LO STAGISTA INASPETTATO

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Titolo Originale: The Intern
Paese: USA
Anno: 2015
Regia: Nancy Meyers
Sceneggiatura: Nancy Meyers
Produzione: NANCY MEYERS, SCOTT RUDIN, ELI BUSH, CHRISTOPHER WOODROW, MOLLY CONNERS
Durata: 121
Interpreti: Robert De Niro, Anne Hataway, Rene Russo

Ben Whittaker è un vedovo settantenne che, desideroso di rimettersi in gioco, decide di partecipare a un programma per “stagisti anziani” presso l’azienda di e-commerce fondata e diretta da Jules Ostin. Jules, prima un po’ recalcitrante alla prospettiva di averlo accanto, scopre un po’ alla volta che Ben potrebbe essere il suo miglior asset nell’affrontare una crisi professionale e familiare…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un film sulla rivincita della terza età: un settantenne si trasforma in angelo protettore di una donna in carriera che fatica a conciliare vita privata e professionale
Pubblico 
Adolescenti
Un paio di scene con allusioni sessuali.
Giudizio Artistico 
 
Ci sono molti spunti interessanti, non tutti sfruttati fino in fondo, sulle dinamiche dei rapporti lavorativi, a quelli sentimentali,e corre il rischio di appoggiarsi più a un’idealizzazione del passato e di chi lo rappresenta che a un realistico ritratto della società di oggi

La rivincita della terza età passa per i modi d’altri tempi (fazzoletto di stoffa alla mano per le lacrime femminili, consigli virili e discorsi cuore in mano al posto di email e whatsapp) e il sorriso onnipresente di un Robert De Niro che da pensionato annoiato si trasforma in angelo protettore di una donna in carriera che fatica a conciliare vita privata e professionale.

Le possibili difficoltà di ambientazione di un ultrasettantenne pensionato in un ambiente lavorativo informatizzato e iperveloce passano ben presto in secondo piano rispetto ai problemi della mamma e moglie lavoratrice Jules, che vorrebbe essere sempre dappertutto e finisce per essere in ritardo e sentirsi in colpa.

Questo nonostante un marito che ha rinunciato a una carriera brillante per fare il mammo e permetterle di decollare con il suo sito di e-commerce specializzato nella moda femminile. Per essere di un paio di generazioni indietro, per altro, Ben mostra vedute assai larghe sul tema del lavoro femminile e si mette immediatamente al servizio della sua principale risolvendo di volta in volta i suoi problemi, che si tratti di una scrivania ingombra, di un autista che si fa un cicchetto di troppo, di una figlia da accompagnare alla festa della scuola, o di una email imbarazzante da cancellare dal computer di mamma. Nel frattempo non disdegna di intrecciare una storia discreta con la massaggiatrice al soldo dell’azienda e all’occorrenza di ospitare un compagno di stage che i genitori hanno deciso finalmente di buttare fuori di casa.

Il film della Meyers ha molti spunti, non tutti sfruttati fino in fondo: dalle dinamiche dei rapporti lavorativi (quelli odierni, magari meno formali, ma non certo più semplici e lineari di quelli di una volta), a quelli sentimentali, con un occhio alle dinamiche di coppia dove lo scambio di ruoli tra marito e moglie, anche il più generoso e concordato, rischia di creare più problemi di quelli che risolve.

Se è interessante il modo in cui l’autrice (famosa per le commedie sentimentali, da Baby Boom a Tutto può succedere) centra una pellicola su un rapporto affettivo non romantico ma comunque assai profondo tra un uomo anziano e una donna ancora giovane, l’onnipresenza benefica di Ben, che non ne sbaglia mai davvero una, rischia però alla lunga indebolire una storia in cui tutti gli altri finiscono per sembrare meno adeguati di lui rispetto al presente. Una considerazione tanto più problematica quando si tratta di Jules, verso cui Ben pure professa una inscalfibile devozione e un’ammirazione profonda, ma che nella storia due volte su tre sembra una ragazzina bisognosa di rassicurazioni e pronta alle lacrime più che una vera professionista.

La storia si chiude su una nota ottimista e conciliatoria che in questi tempi di magra non può dispiacere e tuttavia corre il rischio di appoggiarsi più a un’idealizzazione del passato e di chi lo rappresenta che a un realistico ritratto della società di oggi e delle sfide che attendono le donne lavoratrici, soprattutto quelle senza il benefit di una casa a tre piani nella zona elegante di Brooklyn e la possibilità di campare con un solo stipendio. Perché di fronte alle liste di attesa per gli asili nido e alle epidemie di pidocchi anche Ben Whittaker forse avrebbe un piccolo momento di sconforto.

Autore: Laura Cotta Ramosino


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