SKYFALL

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Titolo Originale: Skyfall
Paese: Gran Bretagna, USA
Anno: 2012
Regia: Sam Mendes
Sceneggiatura: Neal Purvis. Robert Wade, John Logan
Produzione: MGM, COLUMBIA PICTURES, DANJAQ, EON PRODUCTIONS, UNITED ARTISTS
Durata: 143
Interpreti: Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes, Naomie Harris

James Bond esce malconcio dalla sua ultima missione ad Istanbul; la mano gli trema è non ha più l'elasticità di un tempo ma la stessa MI6, l'unità antispionaggio a cui appartiene, è sotto attacco e "M" è minacciata di morte. Decide quindi di rientrare nei ranghi perché la patria chiama..

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
James Bond non tentenna di fronte al nemico e conferma il suo spirito patriottico
Pubblico 
Pre-adolescenti
Il dinamismo eccessivo di alcune scene può disorientare i più piccoli
Questa nuova puntata della serie 007 conferma la spettacolarità delle scene e delle ambientazione ma il nuovo James Bond appare più cupo e a volte arido

L’ immediato successo, fin dal suo incipit nel 1962 della serie di film imperniati sul personaggio inventato da Jan Fleming  poteva contare su cinque atout ben riconoscibili: una trama intringante e piena di colpi di scena, ambientazioni esotiche ed eleganti, scene d’azione ad alto cinematismo, un incontro-scontro  galante con una bond girl  sempre diversa e soprattutto  molta autoironia.

Quest’ultima, molto inglese, è stata la prima a cadere, dopo il  pensionamento di Sean Connery,Roger Moore e Pierce Brosnan; al loro posto è subentrato il metallico Daniel  Craig  troppo impegnato nell'’action nuda e cruda per potersi concedere qualche battuta. Restavano le parentesi galanti dell’inguaribile seduttore che potevano trasformarsi in un vero e propria  amore come è accaduto nei confronti del personaggio di Eva Green in “Casino Royale” del 2006, già con  Daniel Craig.  In Skyfall, impegnato a commemorare  i cinquant’anni di questo inossidabile successo, è svanita anche l’altra metà del cielo, la componente femminile e questo è difficilmente perdonabile. Nei confronti delle donne è rimasta o una pura intesa professionale (con M, con la nuova miss Moneypenny) o un rapporto fisico sbrigativo e annoiato con la Bond girl di turno, quasi necessario omaggio alla tradizione, inserendo come unica novità una certa ambiguità sessuale del cattivo di turno (un compiaciuto Javier Bardem).

Mancando l’alleggerimento di un sub-plot  romantico, a James Bond non resta che concentrarsi sulla nuova minaccia che riflette i  tempi che cambiano: è  tutta elettronica (conquistare l’avversario coincide con il penetrare nella sua rete dati) e molto più insidiosa (ora i nemici non hanno volto, provengono anche dall’interno). Per fortuna James Bond, con i suoi vecchi metodi: azione, abilità  e furbizia (ma anche riesumando la gloriosa Aston Martin DB5 ) e la sua inguaribile fedeltà all’ Union Jack, riesce ancora  a fronteggiare la minaccia.

Occorre riconoscere che per il resto gli altri ingredienti della formula sono stati pienamente confermati: l’esoticità (Istanbul, Shangai, Dacao), la spettacolarità (il catastrofismo non è, secondo la tradizione, concentrato sul finale ma il regista ha preferito esagerare,  indugiandovi  più volte nel corso della storia).

L’aspetto più innovativo è il tentativo di rinnovare Bond dall’interno; uno sforzo per renderlo più umano,  similmente a quanto già operato su altri super eroi come Batman e Spider Man. Questa volta lo scopriamo più fragile,  sotto il peso delle ferite riportate e  l’età che avanza,. Ma i due eroi citati sognano una vita borghese e di metter su famiglia con la donna che amano:, mentre non si può dire lo stesso di Bond che resta irrimediabilmente solo, cupo e pessimista di fronte alle minacce che a volte sembrano sopraffarlo.
In una scena finale Bond si trova sul tetto di un alto palazzo ad ammirare lo skylight di Londra; la sua collega Eve si meraviglia che il duro Bond si sia incantato a guardare: “un bel panorama non va mai sprecato” risponde lui, tradendo uno spirito  aridamente contabile.

Speriamo che nelle prossime puntate, che sicuramente ci saranno, il nuovo look intimo dell’ormai mortale  007  venga meglio definito: ne ha bisogno. 

Autore: Franco Olearo


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