COME FAI SBAGLI

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Titolo Originale: Come fai sbagli
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Riccardo Donna, Tiziana Aristarco
Produzione: Rai Fiction, Paypermoon Italia, Elephant Italia
Durata: RAI 1 dal 20 marzo 2016
Interpreti: Daniele Pecci, Francesca Inaudi, Enrico Ianniello, Caterina Guzzanti

Due famiglie sono vicine di casa: da un lato i Piccardo (Paolo, executive di una fabbrica di stufe e Laura, casalinga) regolarmente sposati, di formazione cattolica che cercano di educare con autorità i loro tre figli, dall’altra gli Spinelli (Walter, articolista di un giornale telematico e Valeria, disegnatrice) che cercano di dare una educazione alternativa e permissiva a  Zoe, un’adolescente irrequieta nata da una precedente relazione di Valeria e al  piccolo ma saggio Diego. Formalmente gentili fra di loro, di fatto le due famiglie sparlano l’una dell’altra…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Nell’ambito di due famiglie, i coniugi si amano fra loro e mostrano grande affetto nei confronti dei loro figli. Da queste ottime premesse, non scaturiscono automaticamente dei successi nel loro impegno educativo. Le metodologie attuate sono diverse: la prima, una famiglia, cattolica, punta sulla disciplina e sul definire norme di comportamento; la seconda è permissiva e punta sul concedere piuttosto che vietare. Il limite della serie che traspare è proprio, in coerenza con il titolo, l’incapacità di superare questa empasse sui metodi educativi autoassolvendosi con l’alibi che… come fai sbagli. L’aspetto interessante di questa serie è invece una positiva inquietudine riguardo ai temi e alle scelte educative, che potenzialmente potrebbe portare questi genitori a riflettere in modo costruttivo e trovare insieme una risposta maggiormente adeguata alle esigenze di ciascun figlio nella diverse fasi della crescita. Il serial mette bene in evidenza che è indispensabile osservare e conoscere i propri figli per creare con ciascuno una relazione di fiducia nella quale, quando serve, anche gli adulti devono ammettere i propri errori.
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche tema familiare più intimo potrebbe non esser adatto ai più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Un serial costruito su tanti stereotipi (la famiglia conservatrice e cattolica verso quella alternativa ecologista e pacifista, l'adolescente irrequieta e il ragazzo timido e introverso, il piccolo più saggio degli adulti,..) ma il tema portante, sulle difficoltà di educare i figli oggi, viene fuori con sufficiente realismo

La miniserie di Rai 1 sta andando in onda la domenica sera alle 21.10 e rappresenta senza dubbio un’opportunità per raccogliere davanti alla tv tutta la famiglia. Il titolo ben rappresenta un possibile atteggiamento dei genitori di oggi: la remissività davanti alla continua esperienza della propria inadeguatezza e, in alcuni casi, incapacità. Dunque uno slogan accattivante così come il format. La miniserie riesce a creare aspettativa in chi segue la storia ed è portato naturalmente a proiettarsi nella vita e nelle dinamiche delle due famiglie protagoniste della fiction. Da un lato, la famiglia Piccardo (Laura e Paolo con Giulio, Irene e Chiara), prototipo della famiglia “tradizionale” (un po’ vecchio stile) con un padre manager che trascorre molte ore fuori casa e rappresenta, senza sfumature, l’approccio normativo alla vita, e la madre, casalinga completamente dedita alla casa ed ai figli ma, non di rado, fuori dal mondo.

Dall’altro, gli Spinelli (Walter e Valeria con Zoe, nata da una precedente relazione di Valeria, e Diego), immagine di famiglia “moderna”, con i ruoli leggermente sbilanciati, dove la madre “in carriera” è costantemente in bilico tra le esigenze professionali e quelle familiari. Un bilico che avverte fortemente in un senso di inadeguatezza e il padre, creativo in una società pubblicitaria, con un lavoro altalenante che gli consente di essere abbastanza presente in casa. Le situazioni sono realistiche così come le sfide che i figli pongono ai genitori che spesso, pur tentando di educare ed essere autorevoli, perdono credibilità agli occhi dei ragazzi o per mancanza di coerenza (papà Piccardo spesso contraddice con il suo comportamento i valori di lealtà e rispetto che impone ai propri figli) o per mancanza di decisione (mamma Spinelli sembra incapace di portare fino in fondo le decisioni prese nei confronti delle continue, inopportune richieste di Zoe).

Il piccolo Diego rappresenta bene il detto popolare “i bambini sono la bocca della verità” perché spesso “risolve” i dubbi di mamma e papà con affermazioni di un certo buon senso e chiara ragionevolezza che ai grandi sembra mancare. Certamente, puntata dopo puntata, gli spettatori sono portati a farsi molte domande sul proprio essere genitore; non sappiamo ancora come andrà a finire ma quello che per ora è evidente è la conferma del fatto che in educazione non esistono ricette o slogan! E’ invece indispensabile osservare e conoscere i propri figli per creare con ciascuno una relazione di fiducia nella quale, quando serve, anche gli adulti devono ammettere i propri errori. L’elemento interessante che emerge dalla miniserie è una positiva inquietudine riguardo ai temi e alle scelte educative, che potenzialmente potrebbe portare questi genitori a riflettere in modo costruttivo e trovare insieme una risposta maggiormente adeguata alle esigenze di ciascun figlio nella diverse fasi della crescita. Ma il limite che traspare è proprio, in coerenza con il titolo, l’incapacità di superare questa empasse autoassolvendosi con l’alibi che… come fai sbagli…

Viceversa, una proposta alternativa poteva essere il superamento del timore della “perdita di prestigio” agli occhi dei ragazzi. L’ammissione della propria imperfezione, compatibilmente con la continua ricerca di crescere anche come genitori, potrebbe fornire ai figli un ottimo incoraggiamento a vivere la vita e le sue sfide con senso positivo, sempre pronti a ricominciare dopo le possibili sconfitte. In questo modo, gli errori che condiscono la quotidianità di adulti e bambini diventano, soprattutto in famiglia, occasioni di incontro piuttosto che di distanza.

 

Autore: Annalisa Marrama


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