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Titolo Originale: Pan
Paese: USA
Anno: 2015
Regia: Joe Wright
Sceneggiatura: Jason Fuchs
Produzione: BERLANTI PRODUCTIONS
Durata: 111
Interpreti: Hugh Jackman, Garrett Hedlund, Rooney Mara, Levi Miller

Peter, nel 1941, ha dodici anni e vive in un orfanatrofio di Londra, subendo numerose angherie e umiliazioni. Una notte viene rapito, assieme ad altri compagni, da una nave che vola, per esser condotto nell’Isola che non c’è per lavorare come schiavo nelle miniere del pirata Barbanera. Con l’aiuto di un altro prigioniero, James Hook e della ragazza guerriera Tiger Lilly, cercheranno di salvare l’isola dalla dittatura del pirata. Una profezia dice che saranno salvati da un ragazzo che sa volare e c’è il sospetto che questo ragazzo sia proprio Peter…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film manifesta uno spirito anti-cattolico e contro ogni forma di religione in genere
Pubblico 
Adolescenti
Si avvisano i genitori che il film mostra un atteggiamento anticattolico e c’è una breve sequenza che risulta ben poco rispettosa nei confronti di una statua che raffigura la Madonna
Giudizio Artistico 
 
Il film cerca di stordire lo spettatore con una profusione di effetti speciali molto ben realizzati ma la storia, per chi conosce la versione di Walt Disney, non riesce a decollare

Sappiamo tutti che Peter Pan raggiunge la casa di Wendy entrando dalla finestra  e poi, con l’aiuto della polvere magica di Trilli , la fa volare, assieme ai suoi fratellini, fino all’Isola che non c’è.

Viene quindi spontaneo domandarsi:  come mai Peter si trova su quell’isola? E’ un nativo del posto oppure è anche lui un essere umano che in qualche modo, per qualche mistero collegato alla sua nascita, ha acquisito poteri speciali?

 Sono le domande che hanno stimolato la realizzazione di questo racconto delle origini di Peter (solo alla fine lo vedremo volare), un blockbuster per ragazzi , interamente realizzato negli studi Leavenseden di Londra.

Gli sceneggiatori hanno svilippato un percorso di crescita di Peter che, da bambino povero e maltrattato in un orfanatrofio, portato a forza nell’Isola che non c’è per lavorare come schiavo nelle miniere del minaccioso Barbanera, riesce progressivamente a trovare la necessaria fiducia in se stesso (inclusa la capacità di volare) e a scoprire il segreto della sua origine.

Il punto chiave che hanno dovuto affrontare gli sceneggiatori, per rendere più evidente la crescita umana di Peter,  è stato quello di individuare un ambiente che esprimesse bene le umiliazioni e i soprusi che il ragazzo era costretto a subire e da lì far partire il il suo percorso di crescita.

Non c’è miglior soluzione, hanno pensato gli autori, che ambientare l’inizio del film in un orfanatrofio diretto da suore cattoliche. Ecco che le suore affamano i bambini, mentre loro si concedono pranzi succulenti; in uno scantinato segreto (per accedervi basta girare il naso di una statua della Madonna) nascondono tutto l’oro che hanno accumulato vendendo i bambini al pirata Barbanera. Peter viene anche umiliato psicologicamente, perché la suora superiora gli ricorda continuamente che non vale niente, abbandonato perfino da sua madre. Come ha argutamente osservato il recensore  che ha giudicato questo film nel Catholic News Service americano, le difficoltà e gli ostacoli che Peter dovrà successivamente superare nell’Isola che non c’è, sono niente in confronto alle punizioni e alle umiliazioni che ha dovuto affrontare in questo orfanatrofio cattolico, anche perché la fede è vista chiaramente come ostacolo alla crescita umana del ragazzo.

Stiamo parlando di un blockbuster per ragazzi e in genere i produttori, per nessun altro motivo se non quello di guadagnare più soldi, stanno sempre attenti a risultare graditi a un pubblico il più ampio possibile; è facile notare, nelle produzioni più recenti, la presenza di co-protagonisti cinesi o indiani per riuscire ad accaparrarsi questi mercati in crescita. Evidentemente persiste ancora un sentimento diffuso, nel mondo anglosassone, secondo il quale tutto quello che ha a che fare con il cattolicesimo può venir ridicolizzato senza problemi.

Con ben poca coerenza, il film prosegue con riferimenti chiaramente religiosi: nell’isola che non c’è si parla di strane profezie e dell’attesa di un messia-bambino che salverà i nativi dai soprusi del pirata Barbanera. Una volta stabiliti chi sono i cattivi e chi sono gli alleati buoni, il film prosegue in modo alquanto meccanico, riversando sullo spettatore una cornucopia di effetti speciali, da navi che si combattono fra le nuvole, a coccodrilli giganteschi e tantissime piccole fate che si raccolgono in strane nuvole luminose, pronte a combattere a fianco di Peter.

Ci si potrebbe domandare, alla fine del film, come mai mancano le figure di Wendy e di Trilli, mentre James Hook ha ancora entrambe le mani ed è addirittura amico di Peter. Bisogna solo aver pazienza: arriverà presto l’immancabile sequel.

Autore: Franco Olearo


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