THE BURNING PLAIN IL CONFINE DELLA SOLITUDINE

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Titolo Originale: Burning Plain
Paese: USA
Anno: 2008
Regia: Guillermo Arriaga
Sceneggiatura: Guillermo Arriaga
Produzione: Todd Wagner e Mark Cuban per 2929 Productions
Durata: 109'
Interpreti: Charlize Theron, Kim Basinger, Joaquim De Almeida, John Corbett

Sylvia è la manager di un ristorante negli Usa, ma si è lasciata alle spalle in Messico un’altra vita, segnata profondamente e dolorosamente dalla morte della madre, bruciata viva insieme al suo amante. Ed è questa storia, da cui era nato un forte benché anomalo rapporto tra la stessa Sylvia e il figlio dell’amante di sua madre Gina, ad intrecciarsi al presente, fino ad una resa dei conti che non può essere elusa.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una madre che aveva abbandonato la figlia anni prima, scopre la possibilità del perdono senza il quale la vita non ha senso. Riesce così a trovare la forza di rischiare, di ricominciare riconoscendo il valore di un legame di sangue che può essere nato dal dolore e dal senso di colpa, ma resta prima di tutto una promessa di felicità.
Pubblico 
Maggiorenni
Scene di nudo, a contenuto sessuale e di tensione
Giudizio Artistico 
 
Lo sguardo di Arriaga è, come è nella sua abitudine, pieno di partecipazione per la sofferenza dei suoi personaggi, anime perdute che si dibattono nel tentativo di fare i conti con il proprio limite

Ricorrendo con moderazione al suo tradizionale stile di scrittura a mosaico (in questo caso sono solo due i piani temporali che si incrociano ed è relativamente facile intuire le connessioni tra i personaggi del passato e del presente), Arriaga (sceneggiatore di Babel e21 grammi) passa alla regia per narrare una vicenda dolorosa di amori perduti, di tradimenti ed errori, verrebbe da dire in una parola, di umano peccato a cavallo del confine tra Stati Uniti e Messico.

È il senso di colpa, infatti, che ha reso così disordinata e infelice la vita di Sylvia, a cui il successo professionale non consente di dimenticare un passato complicato, mentre la ripetizione inane di relazioni senza sbocco non la aiuta a superare il dolore.

La radice di tanta infelicità si annida nell’adolescenza, dove protagonista diventa l’inquieta madre di Sylvia, una donna menomata nel corpo dalla lotta contro un tumore al seno, che sembra ritrovare al serenità solo tra le braccia di un amante, una relazione che travalica i confini tra due popoli, ma soprattutto quelli tra due famiglie, che alla fine saranno da essa dolorosamente segnate.

Dalla sua morte, in un incidente che forse non è tale, si origina un difficile rapporto tra due ragazzi troppo giovani per comprendere fino in fondo l’accaduto, un abbandono al sentimento che non è naturalmente risposta sufficiente al dolore della perdita.

Lo sguardo di Arriaga è, come è nella sua abitudine, pieno di partecipazione per la sofferenza dei suoi personaggi, anime perdute che si dibattono nel tentativo di fare i conti con il proprio limite.

Ma se per il personaggio di Kim Basinger l’esito tragico arriva al termine di un travaglio in cui a prevalere è l’abbandono a una passione che pare totalizzante, più interessante è il percorso di quello interpretato da Charlize Theron. Di fronte allo sguardo della figlia che aveva abbandonato anni prima, infatti, Sylvia prima fugge, poi rischia di guardare in faccia gli errori del passato e infine scopre la possibilità del perdono senza il quale la vita non ha senso.

Ed è solo così che l’essere umano può trovare la forza di rischiare, di ricominciare riconoscendo il valore di un legame di sangue che può essere nato dal dolore e dal senso di colpa, ma resta prima di tutto una promessa di felicità.

Autore: Franco Olearo


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