I BABYSITTER

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Titolo Originale: I Babysitter
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Giovanni Bognetti
Sceneggiatura: Giovanni Bognetti
Produzione: COLORADO FILM, IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
Interpreti: Diego Abatantuono, Francesco Mandelli, Paolo Ruffini, Antonio Catania

Andrea è un ragazzo buono ma timido, che spera di fare carriera nello studio del celebre procuratore sportivo Gianni Porini dove lavora. Chiede un appuntamento con il capo per mostrargli quello che lui ritiene essere un suo progetto particolarmente brillante ma il Porini ha altro per la testa: deve uscire quella sera con sua moglie e la baby sitter si è ammalata. Decide quindi all’istante di proporre ad Andrea di andare a casa sua per badare, per quella notte, al suo pestifero figlio Remo. Andrea finisce per accettare ma c’è un problema: quella sera coincide con la data del suo compleanno e i suoi amici Aldo e Mario hanno progettato grandi festeggiamenti. Il problema viene prontamente risolto: i due amici trasferiscono la festa nella casa del dott Porini, che in poco tempo si riempie di invitati e di imbucati e inizia in questo modo un festino che non sembra avere freni…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un padre riconosce di aver trascurato troppo suo figlio e decide di ricorrere ai ripari. Ci sono buoni sentimenti in questo film: peccato che sia stato rivestito di una confezione scurrile
Pubblico 
Maggiorenni
Turpiloquio, situazioni sensuali, accenni all’uso di droghe
Giudizio Artistico 
 
Il regista-sceneggiatore confeziona un racconto vivace e scorrevole con l’aiuto di attori tutti nella parte

La commedia giovanile, goliardica e pecoreccia (sarebbe più fine parlare di commedia trash) aveva imperversato in Italia a partire dagli anni ’80 (le commedie di Lino Banfi, di Alvaro Vitali che faceva il Pierino e tanti altri): un filone decisamente di serie B ma che poteva contare su di un suo pubblico non trascurabile.

Anche oltreatlantico si era scoperto quanto era facile far ridere con battute pesanti ed esplicite sul sesso e altre funzioni organiche e dal macro-filone dei college film si erano staccati prodotti trash come American Pie e Porky’s.   .

Nei tempi recenti qualcosa è cambiato. Il filone, grazie ad autori significativi, è stato in qualche modo “nobilitato” tanto che ormai sviluppare una commedia dove sono presenti young-adult comporta, quasi obbligatoriamente, l’adozione di linguaggi e atteggiamenti scurrili.  Hanno dato una buona spinta in questa direzione sceneggiatori come Judd Apatow  (molto incinta, 40 anni vergine, il serial TV Love su Netflix).  e Nicholas Stoller, spesso co-autore con Judd Apatow, (Cattivi vicini 1 e 2). Anche Mike & Dave: un matrimonio da sballo, ora nelle sale, prosegue in questa direzione.

Questo I Babysitter, che ricalca molto da vicino, il film francese Babysitting,  sembra voler, anche lui, cercare di nobilitare il genere. Un tentativo già iniziato dallo stesso sceneggiatore Giovanni Bognetti (qui anche regista), con Belli di papà.

All’inizio il film sembra orientandosi verso il trash duro e puro, con molte parolacce e pesanti allusioni. Né, durante la festa, evita di tralasciare una sequenza di surra de bunda. Man mano però che la storia avanza, il film sembra cambiare direzione. Quando ormai la festa in casa Porini raggiunge il suo culmine, si orienta su un tono più leggero, goliardico-canzonatorio, con non poche battute divertenti. Infine, a due terzi del film, la svolta: la scena ora si svolge in un luna park, dove il ragazzo Remo ha trascinato i protagonisti del racconto. Il tema dominante diventa la formazione del ragazzo, la sua sofferenza per esser troppo trascurato dall’impegnatissimo padre e l’affettuosa solidarietà dei nuovi, improvvisati, amici.

Come in un crescendo, ora che il tema dominante è diventata l’armonia familiare, lo sceneggiatore decide di concludere regalandoci una massima di saggezza imperitura.  Aldo, che aveva cercato invano di avere successo nello sport, dichiara che “ciò che conta veramente è il successo è si ha con chi ti sta vicino”.

Il film ha un buon ritmo, non poche situazioni divertenti e alla fine si svela sostenitore di importanti valori umani e familiari. Peccato che, per ubbidire ai canoni rigidi della commedia giovanile, debba continuamente ricorrere a linguaggi e situazioni scurrili.

Autore: Franco Olearo


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