LE DUE VIE DEL DESTINO

  • strict warning: Non-static method view::load() should not be called statically in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/views.module on line 907.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_validate() should be compatible with views_handler::options_validate($form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_submit() should be compatible with views_handler::options_submit($form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter_boolean_operator::value_validate() should be compatible with views_handler_filter::value_validate($form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter_boolean_operator.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_style_default::options() should be compatible with views_object::options() in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_style_default.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_validate() should be compatible with views_plugin::options_validate(&$form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 0.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_submit() should be compatible with views_plugin::options_submit(&$form, &$form_state) in /home/fctadmin/public_html/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 0.
Titolo Originale: The Railway Man
Paese: AUSTRALIA, GRAN BRETAGNA
Anno: 2013
Regia: Jonathan Teplitzky
Sceneggiatura: Frank Cottrell Boyce Andy Paterson
Produzione: ARCHER STREET PRODUCTIONS, LATITUDE MEDIA, LIONSGATE, PICTURES IN PARADISE
Interpreti: Colin Firth, Nicole Kidman, Stellan Skarsgård, Hiroyuki Sanada, Jeremy Irvine

Inghilterra, anni ’80. Nel paesino inglese di Berwick-upon-Tweed, ai confini con la Scozia, alcuni veterani della seconda guerra mondiale si riuniscono nel loro circolo; fra di loro c’è Lomax, un appassionato collezionista di cimeli ferroviari. Durante un viaggio in treno Lomax conosce Patti, una infermiera con la quale intrattiene una simpatica conversazione. I due si sposano dopo qualche tempo ma solo allora Patti si accorge dell’instabilità di Lomax: soffre di incubi e di improvvisi cambiamenti di umore perché non si è ancora ripreso dallo shock delle torture subite durante il periodo di prigionia. Un amico di Lomax, veterano anch’esso gli mostra un giornale giapponese dal quale risulta che Nagase, il loro sadico torturatore è ancora vivo e fa il cicerone nel campo di concentramento dei tempi della guerra, ora diventato un museo. Lomax comprende che per liberarsi dai propri incubi non ha altra soluzione che incontrare nuovamente il suo torturatore…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un prigioniero di guerra e un torturatore ritrovano il coraggio morale, decenni dopo la fine del conflitto, di pervenire al pentimento e il perdono
Pubblico 
Maggiorenni
Alcune scene prolungate di tortura inducono a sconsigliare il film alle persone più impressionabili
Giudizio Artistico 
 
Il film risulta incerto sullo stile da adottare, oscillando fra il patetico e il crudo realismo. Ad esclusione del personaggio di Colin Firth, gli altri sono appena abbozzati

Il giovane Lomax è appassionato di ferrovie. Prigioniero dei giapponesi in Thailandia nel 1942, spiega ai suoi compagni di sventura perché gli inglesi avevano anni prima rinunciato a costruire una ferrovia che dalla Thailandia raggiungesse la Birmania. Realizzare una linea ferroviaria è un lavoro disumano, solitamente svolto da poveri immigrati. Le grandi ferrovie americane erano state costruite da contadini cinesi. Le ferrovie inglesi erano state portate a termine da Irlandesi che avevano abbandonato la loro terra per  fame. Per costruire una ferrovia di quel genere,  424 km fra montagne e fiumi da superare,  sarebbe stato necessario un esercito di schiavi. L’amministrazione inglese abbandonò l’impresa ma è  proprio quello che ora vogliono realizzare  i giapponesi con i prigionieri di guerra inglesi e asiatici.

Viene in questo modo espresso in parole (molto meno in immagini) quello che è il tema forte del film: la vita, in stato di brutale  schiavitù, dei prigionieri inglesi in Thailandia per la costruzione della “ferrovia della morte” (costò la vita a più 100.000 persone), un dramma noto al grande pubblico con il film del 1957: “Il ponte sul fiume Kwai”  (7 Oscar).

La storia inizia molto dopo, negli anni ’80 dove un gruppo di veterani si riunisce nel proprio club della cittadina inglese di Berwick-upon-Tweed per bere una birra e parlare del tempo passato. Lomax, ora un signore attempato,  se ne sta sempre in disparte, intento a consultare orari delle ferrovie, la sua inesauribile passione.  L’avvio calmo del film, l’intesa fra il riflessivo Lomax e la dolce ma un un po’ melanconica Patti incontrata in treno (con evidenti somiglianze con il classico “breve incontro” -1945) genera un netto contrasto con il suo sviluppo. Viene abbandonato presto il grigio paesino nel nord d’Inghilterra e il racconto si sposta in Thailandia nel 1942 per farci assistere al regime disumano a cui erano sottoposti i prigionieri inglesi; prosegue negli stessi luoghi negli anni ‘80, quando Lomax si trova faccia  a faccia con il torturatore di un tempo, ora pentito e diventato un pacifista convinto.

Smaltito il primo momento di rabbia, Lomax comprende che la vendetta non arreca alcun giovamento; di fronte a un uomo disposto a riconoscere le sue colpe, Lomax concede il suo perdono. Le didascalie finali del film ci informano che i due uomini, con il tempo, divennero anche amici.

Il film, tratto dal libro autobiografico di Lomax, se è lodabile per il messaggio di pacificazione e perdono che ci trasmette, è deprecabile nella sua messa in opera. 

Ciò che dà soprattutto fastidio è la commistione di stili che non pervengono una sintesi  organica. Si parte dallo spleen dell’incontro fra Lomax e Patti, due persone di mezza età ormai rassegnate a una vita senza sorprese, al periodo della prigionia dove le prolungate e difficilmente sopportabili sequenze di tortura spostano il film verso un realismo esasperato. Il film inizia con Lomas ormai vecchio che trova conforto nel declamare una poesia sul senso della vita che scorre (soluzione che adotterà nuovamente quando si troverà sotto tortura): un espediente che sembra voler costruire un distacco, frapporre un filtro letterario fra lo spettatore e la crudezza degli eventi narrati, un espediente che però resta incompiuto.

Alcuni personaggi restano appena abbozzati. Patti (Nicole Kidman) sembra svolgere la sola funzione di spalla emotiva al tormentato Lomax. Al contempo difficile comprendere come mai il gruppo di veterani che si riuniscono nel loro circolo negli anni ‘80, siano ancora emotivamente condizionati dagli eventi bellici e non abbiano avuto modo di ricostruirsi  una serena vita familiare. 

Autore: Franco Olearo


Share |