TROPPO NAPOLETANO

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Titolo Originale: Troppo Napoletano
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Gianluca Ansanelli
Sceneggiatura: Gianluca Ansanelli, Tito Buffulini
Produzione: Cattleya, Buonaluna con Rai Cinema
Durata: 95
Interpreti: Serena Rossi, Luigi Esposito, Gennaro Guazzo, Salvatore Misticone, Giovanni Esposito, Gianni Ferreri, Nunzia Schiano, Loredana Simioli, Luigi Attrice, Rosaria De Cicco, Gianni Parisi

Deborah , una affascinante e giovane madre, e’ preoccupata, anzi disperata, per suo figlio Ciro. Il bambino, dopo la morte del padre, un popolare cantante che ha perso la vita lanciandosi dal palco per fare stage diving, appare turbato, a scuola si comporta in modo strano e non mangia più, neanche il tipico ragù domenicale. La donna allora, consigliata dagli insegnanti, decide di portarlo da Tommaso, un giovane e timido psicologo esperto in disturbi dell’infanzia. In seguito ad alcune sedute , lo specialista capisce che a tormentare il piccolo Ciro, non e’ solo la scomparsa del papà, ma anche il malessere per le prime inquietudini amorose. I due giungono così ad un accordo: Tommaso aiuterà il bambino a conquistare il cuore della bella compagna di classe Ludovica Mancini, mentre lui gli darà una mano per farlo fidanzare con sua madre.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film affronta il tema della diversità e della discriminazione. Che esiste anche all’interno della multiforme variegata realtà napoletana
Pubblico 
Adolescenti
Presenza di alcuni turpiloqui
Giudizio Artistico 
 
Nonostante certe banalità e luoghi comuni, il film crea ritmo e vivacità, permettendo al pubblico di divertirsi, allo stesso tempo riflettere, e immergersi negli spettacolari paesaggi napoletani

I meravigliosi scorci di Napoli, il suggestivo e colorato sound neomelodico, e il poetico e vivace dialetto partenopeo, accompagnano “Troppo Napoletano”,  la nuova brillante commedia di Gianluca Ansanelli, prodotta da Alessandro Siani .

Nonostante la trama banale e semplicistica,  “Troppo napoletano”  si rivela una piacevole favola partenopea,  espressa attraverso le parole e il punto di vista di un bambino, il quale ,forse meglio di qualsiasi adulto, riesce a manifestare  le paure, l’euforia e la  gioia dell’innamoramento, il dolore per la perdita di una persona cara, e l’inadeguatezza e l’insicurezza di chi non si sente accettato.
Tra le battute e la classica storia d’amore, la commedia tratta infatti il più profondo tema della diversità e della discriminazione, che non esiste solo tra bianchi e neri, nord e sud, ma può accadere anche all’interno della multiforme variegata realtà napoletana. Napoli e’ un insieme di tradizioni, culture, colori, suoni, eppure non è una dimensione unitaria, tanto che si può distinguere chiaramente la “Napoli Napoli”, ossia il caratteristico centro storico, dalla Napoli, dei suoi più signorili quartieri del Vomero, Posillipo , Capodimonte.  

Cosi’ Ciro, Deborah e tutti coloro che provengono dal centro storico vengono definiti  “troppo napoletani” e spesso sono incompresi,  disprezzati e derisi dai semplici napoletani. Come farà’ allora un  troppo napoletano a conquistare il cuore di una napoletana e viceversa  un napoletano a conquistare quello di una “troppo napoletana”? Semplicemente essendo se stesso, mostrandosi per quello che si è , portando il proprio bagaglio di tradizioni, usi, abitudini , modi di essere e di agire, cercando di fonderli con quelli dell’altro, differenti e  perfetti per dar vita alla vera essenza  di Napoli.

Il profilo del golfo con il Vesuvio forma proprio un perfetto cuore, derivato dall’unione della “ Napoli Napoli”  e  Napoli, entrambe  necessarie e  imprescindibili per la creazione della meravigliosa città partenopea.

Dopo il successo di Song e napule, Il principe abusivo, Per amor vostro,  Troppo Napoletano si va ad aggiungere alla lista di film che negli ultimi anni stanno riportando in voga Napoli, la sua complessa e sfaccettata realtà, e  le sue tradizioni. Sono sicuramente prodotti molto differenti dai celebri film musicali con Mario Merola  e Nino d’Angelo, sebbene la componente  neomelodica resti ancora fortemente radicata, tanto e’ vero che nel film numerose sono le scene in musica,  fino al finale spettacolo con il rapper Clementino.

Gianluca Annarelli realizza una commedia ben fatta, con una regia dinamica che, nonostante certe banalità e luoghi comuni, crea ritmo e vivacità, permettendo al pubblico di divertirsi, allo stesso tempo riflettere, e immergersi negli spettacolari paesaggi napoletani che, tra le spiagge di Posillipo, i vicarielli del Rione Stella, l’affascinante cimitero delle Capuzzelle, danno vita ad un’atmosfera suggestiva che fa da cornice e da sottofondo alla storia. Sembra di poter sentire i suoni, i profumi, la vitalità tipica della città, resa con forte realismo grazie soprattutto all’ottima scelta di utilizzare il dialetto, talvolta molto stretto, per comunicare, il quale conferisce una maggiore sottigliezza comica alle battute.

Perfetto inoltre il cast, dal piccolo Gennaro Guazzo , mix di dolcezza e simpatia, l’energica e poliedrica Serena Rossi, fino al duo  Gigi e Ross, che hanno saputo dimostrare le loro doti di attori lontani dalla dimensione comica. Tutt’intorno vi sono poi una serie di tipi e tipologie di personaggi che contribuiscono animare un film su Napoli e sull’essere napoletani.

Come dice il saggio Tommaso, non bisogna mai accontentarsi di mangiare un gelato al gusto papaia, acido e stomachevole, solo per paura che ciò che è più buono finisca subito e ci faccia star male. Bisogna invece scegliere i gusti più appetitosi, come il cioccolato, e non fa niente se prima o poi finiscono, l’importante e’ quello che si prova mentre si assaporano.

“Troppo napoletano”, con le sue vicende e i suoi equivoci, ci insegna perciò che le cose più sono belle e i sentimenti più sono forti, più fanno soffrire, ma non per questo bisogna privarsi della felicità di viverli, ricordando di essere sempre se stessi.

 

Autore: Maresa Palmacci


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