BIRDMAN

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Titolo Originale: Birdman
Paese: USA
Anno: 2014
Regia: Alejandro González Iñárritu
Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris Jr., Armando Bo
Produzione: NEW REGENCY PICTURES, M. PRODUCTIONS, LE GRISBI PROD
Durata: 119
Interpreti: Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone, Naomi Watts

Riggan Thomson, attore famoso per aver interpretato il celebre supereroe 'Birdman' e ormai non più giovane, tenta di tornare alla ribalta rischiando il tutto per tutto, come produttore, regista e attore con una pièce teatrale che verrà messa in scena a  Broadway.  Mentre continua  a rimpiangere i bei tempi in cui faceva film brutti ma di successo, Riggan deve affrontare non poche difficoltà: la critica teatrale non lo stima, il coprotagonista Mike, più noto di lui a Broadway, non fa che ostacolarlo,  la figlia Sam, che ha terminato da poco una cura per disintossicarsi, gli rinfaccia continuamente di averla trascurata da piccola... 

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film presenta con molto sarcasmo una galleria di uomini e donne egocentrici, ambiziosi e incostanti e un pubblico affetto da inguaribile infantilismo. Atteggiamenti negativi che l’autore non esita a presentare come tali
Pubblico 
Maggiorenni
Dialoghi crudi e sessualmente espliciti. Alcune scene sensuali e di nudo
Giudizio Artistico 
 
Tutti i “parametri tecnici” sono al massimo livello: una regia creativa estremamente curata, una sceneggiatura brillante e attori in stato di grazia

I precedenti film di Alejandro  González Iñárritu, Amores Perros, 21 grammi,  Babel, avevano già fatto mostra di un suo approccio originale alla messa in scena ma ora, con questo film, il suo capolavoro fino a questo momento, Alejandro da’ prova di esser riuscito a incanalare la sua energia creativa, spesso trabordante, in una espressione artisticamente matura. Si potrebbe fare un’analisi dettagliata delle soluzioni tecniche da lui adottate per ottenere questo risultato (l’uso continuo di piani-sequenza, gli attori che si alternano nei primi piani con grande fluidità, dialoghi che scavano nel privato e trafiggono come spade) ma ciò che conta è l’effetto netto  sullo spettatore che  “vive” all’interno degli stretti corridoi del teatro e partecipa pienamente ai patimenti esistenziali dei protagonisti.  Il racconto sembra avanzare come spinto da una propria energia interna, non ha momenti di pausa e se può sembrare che le panoramiche su New York costituiscano un momento di stacco fra due sequenze, in realtà la tensione interna si riverbera sulla frenesia di una città  che non va mai a letto.

“Mi sono trovato su di un aereo con George Clooney nel pieno di una tempesta. Tutti gridavano e pregavano ma io era calmo e pensavo a una cosa sola:  che il giorno dopo i giornali avrebbero dato la notizia della morte di Clooney e della mia presenza in quello stesso aereo non ci sarebbe stata alcuna traccia”. E’ questo lo stato d’animo di Riggan, corroso dall’invidia, frustrato nelle sue aspirazioni, perseguitato da una cattiva coscienza che gli ricorda che se avesse continuato a fare quei filmacci travestito da uccello, forse sarebbe ancora presente nel cuore del pubblico. La sceneggiatura ha reso il protagonista doppiamente patetico: non solo per il suo bilancio negativo come artista ma perché è troppo ingenuo per comprendere che il mondo intorno a lui è cambiato: gli basterà dover percorrere, per uno stupido incidente, Times Square in mutande per riuscire a conquistarsi, in pochi minuti, migliaia di followers su Twitter, la vera fonte del successo. Ne sa qualcosa Mike, il coprotagonista, una vecchia volpe di Broadway, arrogante e vanitoso, che non esita ad attaccarlo nel pieno della rappresentazione di un’anteprima, creando il giusto scalpore intorno all’opera, quanto basta per triplicare le prenotazioni al botteghino. Il film si muove continuamente su questi due piani con molto sarcasmo: la fragilità dei singoli, afflitti da un inguaribile egocentrismo e la superficialità della collettività, attratta solo da ciò che desta la curiosità del momento.

Riggan si trova in uno scomodo limbo: per lui è ormai tardi per riprendere i panni del supereroe, troppo audace l’idea di riuscire a venir accolto nel gotha degli artisti di Broadway, le cui porte sono tenute sbarrate per gli estranei da critici livorosi e senza cuore. Non gli resta che volare: in una delle scene più espressive del film, Riggan riprende la sua capacità, come faceva Birdman,  di librarsi fa un grattacielo e l’altro di New York, tipico sogno di chi ha bisogno di liberarsi da un peso.  

I legami affettivi sono coerenti con queste personalità instabili ed egocentriche; matrimoni falliti, relazioni fugaci, maternità incompiute. Forse solo fra Sam e suo padre, dopo un franco confronto senza peli sulla lingua, sembra stabilirsi un graduale riavvicinamento. Ma forse ormai è troppo tardi.

Autore: Franco Olearo


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