto ed atteso da chi frequenta il grande schermo quasi solo in occasione delle festività di fine anno.

Le aspettative, generalmente piuttosto basse verso questi film, non vengono tradite. La trama è abbastanza divertente e totalmente surreale sia nella storia in sé quanto nella sua costruzione narrativa, priva di grosse volgarità e decisamente ricca di gag. Il tono comico della storia viene dato più dall’interpretazione degli attori che dalle battute e dalle situazioni. Questo probabilmente smorza il ritmo e, pur nel contesto dei cinepanettoni, lo rende meno attraente rispetto ai tradizionali e garantiti Boldi e De Sica.

I personaggi, privi di una particolare profondità psicologica, sono macchiette che si autoalimentano attorno ad uno o due caratteri dominanti. Ne è un chiaro esempio la figura di Anita, che scimmiotta la televisione italiana ormai così devota ai grandi Chef. Anche lo schema narrativo che li riunisce è basilare e abbastanza individuabile, grazie, soprattutto, all’insistenza con cui, in alcune battute, i personaggi stessi indirizzano lo spettatore verso una certa e voluta interpretazione.

In particolar modo è evidente la contrapposizione tra padri e figli. Vecchia verso nuova generazione. I padri che hanno commesso errori verso i figli che possono essere artefici del proprio destino, svincolandosi dall’eredità pesante lasciata dal proprio padre e dimostrando che si può cambiare. Si pensi al personaggio di Prisco. Da ex delinquente si trasforma in un puerile Boy Scout. Ma la sua vera natura, che Prisco ha deciso di nascondere perché se ne vergogna, soggiace repressa fino a quando non si verifica la reale e concreta possibilità di affrontarla e sconfiggerla.

Al di là di pochi spunti potenzialmente interessanti, Natale a Londra – Dio salvi la Regina è una grossa presa in giro: dell’Italia delinquente, degli Italiani “cafoni”, degli Italiani all’estero, della Gran Bretagna, qui bollata con la Brexit, e della Regina.

Forse troppa carne al fuoco che, sì, diverte, ma senza lasciare niente di più che un lieve sorriso.

 

Autore: Maria Luisa Bellucci


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