IO E LEI

  • strict warning: Non-static method view::load() should not be called statically in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/views.module on line 907.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_validate() should be compatible with views_handler::options_validate($form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_submit() should be compatible with views_handler::options_submit($form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter_boolean_operator::value_validate() should be compatible with views_handler_filter::value_validate($form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter_boolean_operator.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_style_default::options() should be compatible with views_object::options() in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_style_default.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_validate() should be compatible with views_plugin::options_validate(&$form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_submit() should be compatible with views_plugin::options_submit(&$form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 0.
Titolo Originale: Io e lei
Paese: ITALIA
Anno: 2015
Regia: Maria Sole Tognazzi
Sceneggiatura: Ivan Cotroneo, Francesca Marciano, Maria Sole Tognazzi
Produzione: INDIGO FILM, LUCKY RED, RAI CINEMA
Durata: 97
Interpreti: Margherita Buy, Sabrina Ferilli

Marina e Francesca sono due donne sopra i 40. Vivono e lavorano a Roma, dove Marina gestisce una catena di winebar e Federica fa l’architetto. Le due convivono e sono legate da un rapporto omosessuale, innamorate l’una dell’altra. Ma con un distinguo non trascurabile. Marina non si è mai fatta una famiglia, si riconosce lesbica da sempre ed è fiera di esserlo, apparentemente senza dubbi. Francesca al contrario ha alle spalle un figlio e un marito da cui è separata. Inoltre stenta a identificarsi e a dichiararsi gay; parlando (e litigando) con la partner insiste a dire di non essere propriamente omosessuale e di vivere al momento il primo e finora unico amore saffico della sua vita. Questo diverso modo di interpretare e vivere la condizione e l’esperienza omosessuale genera continui malintesi, incomprensioni, diffidenze e risentimenti fra le due donne, portando Marina a un atteggiamento duro e intransigente con la compagna, mentre Francesca dal canto suo vede accentuarsi le proprie insicurezze e crisi identitarie. Il film sviluppa fino alle ultime conseguenze questa complicata dialettica tra le due protagoniste.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La sceneggiatura-teorema degli autori è impostata per dimostrare che le donne non hanno bisogno di maschi. Sono autosufficienti. La famiglia è sopratutto un grande problema; quando se ne parla, è solo per disegnarla negativamente, immiserirla. “Non ne hai avuto abbastanza di fare la moglie e la madre?”, chiede Marina a Francesca.
Pubblico 
Maggiorenni
Vengono sviluppate tematiche e problematiche da persone adulte
Giudizio Artistico 
 
Una commedia drammatica girata dignitosamente e ben interpretata da tutti gli attori ma per la Ferilli ci si trova probabilmente di fronte alla migliore interpretazione della sua carriera. La sceneggiatura tradisce una certa artificiosità, costruita a tavolino per sviluppare una tesi

Ormai non si contano, in tutte le cinematografie, i film sulle tematiche gay, gender ecc., colte via via un in tutte le loro dinamiche. In questo ambito un numero crescente di lavori rende omaggio al cosiddetto women power, portando sullo schermo vicende, situazioni e personaggi legati all’omosessualità femminile. In Io e lei è rappresentato un rapporto saffico in crisi, tormentato, incerto, che vede angoscia, dubbio e sofferenza in entrambe le partner. Le due protagoniste sono rese tutto sommato bene; però mentre Margherita Buy interpreta come al solito se stessa, la donna insicura, nevrotica, inquieta, che non sorride quasi mai, Sabrina Ferilli ci offre secondo noi una delle migliori interpretazioni della sua carriera: la donna lesbica contenta e orgogliosa di esserlo, volitiva e dominatrice, saremmo tentati di dire la figura “dominante” di questo rapporto omosessuale.  

Il film è corretto, tranquillo, non ci sono scene shock, non c’è sesso esplicito. Niente volgarità e il turpiloquio è ridotto all’osso. Solo una volta, mentre sono a letto, Marina sale sul corpo di Federica, per avviare evidentemente un rapporto amoroso; ma il tutto è ripreso per un attimo solo in questo incipit ed avviene sotto le coperte, celato allo spettatore. Esteticamente il film è decoroso, ha ritmo, ma il problema è tutto di ordine morale, sociale e culturale. Ben vengano i film onesti su questi temi, come pure i film – come questo, ed è un suo merito – dove è rappresentata tutta la difficoltà e le complicazioni del rapporto gay. Non sono tutte rose e fiori, come fanno pensare i sorrisi e gli abbracci dei protagonisti di certe cerimonie in municipio. In questo il film è onesto; ma non lo è più quando nel finale accelera gratuitamente e diventa a senso unico. Lanciando nelle sequenze conclusive questo messaggio: la famiglia tradizionale fa acqua da tutte le parti, tra litigi, corna e ipocrisie; le lesbiche in crisi non risolvono i problemi tornando in famiglia o gettandosi in braccia maschili, ma solo andando avanti su una strada che, per gli sceneggiatori Ivan Cotroneo, Francesca Marciano e Maria Sole Tognazzi (che è anche la regista ) è e deve rimanere irreversibile. Infine gli uomini, i maschi, che ci stanno a fare? Mariti, amanti o vecchie fiamme, non vedono l’ora di “scappare” e di starsene tra loro. Le donne non hanno bisogno di coniugi o fidanzati così. Anzi sono tutti così, dice la sceneggiatura-teorema degli autori. Le donne non hanno bisogno di maschi. Sono autosufficienti, si capiscono (e si soddisfano) tra loro.                                                                                                          

Autore: Mario Spinelli


Share |