ALASKA

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Titolo Originale: Alaska
Paese: Italia, Francia
Anno: 2015
Regia: Claudio Cupellini
Sceneggiatura: Filippo Gravino, Guido Iuculano, Claudio Cupellini
Produzione: Indiana Pruduction, Rai Cinema, 2.4.7. Films
Durata: 125
Interpreti: Elio Germano, Astrid Bergès Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich

Alaska è la discoteca che nasce nel bel mezzo della storia del film, ma è soprattutto l’insegna al neon che emette la stessa luce fredda che illumina la maggior parte delle scene. Protagonisti di questa storia sono Nadine (Astrid Begès Frisbey), una giovane e bella francese di 20 anni, e Fausto (Elio Germano), un italiano che vive a Parigi e lavora come cameriere in un grande albergo. I due si incontrano per caso sulla terrazza dell’hotel e tra loro nasce subito un forte sentimento. Per fare colpo su Nadine, Fausto finisce in prigione per due anni durante i quali non smette di pensare e scrivere a lei. Intanto la giovane ragazza diventa una modella professionista. Uscito dal carcere Fausto ritrova Nadine e va a vivere con lei. I due cominciano una storia d’amore intensa ma ostacolata dal desiderio di lui di migliorare la propria condizione. Le loro vite sembrano dividersi, ma proprio quando Fausto sta per sposare la figlia di un ricco imprenditore, torna in aiuto di Nadine….

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I protagonisti, Nadine e Fausto, si riconoscono ciascuno nella solitudine dell’altro; si tratta di un amore individualista, che, nonostante il percorso tortuoso e lungo 5 anni, in realtà non arriva mai, nemmeno alla fine, a maturare.
Pubblico 
Maggiorenni
Numerose scene di violenza e sesso
Giudizio Artistico 
 
Le situazioni problematiche di delinquenza e le grandi aspirazioni al guadagno, che fanno tanto pensare alla serie Gomorra, di cui Cupellini ha diretto numerosi episodi, si intrecciano alla storia d’amore tra i due, in un confluire di generi diversi, che lo avvicinano più alla fiction che ad un prodotto per il cinema.

Alaska è un film ricchissimo tanto per la storia, articolata e complessa, quanto per i temi, numerosi e diversi, che Cupellini cerca di affrontare. Si parla di amore e di odio, di sogni e di paure, di dolore e speranze, di inganno, amicizia e morte, tutto insieme in un susseguirsi di alti e bassi. Il film racconta gli errori, le cadute e i tradimenti dei due protagonisti per ben 125 minuti, in un confluire di generi diversi, che lo avvicinano più alla fiction che ad un prodotto per il cinema.

Il film risente di un clima carico d’ansia e di una certa irrisolvibile tristezza a cui non c’è mai tregua e che appesantisce la visione. Le situazioni problematiche di delinquenza e le grandi aspirazioni al guadagno, che fanno tanto pensare alla serie Gomorra, di cui Cupellini ha diretto numerosi episodi, si intrecciano alla storia d’amore tra i due, ma restano passaggi di una narrazione che non porta i protagonisti ad una vera crescita. La storia d’amore tra Nadine e Fausto parte dall’incontro dei due che si riconoscono ciascuno nella solitudine dell’altro; si tratta di un amore individualista, che, nonostante il percorso tortuoso e lungo 5 anni, in realtà non arriva mai a maturare veramente. Il film vorrebbe rappresentare una sorta di cammino dei due protagonisti verso una concezione dell’amore e della felicità intesa più come dono da offrire che come furto e traguardo da raggiungere anche a discapito degli altri. Eppure il messaggio fatica ad arrivare. Il discorso si perde in un impianto drammaturgico articolato e affollato di momenti e passaggi assai diversificati tra loro. Anche la conclusione del film vorrebbe rivelare come Nadine e Fausto riescono, dopo tanti errori, a riconoscere nella reciproca donazione di sé la scoperta della felicità che avevano cercato lungo strade sbagliate. Ma dopo aver raccontato in modo scrupoloso e quasi sovrabbondante sia i personaggi che gli eventi, il momento cruciale di crescita dei due protagonisti non convince, è descritto in modo poco coerente e sorprendentemente frettoloso, tanto da risultare poco credibile, quasi favolistico e in definitiva dissonante rispetto al resto del film. 

Autore: Vania Amitrano


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