UPSIDE DOWN

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Titolo Originale: Upside Down
Paese: CANADA, FRANCIA
Anno: 2012
Regia: Juan Diego Solanas
Sceneggiatura: Juan Diego Solanas, Santiago Amigorena
Produzione: NOTORIOUS PICTURES
Interpreti: Kirsten Dunst, Jim Sturgess

Due pianeti sono così vicini fra loro che i loro abitanti possono guardarsi semplicemente alzando gli occhi ma i due mondi sono separati da una profonda ingiustizia: in uno ci sono gli sfruttati, nell’altro gli sfruttatori. Adam e Eve si sono innamorati, a dispetto del fatto che non sono nati nello stesso pianeta…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un amore contrastato finirà per trionfare e gli sfruttati riscatteranno il loro destino
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il film è ammirevole per l’originalità con la quale ha saputo costruire una storia d’amore in un mondo di pura fantasia ma il racconto manca del pathos necessario per affascinare pienamente

Bisogna riconoscere che non c’è convenienza a desiderare di vivere nel prossimo futuro. A giudicare da quel che ci viene proposto al cinema, il tempo che verrà sarà caratterizzato da  ingiustizia e schiavitù. Solo per citare qualche fim della scorsa stagione, Hunger Games e In Time (che a sua volta rimanda al magnifico Gattaca-la porta dell’universo, dello stesso autore) ci mostrano un mondo irrimediabilmente spaccato in due: da una parte gli sfruttatori, dall’altra gli sfruttati.  Anche nel recente Looper – In fuga dal passato appare evidente che la violenza e la sopraffazione prenderanno il sopravvento.

Nel caso di Upside Down la situazione è un poco più complicata: i mondi ora sono due, ma così vicini fra loro che non sarebbe difficile passare da uno all’altro (è stata perfino costruita una lunga galleria che li collega fra loro, “il mondo di mezzo”, attrezzata con uffici) se non fosse rigorosamente vietato perché nel mondo di sopra ci sono gli sfruttatori (un mondo ricco e colorato) mentre nel mondo di sotto, in bianco e nero, infestato da una pioggia di petrolio che cade da impianti di trivellazione mal gestiti, ci sono gli sfruttati. A rendere più complicata la situazione (i primi minuti del film vengono spesi solo per spiegare questa intricata situazione) ogni essere umano, ogni oggetto  risente della forza di gravità del pianeta di origine  anche quando si reca nell’altro. Venire a contatto con oggetti del mondo gemello può anche essere pericoloso, perché dopo qualche ora generano una combustione.

Dopo un primo momento di smarrimento, lo spettatore riesce ad immedesimarsi in questa realtà spaccata in due (in una sala da ballo “promiscua”, se alcuni ballano con i piedi sul  pavimento, altri volteggiano a testa in giù sul soffitto) anche perché gli autori hanno saputo fare un uso sapiente della computer grafica, rendendo non solo credibile, ma anche esteticamente affascinante questo mondo double-face. Anche in questo universo diviso sboccia, quasi inevitabile, l’amore fra un Romeo e una Giulietta: lui si chiama Adam, è un ragazzo orfano che vive nel mondo di sotto, lei è Eve ed è una privilegiata del mondo di sopra.

Si sono conosciuti fin da piccoli quando, andando sulla cima più alta dei loro mondi e guardando in su, si sono visti ed hanno incominciato a parlare. Una volta che sono diventati grandi, Adam cercherà di incontrarla, sfidando i gendarmi che tengono ben separati i due mondi, le leggi fisiche che lo costringerebbero a “precipitare in alto” quando si trova nel pianeta che non è il suo e a combattere l’amnesia di Eve che dopo un incidente non ricorda più il suo innamorato di un tempo.

Il film ha la graziosità di una favola; la storia d’amore, così contrastata, è carica di  sognante romanticismo e non manca di un suo originale fascino visivo, soprattutto quando i due giovani si trovano fra le nuvole, in cima a due montagne contrapposte: un nuovo, originale contributo all’immaginario filmico.

C’è però qualcosa che manca nel racconto: se è molto curata la descrizione sul come si possono contrastare le due forze di gravità antagoniste, non si percepisce la minaccia di un vero nemico umano (per due volte i due innamorati vengono catturati e per due volte li ritroviamo, inspiegabilmente, liberi). E’ come se il desiderio di costruire un mondo di sogno abbia attutito le tensioni e il film manchi dell’energia necessaria per costruire il punto di svolta catartica della storia.

Il film ha saputo dar corpo a uno spunto sicuramente ingegnoso ed originale  che però finisce per diluirsi nel suo stesso sviluppo.

Autore: Franco Olearo


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