A PROPOSITO DI DAVIS

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Titolo Originale: Inside Llewyn Davis
Paese: USA
Anno: 2012
Regia: Joel Coen Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel Coen, Ethan Coen
Produzione: SCOTT RUDIN, ETHAN COEN, JOEL COEN PER SCOTT RUDIN PRODUCTIONS, MIKE ZOSS PRODUCTIONS, STUDIOCANAL
Durata: 105
Interpreti: Oscar Isaac, Carey Mulligan, John Goodman, Garrett Hedlund, Justin Timberlake

New York, 1961 Nello stesso anno in cui Bob Dylan inizia a esibirsi in alcuni locali del Greenwich Village, Llewyn Davis, si presenta come un cantautore molto più sfortunato: non riesce a trovare un produttore che lo lanci, non ha una casa dove dormire perché è stato cacciato dalla sua ragazza e quando un amico gli affida un gatto riesce a perdere anche quello…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Llewyn ha dei problemi non solo perché è sfortunato, ma perché appesantito da una indifferenza del vivere, che lo rende insensibile anche di fronte alla decisione della sua ragazza di abortire
Pubblico 
Maggiorenni
Turpiloquio, avvio di una pratica di aborto, uso di droga
Giudizio Artistico 
 
I fratelli Coen ricostruiscono con toni crepuscolari la nascita della musica pop degli anni ’60 e riescono a riprodurre ancora una volta quell’atmosfera fra l’ironico e il melanconico che è tipica dei loro lavori

New York, Greenwich Village, 1961. Llewyn non ha una casa. Dorme ogni sera dove può, presso amici. E’ inverno, ma Llewyn non possiede neanche un cappotto. Appena incontra un amico chiede un prestito, appena riesce ad essere ingaggiato per qualche lavoretto chiede subito un anticipo perché non ha mai un soldo in tasca. Comporre canzoni e cantare è il suo mestiere e a questo resta fedele, nella buona (molto scarsa) e nella cattiva sorte Si sposta continuamente con la sua inseparabile chitarra alla ricerca di un produttore che voglia valorizzarlo.

Questo monaco eremita della musica non può che destare simpatia: canta molto bene struggenti canzoni folk e di fronte a una sfortuna che si accanisce contro di lui riesce sempre a mantenere la calma, nella speranza che domani vada meglio di oggi.

A una lettura meno superficiale il nostro Llewyn finisce per mostrare il suo vero volto: quella che appare come autocontrollo  è in realtà apatia. La sua indifferenza raggiunge presto forme odiose: mette incinta la sua (ora ex) ragazza e tutto quello che fa è cercare i 200 dollari necessari per l’aborto; veniamo poi a sapere dal dottore che appena due anni prima aveva dovuto pagare lo stesso “servizio” per un’altra ragazza (che per fortuna all’ultimo momento aveva deciso di tenersi il bambino). Si arrabbia raramente ma quando lo fa se la prende solo con i più deboli: con una cantante in età che cerca di guadagnare qualche soldo in un locale, con una signora che ha avuto la gentilezza di ospitarlo in casa.

Alla fine, come Il professore ebreo di A serious man  o il barbiere in L’uomo che non c’era, anche Llewyn Davis è un povero birillo sballottato da un fato indifferente, più che inclemente. Non so se ha un significato sottolineare la comune radice culturale ebraica, ma anche Woody Allen, come i fratelli Coen, è ossessionato dalla nostra impotenza a fronteggiare il vuoto di senso intorno a cui cerchiamo  di portare avanti la nostra vita (si pensi in particolare a Match Point o a Basta che funzioni) .

I fratelli Coen non sono nuovi a operazioni nostalgia e questa volta ci sono riusciti benissimo: il Greenwich Village come fulcro della nascita di quella musica pop che vedrà in Bob Dylan la sua stella è reso molto bene e le musiche di cui è disseminato il film sono particolarmente seducenti. In quello stesso 1961 Bob Dylan aveva iniziato ad esibirsi in alcuni locali del Greenwich ma sarà lui  il vero interprete del nascente movimento di protesta americano.  

Per Llewyn, troppo impegnato a pensare solo a se stesso, non poteva esserci un futuro.

Non possiamo naturalmente condividere la filosofia dei fratelli Coen secondo il quale l’oppressiva ineluttabilità del fato diventa il pretesto per un comportamento al di fuori da qualsiasi riferimento morale.

Autore: Franco Olearo


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