UN AMORE ALL'IMPROVVISO

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Titolo Originale: The Time Traveler’s wife
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Schwentke
Sceneggiatura: Jeremy Leven e Bruce Joel Rubin (dal romanzo di Audrey Niffenegger)
Produzione: Brad Pitt e Brad Grey, Dede Gardner, Nick Wechsler per New Line Cinema e Plan B Films
Durata: 112'
Interpreti: Eric Bana Rachel McAdams, Hailey MCann

Henry DeTamble è un bibliotecario, si occupa di libri rari, ma soprattutto viaggia nel tempo: a causa di un disturbo genetico, infatti, si trova a vagare avanti e indietro nella propria vita e in quella degli altri, ritrovandosi tra un passaggio e  l’altro sempre senza vestiti... È così che conosce la sua futura moglie Claire quando lei ha solo 6 anni e lui 38, diventandone prima il migliore amico poi il principe azzurro. Inizia così la storia d’amore di tutta una vita, fatta di sfide continue, attese e separazioni, che diventeranno ancora più drammatiche quando Claire scoprirà di aspettare un figlio…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Se certamente è positivo il messaggio pieno di speranza della pellicola (coloro che amiamo e che ci amano sono comunque accanto a noi al di là dei limiti del tempo e dello spazio), quello che lascia un po’ delusi, è la mancanza un seppur minimo senso di vera trascendenza.
Pubblico 
Adolescenti
Qualche scena di nudo, una scena sensuale
Giudizio Artistico 
 
I due attori protagonisti, Eric Bana e Rachel McAdams sono credibili nei loro ruoli di innamorati, anche all’interno di una vicenda che accumula con leggerezza una serie di contraddizioni e paradossi insolubili, ma all’occorrenza sa anche giocarci sopra.

Tratto da un romanzo di successo di qualche anno fa, Un amore all’improvviso (titolo destinato a vincere il primo premio per la peggiore traduzione dall’originale) inizia come una commedia romantica e si avvia ben presto, come il presupposto lascia chiaramente immaginare, per le vie del melodramma. Quale amore più contrastato di quello tra una donna normale e un uomo destinato ad apparire e scomparire in diversi piani temporali, capace di vedere passato e futuro, viaggiare nella vita di coloro che ama, ma senza mai poter intervenire per cambiarla, anche nei momenti più drammatici?

Un dono (un’anomalia genetica finisce per definirla il medico del protagonista) che può rivelarsi una benedizione o una maledizione. Herry ha rivissuto centinaia di volte senza poterla impedire la morte dell’amata madre cantante lirica, ma ha anche incontrato la propria futura moglie bambina, e chiacchierato con la propria figlia quando lei non era ancora nata, ha “saltato” il proprio matrimonio ma lo ha anche rivissuto da vecchio.

La pellicola sfrutta abilmente i particolari più surreali dei viaggi nel tempo di Harry soprattutto in commedia nella prima parte (Henry arriva nudo ovunque e questo causa più di un incidente nella sua continua ricerca di vestiario), per poi affrontare i corollari più drammatici della sua condizione man mano che procede, alternando il punto di vista suo e di Claire ma conducendo comunque con una certa sicurezza lo spettatore lungo il percorso del loro amore così cronologicamente impegnativo.

I due attori protagonisti, Eric Bana (che quando si aggira nudo per boschi e città fa venire in mente Hulk) e Rachel McAdams (abbonata alle storie d’amore eterne e difficoltose) sono credibili nei loro ruoli di innamorati, anche all’interno di una vicenda che, come tutte quelle che hanno a che fare con i viaggi nel tempo, accumula con leggerezza una serie di contraddizioni e paradossi insolubili, ma all’occorrenza sa anche giocarci sopra.

Quello che lascia un po’ delusi, in una storia che naturalmente porta con sé domande sul destino, sul senso dell’amore e il suo rapporto con il tempo e l’eternità, manchi un seppur minimo senso di vera trascendenza. Se certamente è positivo il messaggio pieno di speranza della pellicola (coloro che amiamo e che ci amano sono comunque accanto a noi al di là dei limiti del tempo e dello spazio) spiace che ad un “dono” particolare come quello di Harry né lui né Claire cerchino mai di dare un senso o un significato che vada oltre una sfortunata combinazione genetica, anche quando questo mette seriamente in pericolo la vita dei loro futuri figli. Tanto che ad un certo punto, di fronte alla testarda pretesa di una maternità naturale che sembra impossibile da parte di Claire, lui prende solitario la decisione di sterilizzarsi. Anche se poi un concepimento avviene ugualmente grazie ad uno dei sopraccitati paradossi…

E poi però non sembra possibile che sia un caso la scelta del canto che apre la pellicola sulla bocca della madre di Harry e che la famiglia del protagonista ascolta a Natale e la piccola Alba ripete per “ancorarsi” ad un momento del tempo quando il suo corredo genetico la sta per “Far viaggiare”, sia un canto natalizio che parla di una nascita miracolosa che porta la salvezza al mondo. Un bambino che nasce come un fiore bello e atteso (e questo è certamente un film che parla del mistero dell’attesa così strettamente legato all’amore) capace di dare la speranza al mondo.

Autore: Franco Olearo


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