C'ERA UNA VOLTA

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Titolo Originale: Once Upon a Time
Paese: USA
Anno: 2011
Sceneggiatura: Edward Kitsis, Adam Horowitz
Durata: 43' a puntata
Interpreti: Ginnifer Goodwin, Jennifer Morrison, Lana Parrilla, Josh Dallas, Jared S. Gilmore, Robert Carlyle, Emilie de Ravin, Colin O'Donoghue

C'era una volta una foresta incantata popolata da tutti i classici personaggi delle fiabe più note al mondo. Un giorno una regina-strega cattiva per vendetta scaglia su di loro una maledizione che li trasporta in una dimensione dove la magia non esiste e tutti perdono la memoria della propria identità, in un luogo chiamato Storybrooke. Ma l’uso della magia ha sempre un prezzo da pagare e un bambino alla ricerca della sua vera mamma riesce a rompere l’incantesimo e riportare la memoria a tutti i personaggi del mondo delle fiabe che abitano la cittadina di Storybrooke

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Le riflessioni morali che le fiabe da sempre convogliano attraverso la fantasia in questa serie vengono sviluppate in modo esponenziale perché i personaggi, inseriti nel mondo reale, assumono caratteristiche sempre più umane e, sebbene vivano situazioni del tutto straordinarie, affrontano problematiche morali assai concrete. La libertà individuale, la scelta tra il bene e il male, tra ciò che è facile e ciò che è difficile, l’esigenza di redimersi, perdonare e continuare a sperare sono situazioni che si propongono di continuo all’interno delle diverse e numerose vicende che la serie racconta
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Once upon a time si avvale di due sceneggiatori di grande esperienza, Edward Kitsis e Adam Horowitz, già ideatori di una serie di grande successo come fu Lost. Insieme creano una struttura narrativa sorprendente e umanamente molto avvincente. Con il contributo della Disney inoltre anche le ambientazioni e i costumi nel corso delle stagioni si fanno via via sempre più curati.

Cosa accadrebbe se tutti i personaggi delle fiabe più belle e più note al mondo avessero l’opportunità di interagire tra loro in un mondo parallelo? E cosa succederebbe se poi questi stessi personaggi con le loro storie fossero improvvisamente catapultati nel nostro mondo ai giorni nostri? Once upon a time, la sorprendente serie ideata da Edward Kitsis e Adam Horowitz e prodotta dallarete ABC, lo racconta in modo così avvincente che dopo 5 stagioni  andate in onda è già in preparazione una sesta.

Dopo l’enorme successo della storica serie Lost, i due sceneggiatori sentivano l’esigenza di dedicarsi ad una serie tv del tutto nuova. Già da tempo coltivavano l’idea di attingere al modo della fiaba, non tanto per le storie da proporre quanto piuttosto per i personaggi. Dalla mitologia ai racconti popolari e d’autore, le fiabe hanno mostrato l’efficacia narrativa di una storia che segue un preciso percorso fatto di eroi, antagonisti, prove, oggetti magici e lieto fine, uno schema sempre simile ma che non pone alcun limite alla fantasia. Tuttavia secondo Edward Kitsis e Adam Horowitz l’aspetto davvero interessante da riscoprire nel rivisitare le fiabe sta soprattutto nel cercare di approfondire la conoscenza dei personaggi, dei loro sentimenti, delle loro aspirazioni e delle ragioni del loro agire. In questo modo le fiabe servono essenzialmente a raccontare la storia pregressa del personaggio, a chiarire il loro comportamento, e danno la spinta per le successive azioni.

Once upon a time quindi non è una semplice miscellanea di eroi e antagonisti le cui storie improvvisamente si mischiano, ma è il luogo in cui i protagonisti hanno modo di manifestare se stessi come persone uscendo dall’iconografia statica del racconto. Biancaneve, il Principe Azzurro, la Regina cattiva, Tremotino, Belle, Aurora e Cappuccetto rosso diventano persone vere e proprie con tutta la meravigliosa complessità e i limiti strutturali dell’essere umano ordinario. 

Anche gli eroi sbagliano e anche i cattivi possono redimersi: in breve questa potrebbe essere considerata la sostanza di Once upon a time. Una serie che, anche secondo suoi creatori, si fonda tutta sul concetto di speranza, come elemento strutturale della persona. Ogni personaggio infatti agisce e lotta non solo in funzione di quanto gli è accaduto in passato, ma soprattutto con l’obiettivo di conquistare o guadagnare la felicità, il lieto fine, per sé e per coloro che ama

Gli infiniti intrecci possibili tra le diverse fiabe nel corso di cinque stagioni hanno creato legami sorprendenti ma assai credibili tra personaggi noti e personaggi nuovi. L’intricata trama di questa serie è riuscita a creare e giustificare un collegamento logico e affettivo del tutto plausibile tra i vari protagonisti delle fiabe dando loro uno spessore e una profondità del tutto nuovi. I personaggi, con le loro criticità, i loro tormenti e le loro aspirazioni riprendono vita con una forma e una consistenza del tutto realistiche. Così la Regina cattiva, mossa dall’amore materno, desidera sforzarsi di diventare buona, Biancaneve, come moglie e madre, si trasforma in una dura guerriera e una regnante coraggiosa e Peter Pan diventa un egoista e machiavellico tiranno.

Anche gli stessi autori delle fiabe, come il giovane Henry, assumono una propria fisionomia e una diversa influenza sulle sorti delle vicende, da semplici inventori passano ad essere parte integrante delle storie e aprono riflessioni inaspettate tra i concetti di creazione e libertà della creatura.

Speranza, libertà, redenzione, bene e male sono i cardini su cui ruota ogni vicenda della serie e in relazione a questi ogni personaggio ha modo di vivere esperienze che lo portano a riflettere su stesso e sulla propria natura. Ogni personaggio compie un cammino di crescita fatto di prove e cadute che aprono in continuazione nuove ed avvincenti prospettive.

Autore: Vania Amitrano


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