AVE, CESARE!

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Titolo Originale: Hail, Caesar!
Paese: USA, Regno Unito
Anno: 2016
Regia: Joel e Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel e Ethan Coen
Produzione: Working Title Films
Durata: 106
Interpreti: George Clooney, Scarlett Johansson, Josh Brolin, Channing Tatum, Tilda Swinton

Eddie Mannix è un produttore di una grande casa cinematografica di Hollywood, la Capitol Pictures, e deve gestire e assicurarsi che le riprese dei film in lavorazione si svolgano con regolarità e senza impedimenti, ma deve anche fare in modo che le alterne vicende della vita privata di attori e registi non creino problemi. L’attore Baird Whitlock viene rapito da un gruppo di comunisti antiamericani sul set dell’ultimo colossal della Capitol, Ave, Cesare!. Così Eddie si trova a dover negoziare con i rapitori di Baird mentre il resto degli attori della Capitol non smette di sottoporgli problemi personali e professionali da risolvere…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Con ironia il film sottopone alla considerazione dello spettatore diversi aspetti umani sottesi al complesso mondo del cinema: la differenza tra immagine pubblica e immagine privata e la difficoltà di riuscire a tenere i due aspetti separati; la complessità del funzionamento della macchina cinematografica soprattutto quando si trova a voler trasmettere contenuti di un certo livello.
Pubblico 
Tutti
Il film non presenta nessuna scena problematica per la visione
Giudizio Artistico 
 
Ave, Cesare! è un film soprattutto fatto di regia, un gioco di equilibri in cui comicità, spettacolo, ironia e riflessione si alternano e si bilanciano. Tuttavia, per quanto ben gestiti, tutti questi elementi finiscono per confondere lo spettatore e non consentono di cogliere a pieno le fin troppo numerose sfumature della narrazione e le ancor più numerose citazioni e riflessioni proposte all’interno delle sequenze.

Ave, Cesare! è l’ultimo, spettacolare lavoro dei Fratelli Coen: un racconto corale, ironico e brillante che celebra e contempla il cinema degli anni ’50 senza scadere mai nel gusto della rievocazione retrò. Un film dalla trama semplice in cui però si intersecano tra loro numerosi e diversi spaccati di personaggi e prospettive di un’epoca indubbiamente affascinante: storie in technicolor che fanno assaporare un ambiente ormai quasi leggendario. Ave, Cesare! si avvale di un cast di grandi stelle, quali George Clooney, Scarlett Johansson, Josh Brolin, Channing Tatum e Tilda Swinton, che si alternano con ritmo ed equilibrio in scene rapide, vivaci ed esaustive.

Per descrivere in breve Ave, Cesare! probabilmente le parole migliori sono proprio quelle di Eddie Mannix, il fixer, cioè colui che deve tener lontani lontani dagli scandali in cui si vanno a ficcare le star che stanno lavorando all’ultimo  film di un grande  Studio : “Qui alla Capitol Pictures siamo sotto gli occhi di milioni di persone per l’informazione, il conforto e, sì, l’intrattenimento: e noi glielo daremo. Un esercito di tecnici, attori e artisti di spicco lavora sodo per portare sullo schermo il nostro titolo più importante dell’anno. Ave, Cesare! è un film di prestigio con una delle maggiori star del mondo: Baird Whitlock”.

Nel film Eddie (Josh Brolin) è anche il produttore esecutivo della Capitol Pictures. Il suo personaggio è liberamente ispirato ad una figura realmente esistita ad Hollywood, Joseph Edgar Allen John "Eddie" Mannix, ma il protagonista di Ave, Cesare! si discosta molto dal suo originale e dalle controverse sue vicende personali. L’Eddie del film è sposato con una casalinga molto amorevole con cui ha due figli ed è un cattolico con una seria vita interiore.

George Clooney interpreta con grande spirito un attore di spicco hollywoodiano, Baird Whitlock, considerato una vera star ma che nella realtà è un personaggio con poco cervello e un debole per l’alcool. Baird, sta interpretando il ruolo di un centurione romano nell’ultimo colossal prodotto dalla Capitol sulla Passione di Gesù, ma viene rapito sul set, senza troppa difficoltà, da un gruppo di ferventi comunisti. Gli intellettuali che sequestrano l’attore sembrano la parodia, forse casuale ma comunque significativa, del gruppo degli Hollywood Ten presenti nell’ultimo film di Jay Roach (L’utima parola- La vera storia di Dalton Trumbo) in cui Bryan Cranston (nominato agli ultimi Oscar) interpreta il ruolo di Trumbo.

Come è nello stile dei fratelli Coen, le citazioni abbondano e fanno riferimento ad una storia nella storia che induce a numerose riflessioni. Come ad esempio accade nel caso del personaggio interpretato da Scarlett Johansson, DeeAnna Moran, una giovane atleta di nuoto sincronizzato che recita con successo nelle produzioni musicali di Hollywood. DeeAnna rimane incinta durante le riprese del suo film ma non è sposata, così la principale preoccupazione di Eddie è quella di trovare per lei una soluzione dignitosa alla questione prima che la stampa ne venga a conoscenza e gridi allo scandalo. La breve vicenda offre una simpatica riflessione sul cambiamento dei tempi: ciò che in passato veniva considerato uno scandalo da evitare oggi costituisce un’occasione per aumentare la propria popolarità mediatica.

La figura di Eddie rappresenta in realtà proprio il desiderio di un cinema di qualità che possa esistere depurato da tutto il sistema glamour e mondano che inevitabilmente lo contamina. In una scena infatti Mannix si trova impegnato in una difficile ma coinvolgente e divertente conversazione teologica con gli esponenti di varie confessioni cristiane ed un rabbino in merito all’accoglienza da riservare ad un film basato sulla Passione di Gesù. Ma subito dopo viene pressato dalle insistenti richieste di due giornaliste gemelle (interpretate da un’unica splendida Tilda Swinton) che lo assediano per ricevere informazioni dettagliate sulla vita privata dei suoi attori. Eddie gestisce i due aspetti di questo mondo, diviso tra sostanza ed apparenza, con straordinaria diplomazia. Tuttavia ha anche lui le sue debolezze che lo mettono in crisi e di fronte alla proposta allettante di una carriera professionale più facile e maggiormente remunerativa rischia di cedere alla tentazione di abbandonare tutti al proprio destino.

Anche le scenografiche coreografie musicali che arricchiscono il film, nella loro pesantezza un po’ kitsch, danno la misura di quanto nel cinema sia tutto sommato più facile realizzare sequenze spettacolari che non di vero contenuto e spessore. 

Per sintetizzare il contenuto di questo film si potrebbe utilizzare un’altra battuta di uno degli interpreti: “Se solo fosse così facile”: perché Ave, Cesare! racconta proprio la complicata pazzia dell’industria cinematografica vista attraverso l’intelligente e sarcastico sguardo dei fratelli Coen.

Autore: Vania Amitrano


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