HELLBOY II THE GOLDEN ARMY

 
Titolo Originale: Hellboy II - The Golden Army
Paese: USA
Anno: 2008
Regia: Guillermo del Toro
Sceneggiatura: Guillermo del Toro
Durata: 110'
Interpreti: Ron Perlman, Doug Jones, Selma Blair, Luke Goss, Anna Walton

Una volta, tanto tempo fa, il mondo era conteso fra gli umani e gli elfi. Un inventore geniale riesce a costruire  micidiali golem meccanici che fanno strage di umani. Impressionato dalla carneficina, il re degli elfi stipula un trattato di pace perenne con gli umani, rinchiude l'armata meccanica in una fortezza e spezza in tre parti la corona che ne consente il controllo. Suo figlio, il principe Nuada, invidioso del dominio degli uomini, decide di tornare a impossessarsi della corona. Hellboy e tutto il Bureau della ricerca e difesa del paranormale hanno una bella gatta da pelare...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Alla fine i nostri eroi sono generosi e pronti a sacrificarsi ma dispiace una serie, sia pur contenuta, di riferimenti superficiali alla fede cristiana
Pubblico 
Pre-adolescenti
Per alcune sequenze raccapriccianti che potrebbero spaventare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
L'autore riesce a contenere la sua trabordante voglia di creare esseri e mondi fantastici e si concentra sullo sviluppo dei personaggi

Guillermo del Toro, fantasioso autore del Labirinto del fauno e del primo Hellboy , fallita la Revolution la casa produttrice del primo, ha portato il sequel alla Universal con gli stessi attori. La differenza fra i due film si vede: alquanto claustofobico il primo e chiaramente a basso budget, Hellboy II beneficia di un ampio investimento che  ha consentito massicce iniezioni di computer grafica di ottimo livello,  trasferte in Irlanda e vaste scenografie di un sottosuolo immaginario.

Occorre riconoscere che Guillermo non ha sprecato la possibilità che gli è stata offerta: l'impiego della computer grafica è al servizio della sua fantasia visionaria che ci fa correre  veloce fra umani ed elfi, dal sottosuolo di Manhattan al mercato dei Trolls alle scogliere irlandesi. I nuovi "esseri" sono davvero tanti, da offuscare la saga di Guerre stellari: da schifosi esserini con le ali a un angelo -donna con tanti occhi che ti guardano dalle ali, un chiaro rimando  all'Apocalisse.

Anche se a volte sembra che il divertimento creativo stia per prendere la mano all'autore, occorre riconoscere che questa volta vi è un impegno maggiore nella costruzione dei personaggi. Ecco che Hellboy e Liz Sherman, la ragazza che prende letteralmente fuoco quando gli vengono i cinque minuti, litigano come una qualsiasi coppia su banalità del tipo "dove hai messo il mio spazzolino?" e trepidano di fronte alla notizia di essere in attesa di un bambino. Hellboy per mestiere si occupa di salvare il mondo, ma non disdegna guardare la televisione tracannandosi lattine di birra.
Lo stesso inseparabile amico pesciforme Abe Sapien si è innamorato di una principessa delle tenebre e il potentissimo Bureau (leggi FBI),  dotato di ampie risorse è impotente di fronte alle proprie procedure burocratiche ed è pieno di funzionari che pensano solo a compiacere il loro capo.
Hellboy ha un problema tutto suo: schierato dalla parte degli uomini, sa di appartenere a entrambi i mondi, sa di essere un diverso e la gente comune lo respinge, non fidandosi di lui. In realtà è la personificazione di un ben definito mito americano: colui che odia le sottigliezze diplomatiche, i piani troppo elaborati e ritiene, alla John Wayne, che i modi migliori siano quelli diretti e sbrigativi. Irascibile come Paperino, è però schietto e generoso.

Il film mantiene, ma in modo molto più contenuto del precedente lavoro, alcuni riferimenti superficiali all'iconografia cattolica ed è percepibile, nella sceneggiatura, una sottotraccia cristiana (il principe Nuanda, dall'alto di un grattacielo-pinnacolo, cerca di tentare Hellboy; l'angelo dai molti occhi profetizza che Hellboy sarà causa di distruzione per la razza umana, Hellboy viene respinto dalle stesse persone che aveva cercato di salvare, Liz Sherman ostenta una collana a forma di croce,....). I riferimenti non sono però stati inseriti per venir denigrati ma solo come furba allusione per solleticare un inconscio collettivo.

Alla fine Hellboy II potrebbe essere qualificato come un film di serie B se non fosse per l'entusiasmo contagioso di del Toro per questo eroe dei fumetti , l'uso sapiente, anche se a volte eccessivo della computer grafica e la bravura degli attori.

Autore: Franco Olearo


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