LE STREGHE SONO TORNATE

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Titolo Originale: Las brujas de Zugarramurdi
Paese: SPAGNA, FRANCIA
Anno: 2014
Regia: Álex de la Iglesia
Sceneggiatura: Álex de la Iglesia, Jorge Guerricaechevarría
Produzione: ENRIQUE CEREZO PRODUCCIONES CINEMATOGRÁFICAS S.A., LA FERME! PRODUCTIONS, ARTE FRANCE CINÉMA
Durata: 112
Interpreti: Hugo Silva, Mario Casas, Carmen Maura, Carolina Bang

Josè, un marito divorziato che non ha i soldi per sbarcare il lunario e decide di organizzare con altri complici, spiantati come lui, una rapina in un negozio di compro oro. Porta con sè anche Sergio, il figlio di dieci anni perché è quello il suo giorno di affido. Sergio si diverte moltissimo anche se la polizia arriva subito e Josè riesce a fuggire su di un taxi sequestrato con il figlio e Antonio, uno dei ladri. Inseguiti dalla polizia, si dirigono verso la Francia e si fermano nel paese di Zugarramurdi. Non sanno che quel posto è frequentato da streghe…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il tono è globalmente irriverente anche se attenuato dall’ironia e alla fine l’amore trionfa
Pubblico 
Maggiorenni
Qualche scena macabra con taglio di membra, incluso un mostro che mangia un bambino, può impressionare i più piccoli. Qualche allusione sensuale
Giudizio Artistico 
 
Il regista Alex de la Iglesia e lo sceneggiatore Jorge Guerricaechevarría si confermano molto bravi nel toccare molteplici corde: alcune parti sono un action-movie molto teso, altre un barocco fanta-horror

“Le donne sono come dei ragni. Stendono una rete intorno a te. Una rete confortevole, piacevole, ti senti a tuo agio… e poi, bang! Ti iniettano il veleno”. Questo e altri discorsi misogini riempiono l’ultimo film di Alex de la Iglesia. Il simbolo che appare già nei titoli di coda e che poi nel finale si incarna mostruosamente è la Venere di Willendorf, statuetta preistorica deformata nei suoi attributi femminili. In effetti gli uomini di questa nuova storia grottesca, irriverente  e surreale, a cui il regista ci ha ormai abituato, sono tutti pateticamente fragili: il protagonista Josè è un marito divorziato e disoccupato che per riuscire a mandare suo figlio di 10 anni a Disneyland organizza una rapina; Antonio vive da parassita con una ragazza che tutto decide e che porta i soldi a casa; gli ispettori Calvo e Pacheco hanno avuto tante tristi esperienze sentimentali e ora  preferiscono vivere da soli. Come se non bastasse,le figure femminile del film sono tutte delle streghe e chi non lo è, finirà per diventarlo. Il sabba di streghe nella parte finale del film, dove dei malcapitati uomini rischiano di venir bruciati vivi in un sacrificio cruento in onore del dio-donna, ricorda lo stesso finale del film Il prescelto (The Wicker Man del 2006, a sua volta un remake dell’originale del 1973), il vertice dei film androgini.

Un accostamento con Il prescelto, a parte l’analogia del tema, sarebbe alquanto ingiusto (il prescelto era stato candidato come peggiore film dell’anno) mentre il film spagnolo è piacevole nella sua sgradevolezza: le scene orride, il gusto per la trasgressione sono attenuate da un’ironia di fondo, una satira pungente che pervade tutto il film. Si tratta di una comicità surreale dove alla fine nessuno muore né la satira sembra orientarsi verso in una direzione prevalente, tranne (ma questo è sempre troppo facile) che nei confronti della Chiesa: vediamo delle suore mescolata fra le streghe  e un ladro che si è camuffato da Gesù con la croce.

Alex  de la Iglesia si conferma un bravo regista nella sua poliedricità: è efficace nelle scene di azione poliziesche così come nel creare la scena del sabba di streghe, dove mostra tutto il suo talento visionario, degno di un quadro di Goya. Il film mantiene un buon ritmo (più lento nella parte finale) che ci aiuta a  dimenticare gli eccessi di Ballata dell’odio e dell’amore e si accosta di più al divertente umorismo nero di Crimen perfecto.

Se è vero che Alex de la Iglesia ama mescolare i generi per sorprenderci, tutto potevamo aspettarci tranne che finisse per sviluppare una trama   dove l’amore uomo-donna ritrova il suo giusto equilibrio e la cura dei figli resta la cosa più importante.

Credo che ci sia poco da cantar vittoria: il lupo perde il velo ma non il vizio e le streghe sono pronte a prendersi la loro rivincita..

Autore: Franco Olearo


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