TRUST

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Titolo Originale: Trust
Paese: USA
Anno: 2010
Regia: David Schwimmer
Sceneggiatura: Andy Bellin, Robert Festinger
Produzione: DARK HARBOR STORIES, NU IMAGE
Durata: 106
Interpreti: Clive Owen, Catherine Keener, Liana Liberato

Annie ha 14 anni e la sua vita scorre serena, con due genitori affettuosi, due fratelli simpatici e un serio impegno nella squadra scolastica di basket. Non ha un ragazzo ma chatta continuamente con un ragazzo conosciuto via Internet, Charlie. Con lui riesce a confidarsi su cose di cui non parla neanche con la sua migliore amica e trova piena comprensione. Nasce fra i due una bella intesa, che resiste anche quando Charlie le confessa di non esser suo coetaneo ma di avere 25 anni. Quando poi Annie decide di incontrarlo all'insaputa dei suoi genitori, scopre che si tratta in realtà di un uomo di 35 anni…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un film che documenta molto bene i pericoli che possono provenire da Internet e le lacerazioni psicologiche che queste vicende comportano ma mostra una famiglia non all’altezza della situazione
Pubblico 
Maggiorenni
Anche se mancano immagini esplicite, il tema trattato è verbalmente scabroso
Giudizio Artistico 
 
Il film riesce a sviluppare un’analisi psicologia in profondità dei personaggi di fronte a una situazione drammatica. Risultano inespresse le vere motivazioni che hanno consentito lo sviluppo della tragedia

Quando, nel film La ciociara, sia la protagonista Cesira (Sophia Loren) che sua figlia dodicenne, Rosetta, vengono violentate dalle truppe marocchine al seguito dell’esercito francese, il colloquio madre-figlia si interrompe. Il cuore di Rosetta si indurisce: pensa che il tempo della tenerezza è finito e che, nel suo nuovo stato, può ormai considerarsi maggiorenne disponendo di un nuovo, insolito, potere che le consente di avvicinarsi agli uomini senza provare nulla.

Qualcosa di simile accade in questo Trust: dopo che la quattordicenne Annie ha avuto un rapporto con un uomo molto più grande di lei, invece di cercare rifugio nella famiglia, entra in conflitto con i suoi genitori e con la sua amica più intima: non accetta di venir investigata psicologicamente e fisicamente (interviene anche l’FBI che cerca di determinare se c’è stato un atto di violenza o meno) ma protegge con rabbia la sua intimità aggrappandosi all’idea che l’atto compiuto corrisponda all’esperienza di una ormai-donna verso un vero amore.

Il regista David Schwimmer analizza con puntiglio e meticolosità i passaggi emotivi dei protagonisti a seguito di quest’evento drammatico, dividendo nettamente il film in due parti: quella che precede l’incontro dei due internauti in un albergo e le reazioni che quest’evento scatena nel padre (Clive Owen), nella madre (Catherine Keener) e nella ragazza stessa (Liana Liberato).

Se la prima parte è abbastanza breve ma sufficiente per sviluppare l’abilità del seduttore che conquista progressivamente la fiducia dell’adolescente rivelandole la sua età solo quando lei ormai ha riposto tutta la sua fiducia in quella relazione, molto più dettagliata è la seconda parte, dove prendono il sopravvento i conflitti interni del padre, che oscilla fra la smania di vendicare con violenza la sua figlia offesa, e lo sforzo di cercar di comprendere il punto di vista di sua figlia che ancora difende quel Charlie che ha incontrato. In un litigio risolutivo fra i due genitori, la madre rimprovera al marito di non preoccuparsi relamente di cosa stia provando sua figlia ma di meditare solamente un atto di vendetta.

Il film, come già Disconnect, che tratta lo stesso tema, pone bene in evidenza i pericoli che possono scaturire  dal riporre troppa fiducia in amici conosciuti via Internet: un ambiente tanto aperto quanto è facile occultarsi (il film mostra bene quanto sia facile celare la propria vera identità via Internet) ma è carente sulle motivazioni che hanno portato Annie a cercare il suo unico vero amico in un internauta, nonostante la sua vita serena sia in famiglia che a scuola. Il film accenna, senza approfondire il tema, all’esistenza un ambiente rilassato sulle tematiche sessuali. Il padre, che lavora nel marketing di un’azienda di vestiti, gestisce pubblicità disinvolte con giovani ragazze poco vestite, che potrebbero avere poco più dell’età di sua figlia. Annie, in un party a cui partecipa, ha modo di notare che alcune sue colleghe girano per la sala a seno nudo. Il film non si tira indietro nel raccontare i dettagli scabrosi della vicenda anche se lo fa più con le parole che con le immagini e bisogna riconoscergli un assenza di compiacimento diversamente da altri film del genere (come Student Services) ma è reticente proprio quando non sarebbe stato necessario. Annie non è semplicemente alla ricerca del flirt romantico ma ha una percezione sbagliata della sessualità, tema che non trova un maggiore sviluppo. Il film, senza forse volerlo, mostra un ritratto fallimentare della famiglia: una famiglia che ha perso il suo potere normativo, cioè la sua capacità di trasmettere il senso del bene e del male e si limita a svolgere un compito di rassicurazione affettiva.

Autore: Franco Olearo


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