LITTLE BOY

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Titolo Originale: Little Boy
Paese: USA, MESSICO
Anno: 2015
Regia: Alejandro Gomez Monteverde
Sceneggiatura: Alejandro Gomez Monteverde, Pepe Portillo
Produzione: Eduardo Verástegui, Leo Saverino
Durata: 99
Interpreti: Jakob Salvati, Emily Watson, Tom Wilkinson, Cary-Hiroyuki Tagawa

Pepper Flynt Busbee è un simpatico ragazzo di 8 anni, chiamato Little Boy per la sua statura, che vive serenamente con i genitori e il fratello maggiore in una piccola cittadina di mare della California, durante la Seconda Guerra Mondiale. Un giorno il padre, a cui lui vuole tanto bene, deve partire per la guerra e dopo qualche tempo la madre viene informata che suo marito viene dato per disperso. Little Boy non sa darsi pace. Il parroco di quella cittadina gli ricorda che Gesù ha detto che basterebbe avere una fede anche piccola come un granello di senape per smuovere le montagne. Pertanto, se vuole che suo padre ritorni, deve compiere alcune opere di misericordia corporale per aumentare la sua fede. La prima di queste è fare amicizia con l’unico giapponese che vive in quella cittadina, osteggiato da tutti gli altri abitanti…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Ben sviluppati i valori umani delle opere di misericordia corporale; un po’ meno il loro significato soprannaturale
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena che accenna a un pestaggio potrebbe impressionare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Un film molto ben costruito, con ottimi attori, anche se verso la fine gioca un po’ con i sentimenti degli spettatori, premendo il pedale della commozione

Dopo 10 anni dal suo precedente film Bella, la storia di una ragazza che trova il coraggio di portare avanti una gravidanza non desiderata, il regista e sceneggiatore messicano Alejandro G. Monteverde ritorna sugli schermi con il racconto garbato di un bimbo di otto anni che non perde la speranza di veder ritornare il padre, dato per disperso sul fronte del Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale.

Lo stile adottato da Alejandro potrebbe sembrare quello di una favola gentile ma in realtà esprime il suo impegno nel porsi dal punto di vista di Little Boy, un ragazzo che pur di vedere tornare suo padre, finisce per credere a tutto ciò che gli sembra utile al suo scopo, perfino a un prestigiatore che lo invita a spostare una bottiglia sul tavolo con la sua sola forza della volontà. Sarà poi il suo parroco quando il bambino è ormai convinto che con la fede si possono spostare le montagne a chiarirgli che tutto ciò può accadere se è espressione della Volontà Divina. Little boy, non ha quindi nessuna remora a passare dallo spostamento di una bottiglia (predisposto dal prestigiatore) a smuovere addirittura le montagne come dice il Vangelo (effetto indotto dall’arrivo in contemporanea di un terremoto). E’ l’aspetto più scherzoso del film che lascia in sospeso, l’eterno problema, per chi ha fede, di interpretare ciò che accade intorno a lui come espressione della Provvidenza, senza essere eccedere nello scetticismo ma neanche nel miracolismo.

Più serio ed efficace è il risvolto umano della storia, quando Little Boy, su ispirazione del parroco, decide di mettere in pratica alcune opere di misericordia corporale, come visitare i prigionieri, curare gli infermi ma soprattutto diventare amico di Hashimoto, l’unico giapponese della cittadina, osteggiato e insultato da non pochi facinorosi del luogo. La saggezza del giapponese si incontra con la generosità del piccolo e il loro rapporto è una delle cose più belle del film. Rispetto al precedente Bella, The Little Boy è molto meglio costruito, beneficia di attori del calibro di Emily Watson e Tom Wilkinson ma vorrei citare in particolare il protagonista giapponese, Cary-Hiroyuki Tagawa, nella sua pacifica e superiore accettazione dei soprusi degli altri e l’impegno del piccolo David Henrie. Non a caso fra i produttori esecutivi figura Roma Downey che produsse Il Tocco dell’angelo: la serie televisiva che durò ben nove stagioni, trasmessa in chiaro in Italia dal 1998 al 2005: che di “miracoli” aveva fatto sicuramente “molta esperienza”.

Si può inquadrare, The Little Boy, nella categoria dei Christian Film? Si è no. Lo è sicuramente da un punto di vista umano e certamente il messaggio di tolleranza e di pacifica convivenza fra diversi è molto forte. Lo è di meno per quel che riguarda la fede in Dio. Little boy non lo si vede mai pregare e ritiene che esista una connessione diretta fra l’esecuzione delle opere di misericordia e la forza che può esercitare fisicamente, incluso lo spostare le montagne. E’ un credere sopratutto più in se stesso, una specie di “che la forza sia con te” della serie Star Wars piuttosto che nel credere in Dio, anche se il parroco ha sempre cercato, con cautela, dal distoglierlo dalle sue semplici credenze. Il film non ha avuto un buon successo commerciale in U.S.A. , forse proprio per il suo non collocarsi in un filone preciso.

Il film è disponibile in DVD nelle lingue: inglese, francese e spagnolo.

Viene trasmesso sulla rete televisva digitale TV8 il giorno 21/12/2016 alle 21,15

Autore: Franco Olearo


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