BEFORE MIDNIGHT

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Titolo Originale: Before Midnight
Paese: USA
Anno: 2013
Regia: Richard Linklater
Sceneggiatura: Richard Linklater, Julie Delpy, Ethan Hawke
Produzione: DETOUR FILMPRODUCTION, FALIRO HOUSE PRODUCTIONS
Durata: 108
Interpreti: Ethan Hawke, Julie Delpy

Sono passati poco meno di venti anni da quando Jesse e Cèline si erano incontrati a Vienna per un solo giorno, e dieci dalla secondo volta che si erano visti a Parigi: ora Jessie ha divorzioato, convive con Céline e hanno avuto due figlie gemelle. Durante una vacanza in Grecia presso una casa di amici, i due intrattengono lunghe conversazioni interrogandosi sul loro rapporto, inevitabilmente messo alla prova dal tempo. Riuscirà una notte passata da soli in hotel a offrire delle risposte sul loro amore?

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Jesse e Cèline credono solo nella validità del piacevole attimo fuggente né sono credenti ma poi sono i primi a testimoniare la costanza del loro amore
Pubblico 
Maggiorenni
Una lunga sequenza di un colloquio a letto con nudità
Giudizio Artistico 
 
Il colloquio ininterrotto fra Jesse e Cèline risulta coerente con i loro personaggi in tutto l’arco dei tre film ed è un’ ottima opportunità per una riflessione sui rapporti di coppia anche se ciò a volte va a discapito delle esigenze dello spettacolo

I primi 5 minuti valgono da soli tutto il film. Jesse è divorziato e suo figlio Hank di 9 anni ha passato qualche settimana di vacanza con lui in Grecia. Ora il soggiorno è finito e Jesse accompagna il figlio all’aeroporto:deve tornare negli Stati Uniti da sua madre. L’imbarazzo fra i due è palpabile e il colloquio procede a stento: Hank, come tutti i ragazzi, risponde per monosillabi e Jesse, che sa che per almeno un anno non  potrà più vederlo, è  incapace di avviare un dialogo degno della situazione: tutto si frantuma in piccoli dettagli (hai caricato bene il PC? Giocherai ai videogames tutto il tempo? Potremo fare skyping ogni tanto?). Quando ormai stanno per salutarsi, Jesse scopre che il figlio non ha interesse  e non si sente adatto a giocare a soccer: di colpo si sente addosso tutto il rimorso per non aver passato del tempo con lui, per aver perso l’occasione di dargli quel coraggio e  quella fiducia in se stesso che sono necessari per confrontarsi con gli altri.

Questo senso di responsabilità mancata sarà la ferita che Jesse proverà a trasmettere per tutto il resto del film a Celine, la donna incontrata a Vienna venti anni prima per la quale ha divorziato e dalla quale ha avuto due gemelle.

Con Before Midnight stiamo assistendo a un caso pressoché unico nella storia del cinema: il racconto di un lui e di una lei vissuto nell’arco di vent’anni (fino a questo momento): tre film dove gli stessi attori invecchiano come i protagonisti e non smettono di interrogarsi sulla consistenza, le ragioni del loro amore e mentre se lo domandano (i tre film sono dei lunghi colloqui a due) continuano a restare inestricabilmente uniti.

Se le conversazioni fra gli innamorati dei film di Rohmer non hanno mai nascosto un certo compiacimento letterario, se Scene da un matrimonio (1973) di Igmar Bergman sviscerava i rapporti fra un uomo e una donna con la cupa coscienza di un ineluttabile destino umano verso la solitudine, i tre film di Richard Linklater (ma gli stessi due attori hanno contribuito alla sceneggiatura) possono esser visti come un laboratorio sull’amore, un serio studio psicologico (a scapito a volte dello stesso spettacolo) sulla complessità del rapporto di coppia. Un rapporto che passa dall’entusiasmo del primo conoscersi (Prima dell’alba -1995), alla sorpresa del riscoprire la vitalità della reciproca attrazione dopo nove anni di lontananza (Prima del tramonto-2004), fino ad affrontare i problemi di una vita ormai adulta e imperfetta, per la prosaicità quotidiana del prendersi cura delle due piccole bambine, per i problemi di Jesse lacerato fra  le sue due famiglie, per le frustrazioni professionali di Céline che si sente ancora irrealizzata (Before Midnight-2013).

Jessie e Céline, lui americano, lei francese, fin dal primo film parlano di tutto ininterrottamente, in un felice, disinibito flusso comunicativo su come va il mondo, sulla religione, sul senso della vita, sulle differenza fra l’uomo e la donna o fra i francesi e gli americani, ma soprattutto parlano di loro stessi (gli autori sono bravissimi nel conservare la coerenza caratteriale dei protagonisti nell’arco dei tre film). La psicoanalisi sembra essere il loro forte quando iniziano a rievocare i loro sogni d’infanzia, il desiderio di indipendenza nei confronti dei genitori, le loro aspirazioni professionali. Imbastiscono anche test psicologici (cosa faresti se sapessi che oggi è l’ultimo tuo giorno di vita? Se morissi prima io, tu che faresti?).

Il loro atteggiamento appare paradossalmente contraddittorio: quel loro continuo comunicare è il chiaro segno di una intesa profonda ma al contempo sono malinconicamente pervasi dal senso della caducità dei rapporti e della incapacità strutturale dell’uomo e della donna di gestire una relazione per la vita. Ciò è evidente fin dal primo film: dopo una giornata passata assieme a Vienna decidono di separarsi senza neanche scambiarsi l’indirizzo. “Non è una tragedia se ci lasciamo qui, non voglio che la cosa si sgonfi: perché dovrebbe durare per sempre?” dice lei per convincerlo a questo gesto radicale. “L’idea stessa di completarsi con un’altra persona è deleteria” rinforza lei nel secondo film. “Noi non siamo altro che la somma di tutti i momenti della nostra vita”: filosofeggia lui. In Before Midnight, anche se sono padre e madre di due gemelle, lei rifiuta di sposarsi e finisce per mentire quando le due bambine chiedono dettagli sul loro matrimonio. Inevitabilmente la religione è fuori dei loro interessi: “io non credo ma non posso provare tenerezza per tutte le persone che vengono qui in cerca di una qualche risposta” commenta lei mentre visita una chiesa a Vienna. Anche nell’ultimo film, nel visitare una cappella ortodossa, lei non si trattiene da un gesto irriverente.

Il loro solipsismo esplode in quest’ultimo film: rifugiatisi in un albergo nella speranza di trascorrere una serata romantica lontano dalle gemelle, finiscono per litigare rinfacciandosi reciprocamente, con una pignoleria degna di una riunione condominiale, quanto lei si sia dovuta sacrificare per l’altro e viceversa. Ancora una volta, le onde tumultuose del loro rapporto si alzano ma anche si abbassano ed essi  continuano a non riuscire a far meno l’uno dell’altra. Forse, a dispetto del loro raziocinare sulla precarietà dei legami umani, a dispetto della loro voglia di libertà e di indipendenza, non hanno il coraggio di arrendesi all’evidenza: amore è morire a se stessi, ai propri egoismi per trasformarsi nella parte di un tutto, quello della loro unione.

Autore: Franco Olearo


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