AMORE, BUGIE E CALCETTO L’abc della vita moderna

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Titolo Originale: " AMORE, BUGIE E CALCETTO L’abc della vita moderna"
Paese: Italia
Anno: 2008
Regia: Luca Lucini
Sceneggiatura: Luca Lucini e Fabio Bonifacci
Produzione: Riccardo Tozzi, Marco Chimenz e Giovanni Stabilini per Cattleya/Warner Bros Italia
Durata: 115'
Interpreti: Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Filippo Nigro, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi

Le vite di Vittorio (industriale separato), Lele (marito e padre di due figli), Piero (universitario che si ritroverà di fronte alla gravidanza inattesa della fidanzata), Adam (figlio ribelle di Vittorio), Filippo (spregiudicato consulente finanziario), Venezia (operaio condannato alla panchina) e Mina (il diminutivo del personaggio interpretato da Giuseppe Battiston, anche voce narrante del film),  sono molto diverse, ma unite e ritmate da un’unica passione, il calcetto, su cui riversano le energie (e le frustrazioni) di un quotidiano non proprio idilliaco, ognuno secondo il suo carattere

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La commedia di Lucini è un buon tentativo di raccontare situazioni e personaggi che presentano una tensione positiva nei confronti dei valori della famiglia e della vita.
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene sensuali e a contenuto sessuale.
Giudizio Artistico 
 
Dispiace che, al di là di alcune incertezze nell’andamento della narrazione , il film pecchi di una certa superficialità nell’affrontare gli snodi più problematici, preferendo la leggerezza talora un po’ semplicistica delle situazioni a un autentico approfondimento di dilemmi e psicologie

Dimmi come giochi e ti dirò chi sei, ma anche quali sono le cose veramente importanti per te e il modo in cui affronti le difficoltà e le occasioni della vita. Potrebbe essere questo il messaggio sotteso all’ultima brillante commedia prodotta da Cattleya e realizzata da Luca Lucini (già regista dei giovanilistici L’uomo perfetto eTre metri sopra il cielo).

Le vite di Vittorio (industriale separato), Lele (marito e padre di due figli), Piero (universitario che si ritroverà di fronte alla gravidanza inattesa della fidanzata), Adam (figlio ribelle di Vittorio), Filippo (spregiudicato consulente finanziario), Venezia (operaio condannato alla panchina) e Mina (il diminutivo del personaggio interpretato da Giuseppe Battiston, anche voce narrante del film), infatti, sono molto diverse, ma unite e ritmate da un’unica passione, il calcetto, su cui riversano le energie (e le frustrazioni) di un quotidiano non proprio idilliaco, ognuno secondo il suo carattere.

Vittorio, ormai oltre i 40, è proprietario di una piccola azienda che guida con piglio di geniale imprenditorialità, ma anche dimostrando affetto e stima per i suoi dipendenti, alcuni dei quali sono suoi compagni di gioco. Per reggere il ritmo (che è anche quello della relazione con una ventenne di cui era innamorato il figlio Adam…), però, Vittorio si aiuta con pillole e Viagra e non tarderà a pagarne le conseguenze.

Niente pasticche per Lele (se non quelle che la moglie Silvia gli propina di nascosto nel tentativo di ravviare la sopita vita sessuale), ma le sfide di una famiglia che va riorganizzata perché ognuno possa avere il suo spazio. Alle traversie un po’ farsesche della prima parte del film seguirà una più matura sfida coniugale: lui a casa con la prole e lei di nuovo a lavorare, tra disastri domestici e corsi per casalinghi disperati in cerca di nuovi equilibri uomo-donna.

Più complicata la situazione che lega i personaggi più giovani: Piero sta con Chiara, ma lei aspetta un bambino da Adam dopo una notte di pazzia; se quasi subito viene meno la soluzione purtroppo spesso data per scontata (l’aborto) meno lineare è il prosieguo, dove l’intreccio di verità e menzogna non sarà mai sciolto.

E intanto mentre il minicampionato prosegue, Vittorio deve affrontare il collasso fisico (che diventa tuttavia l’occasione per riavvicinarsi alla moglie) e la vendita forzata dell’azienda (anche per colpa di un traditore di cui più di uno spettatore sospetterà l’identità) e tutti quanti si confrontano con la tensione tra i propri progetti e la realtà della vita, che fin troppo spesso si preoccupa di mandarli all’aria, anche se qualche volta per regalare una seconda occasione.

La commedia di Lucini è in questo senso un buon tentativo di raccontare, per una volta, situazioni e personaggi che presentano una tensione positiva nei confronti dei valori della famiglia (non solo e non tanto nel ritorno all’ovile di Vittorio – non adeguatamente motivato - quanto nella nostalgia che manifesta il saggio Mina ricordando a Piero e che nessuno ha mai rimpianto di aver avuto la possibilità di essere padre) e della vita.

Dispiace che, al di là di alcune incertezze nell’andamento della narrazione (soprattutto nella parte che riguarda i più giovani, che risulta la meno risolta), il film pecchi di una certa superficialità nell’affrontare gli snodi più problematici, preferendo la leggerezza talora un po’ semplicistica delle situazioni a un autentico approfondimento di dilemmi e psicologie.

Una trascuratezza che la bravura di tutti gli interpreti (in particolar modo Filippo Nigro che con la Pandolfi forma un nucleo familiare credibile e coinvolgente) riesce solo in parte a tamponare.

Un appunto che, tuttavia, vuole essere più che una critica un incoraggiamento a esplorare il territorio ancora largamente ignorato (quest’anno in questo senso il cinema italiano ha offerto un altro buon esempio con Lezioni di cioccolata, che non a caso porta sempre la firma dello sceneggiatore Fabio Bonifacci) di una commedia non volgare, ma capace di raccontare con umorismo (ma anche con serietà) le piccole e grandi sfide delle persone normali, capaci di appassionare quanto e di più delle epopee boccaccesche di tanto cinema italiano.

 

 La recensione del film è presente nel libro di recente pubblicazione Scegliere un film 2008

Autore: Franco Olearo


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