FREEHELD - Amore Giustizia Uguaglianza

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Titolo Originale: Freeheld
Paese: USA
Anno: 2015
Regia: Peter Sollett
Sceneggiatura: Ron Nyswaner
Produzione: NCOGNITO PICTURES, ENDGAME ENTERTAINMENT, DOUBLE FEATURE FILMS, HEAD GEAR FILMS, METROL TECHNOLOGY
Durata: 103
Interpreti: Julianne Moore, Ellen Page, Michael Shannon, Steve Carell

Negli States la vicenda di Freeheld è assai nota, non solo per la cronaca, ma anche per un documentario basatosu di lei,  che nel 2008 vinse l’Oscar per la sua categoria. Freeheld racconta la vera storia di Laurel Hester, brillante tenente di polizia del New Jersey, che nel più difficile momento della sua vita, mentre lotta contro una forma terminale di tumore ai polmoni, intraprende una dura battaglia in difesa del futuro della sua giovane compagna, Stacie Andree. Dopo aver tenuto nascosto per anni a tutti la sua omosessualità, in virtù dell’amore profondo che la lega a Stacie, Laurel decide di manifestare apertamente il suo orientamento sessuale e la sua convivenza. Tuttavia nonostante l’unione civile con cui le due decidono di legarsi, a Laurel viene negato il diritto di passare alla propria compagna, dopo la morte, la pensione che consentirebbe a Stacie di estinguere il mutuo sulla casa in cui vivono...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film utilizza una storia realmente accaduta, appellandosi a tutta la partecipazione emotiva possibile da parte del pubblico (malattia di cancro allo stadio finale, battaglia per il rispetto delle persone con inclinazione omosessuale) per trasformarla in apologia del riconoscimento dei matrimoni omosessuali, anche se questo aspetto non era affatto presente nella storia originaria
Pubblico 
Adolescenti
Occorre maturità di giudizio per analizzare i temi trattati
Giudizio Artistico 
 
Nonostante l’impegno delle protagoniste e del bravo Michel Shannon, la narrazione scade ripetutamente in un sentimentalismo melenso e in una retorica eccessiva

Un cast di tutto rispetto per Freeheld, di  Peter Sollet, presentato alla Festa del Cinema di Roma. Julianne Moore, fresca di Oscar, ed una poliedrica Ellen Page sono la coppia protagonista del film, accompagnate da un assai convincente Michael Shannon e da Steve Carell, significativa nota di colore della storia. Tutti impegnati in un tema, quello dei diritti degli LGBT, certamente attuale, ma ormai nient’affatto nuovo per il cinema, nemmeno per quello italiano che proprio in questi giorni vede nelle sale il film Io e lei, in cui Margherita Buy e Sabrina Ferilli vivono le difficoltà di una coppia omosessuale.

Il film porta lo stesso nome del documentario ma decide di approfondire anche un aspetto della vicenda poco trattato nel primo, il periodo iniziale in cui Laurel e Stacie vissero la parte più felice della loro relazione. Tuttavia proprio questo rappresenta forse uno dei punti deboli del film. Nel tentativo di creare empatia con lo spettatore presentando gli aspetti più umani ed emotivamente coinvolgenti della vicenda, la narrazione scade ripetutamente in un sentimentalismo eccessivo e melenso.

La parte iniziale della storia pone fortemente l’accento sulla difficoltà delle due protagoniste a vivere con libertà e serenità, tanto nella vita professionale quanto in quella privata, non solo la propria relazione omosessuale ma prima ancora la loro condizione di donne indipendenti.  Il film sottolinea da subito infatti la situazione di svantaggio sociale in cui si trovano Laurel e Stacie, che, per affermare le proprie capacità e competenze e vivere una vita come una normale coppia regolare, sono costrette a compiere sforzi e sacrifici superiori agli altri e soprattutto rispetto a quelli degli uomini.

In realtà questo genere di retorica crea un certo disturbo in un film che, anche nella sceneggiatura, dichiara apertamente di non voler fare politica, ma di voler solo descrivere il vissuto personale e gli aspetti umani della vicenda. In tal senso è difficile non pensare al predecessore cinematografico, Philadelphia, soprattutto se si considera che lo sceneggiatore, Ron Nyswaner, è stato lo stesso per tutte e due i film, che a ben vedere potrebbero sembrare proprio l’uno la prosecuzione storica dell’altro.

In definitiva, sebbene si possa notare in Freheld un notevole sforzo nell’evitare ogni intento polemico da un punto di vista politico, la stessa vicenda giudiziaria è tratta in modo estremamente semplificato, il film non riesce a celare  una certa spinta propagandista verso la delicata questione dei matrimoni gay. E’ vero infatti che nel corso di tutto il film Laurel si ostina a voler mantenere il discorso solo ed esclusivamente sul piano dei diritti umani, mentre per contrappasso il ruolo del sostenitore dei matrimoni omosessuali è affidato con grande sarcasmo al simpatico Steve Carell, gay ebreo e dunque ironicamente appartenente alla minoranza più esasperata. Tuttavia la sottolineatura finale sull’esito della battaglia che ha portato lo stato del New Jersey negli anni ad approvare i matrimoni gay finisce per sconfessare ogni iniziale intenzione di estraneità in merito al discorso politico.

Autore: Vania Amitrano


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