AMORE E INGANNI

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Titolo Originale: Love & Friendship
Paese: IRLANDA, FRANCIA, OLANDA, GRAN BRETAGNA
Anno: 2016
Regia: Whit Stillman
Sceneggiatura: Whit Stillman
Produzione: WESTERLY FILMS, BLINDER FILMS, CHIC FILMS IN CO-PRODUZIONE CON REVOLVER AMSTERDAM, ARTE FRANCE CINÉMA
Durata: 90
Interpreti: Kate Beckinsale, Xavier Samuel, Emma Greenwell, Tom Bennett

Lady Susan Vermon è rimasta vedova da poco; Il suo soggiorno presso i signori Manwaring deve venir interrotto a causa di alcune maldicenze intorno a una sua presunta relazione con il bel lord Manwaring. Susan e sua figlia Frederica si recano quindi a Churchill, per chiedere ospitalità a suo cognato Charles Vernon e sua moglie Catherine. La fama di Susan come donna scaltra e seducente l’ha preceduta e non poche perplessità suscitano le lunghe passeggiate con le quali il giovane Reginald, fratello minore di Catherine, si intrattiene con la nuova arrivata. Ancora una volta Susan riesce a dirottare le attenzioni degli altri verso su sua figlia Frederica, in età da marito. Esiste già uno spasimante, il ricco sir James Martin che Susan vede come soluzione ideale per sua figlia ma Frederica non lo sopporta perché si tratta di uno sciocco sprovveduto. Alla fine le cose si mettono male per Susan perché compaiono prove documentate della sua relazione con Lord Manwaring; Susan non si perde d’animo ed è così scaltra da rivoltare la situazione a suo favore...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La protagonista usa la sua bellezza e la sua intelligenza al solo scopo di perseguire il proprio benessere e per lei esistono solo matrimoni di convenienza
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Sceneggiatura, scenografia, regia e attori hanno svolto un onesto servizio di messa in scena di questo racconto della grande Jane Austen, senza particolari eccellenze ma con ottima professionalità

Il film è tratto dalla novella epistolare Lady Susan, di Jane Austen. Si tratta sicuramente di un’opera minore della grande scrittrice ma è sufficiente per sconvolgere i tanti luoghi comuni che si sono consolidati intorno alle sue opere, sopratutto da parte di chi ne ha prevalentemente una conoscenza cinematografica.

Dov’è finita la Jane Austen riferimento sicuro per un’etica tutta incentrata sulle virtù? E i famosi dialoghi fra miss Bennet e sir Darcy, formalmente impeccabili, specchio di una squisita finezza di sentimenti?

Sono ancora validi tutti gli studi fatti per confrontare le virtù dei protagonisti dei suoi romanzi con l’Etica Nicomachea di Aristotele?

La protagonista, Lady Susan, è campionessa di astuzia. Usa la sua intelligenza, le sue abilità dialettiche e il suo fascino per stravolgere le vite degli altri al solo scopo di perseguire il suo benessere e la sua indipendenza, una sorte di femminista ante litteram. Perfino con sua figlia non esita ad essere cattiva maestra cercando di convincerla a sposare un uomo che lei non ama, invitandola a decidere in base a regole di pura convenienza economica.

Lady Susan non si trattiene neanche dal dichiarare che si augura un attacco di gotta a Mr Johnson, il marito della sua migliore amica; conferma inoltre che per lei sono interessanti solo due tipi di mariti: quelli vecchi o quelli sciocchi, purché siano entrambi ricchi

Sembra quasi che la scrittrice abbia anticipato la figura della protagonista affascinante, maliarda, astuta e arrivista, che può essere ammirata solo per la sua perseveranza e faccia tosta  e che diventerà, qualche decennio dopo, . la  Becky  Sharp del libro La Fiera della Vanità, di William Makepeace Thackeray.

Se finora abbiamo sottolineato le differenze, il flusso del racconto rispecchia ciò che ci si aspetta in un romanzo della Jane Austen: presenza di ragazze in cerca di marito, alternanza fra la vita in campagna e Londra, lunghe passeggiate, conversazioni che scivolano nel pettegolezzo, fra persone sempre pronte a giudicare gli altri. La scrittrice è riuscita a creare, anche in questo caso, un quadro dalla composizione impeccabile, con i pieni e i vuoti sapientemente inseriti, incluso un brillante colpo di scena finale.

Ciò che costituisce un’altra scoperta, questa volta piacevole, è una Jane Austen dotata di un umorismo tagliente e ironico, anche se oggetto dei suoi strali sono soprattutto gli uomini. L’ingenuo di turno è sir James, che non ricorda bene se i comandamenti della Bibbia siano dodici o dieci e non si accorge di avere in casa l’amante di sua moglie; oppure Charles, che è talmente ben predisposto nei confronti di Lady Susan da trovare sempre l’argomento giusto per giustificare il suo comportamento.

Possiamo pensare che Jane Austen si sia presa, con questa novella, una pausa di divertimento e la stessa figura di Lady Susan sia stata inserita per ammonirci su come il fine ragionamento (in fondo, mentre Jane scrive, il Settecento è finito da poco) sia un’arma che possa anche avere un suo sinistro potere quando viene usato per il solo tornaconto  personale.

Autore: Franco Olearo


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