CAPTAIN AMERICA - THE WINTER SOLDIER

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Titolo Originale: Captain America: The Winter Soldier
Paese: USA
Anno: 2014
Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely
Produzione: MARVEL ENTERTAINMENT, MARVEL STUDIOS, SONY PICTURES IMAGEWORKS (SPI)
Durata: 136
Interpreti: Chris Evans, Scarlett Johansson, Robert Redford, Sebastian Stan

Captain America, mentre cerca di inserirsi nel XXI secolo, lavora per lo S.H.I.E.L.D accanto al direttore Fury per proteggere il mondo, anche la morale vecchio stile di Steve Rogers lo porta talora a contestare i metodi del direttore. Poi un giorno Fury subisce un attentato mortale per mano del misterioso Soldato d’Inverno. Steve si trova a indagare sulla sua morte insieme a Vedova Nera, l’unica persona di cui sembra si possa fidare. Da eroe nazionale, però, il Capitano si ritrova nemico numero uno e fuggiasco….

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film è tutto pervaso della nostalgia di un tempo in cui scegliere tra giusto e sbagliato era (o almeno sembrava) più facile, portare un’uniforme che è anche una bandiera non era così imbarazzante e i criteri morali sembravano scritti nella pietra e non sull’acqua
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena di violenza nei limiti del genere.
Giudizio Artistico 
 
Il film è l’ennesima conferma che il connubio tra grande blockbuster e cinema intelligente è possibile.

Lo avevamo lasciato spaesato dal risveglio nel XXI secolo alla fine di Captain America. Il primo vendicatore; lo avevamo ritrovato a cercare di far gruppo con gli altri Vendicatori in Avengers, e adesso, passato qualche anno, è diventato un po’ il poster boy dello S.H.I.E.L.D. di Nick Fury, con tanto di mostra dedicata allo Smithsonian di Washington…un po’ come era stato la mascotte dell’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale prima di entrare davvero in azione.

Steve Rogers corre attorno al monumento di Lincoln distanze da maratoneta con il piglio di Usain Bolt, prende appunti su un taccuino per tenersi al passo con il nuovo secolo (e nell’elenco delle cose da ricordare, almeno nella versione italiana, accanto a Star Wars, ci sono anche Vasco Rossi e Roberto Benigni), salva navi dai pirati con la facilità con cui un impiegato smista la posta, si lamenta con il direttore Fury perché si pensa troppo all’intelligence e meno alle persone e rintuzza i tentativi della Vedova Nera (alias Natasha Romanov) di trovargli una fidanzata. Del resto la sua vita sentimentale non è proprio esaltante: la donna del suo cuore, Peggy Carter, va a trovarla in ospedale, come un nipote devoto: lei suoi 95 anni li dimostra e forse ogni tanto perde un po’ i colpi.

Ce n’è abbastanza per dare profondità esistenziale ai dilemmi del supereroe più corretto e gentile della banda Marvel, ma quasi subito la storia prende la direzione di una spy story complottista in stile anni Settanta con ampi rimandi al presente e il ritmo si fa frenetico senza perdere per questo in profondità e intelligenza.

Scene di inseguimenti in macchina, combattimenti in terra e in aria e sparatorie si alternano a momenti di teso confronto su temi come la sicurezza e libertà (e quanto della seconda si possa sacrificare per preservare la prima), vecchi nemici si rifanno vivi dove meno te lo aspetti, vecchi amici rivelano volti che non si conoscevano e la lealtà del Capitano è messa duramente alla prova.

I duetti tra il timido Steve Rogers e la spregiudicata Natasha sono dei gioielli di umorismo e iniettano nella storia elementi di romanticismo implicito, rivelando lati inediti dei personaggi senza tradirne lo spirito. Accanto a loro anche un nuovo alleato, un ex paracadutista dotato di ali meccaniche, Falcon, con cui Rogers può anche condividere i traumi dei “sopravvissuti”.

È il segno di una scommessa vinta: aver saputo trasformare il supereroe più “conservatore” e tradizionalista nel protagonista convincente di una parabola antisistema (con voluti, ma non fastidiosi rimandi al caso Wikileaks) che riesce tuttavia a non perdere l’idealismo e la fiducia nella possibilità di ritrovare se stessi.

Il film, che pure cavalca l’ossessione tutta contemporanea per i sistemi di controllo e strizza l’occhio ai recenti scandali delle intercettazioni americane, è tutto pervaso della nostalgia, di Steve ma non solo, di un tempo in cui scegliere tra giusto e sbagliato era (o almeno sembrava) più facile, portare un’uniforme che è anche una bandiera non era così imbarazzante e i criteri morali sembravano scritti nella pietra e non sull’acqua.

L’introduzione di un personaggio cult dei fumetti come il misterioso (ma non tanto) Soldato di Inverno, consente ulteriori affondi su un passato forse meno perfetto della sua versione mitizzata e lancia alcune sfide future (come confermano le due, occhio e pazienza, sequenze dopo i titoli).

I cast sempre più interessanti che la Marvel riesce a costruire per i suoi film qui comprendono, ennesima strizzata d’occhio cinefila, anche Robert Redford nei panni di un ex diplomatico assai ambiguo che gestisce i contatti dello S.H.I.E.L.D. con un fantomatico Consiglio Mondiale, che quanto a cappellate è secondo solo all’ONU.

La pellicola che, per una volta, ha fatto contenti anche i critici non amanti dei fumetti, è anche un gioioso e ammiccante circo di citazioni, sia dall’universo Marvel (tra i possibili bersagli dell’arma da fermare c’è anche il dottor Strange) che da fonti più inaspettate (attenzione alle lapidi nei cimiteri!) ed è l’ennesima conferma che il connubio tra grande blockbuster e cinema intelligente è possibile. 

Autore: Laura Cotta Ramosino


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