PLANET 51

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Titolo Originale: Planet 51
Paese: Spagna, Gran Bretagna
Anno: 2009
Regia: Jorge Blanco, Javier Abad, Marcos Martinez
Sceneggiatura: Joe Stillman
Produzione: Ilion Animation/ Handmade Films/ Antena 3 Films/ Dea Planeta Home Entertainment
Durata: 91'
Interpreti: le voci originali di Jessica Biel, Justin Long, Gary Oldman, John Cleese

In un pianeta abitato da pacifici esseri verdi che vivono in una società stile Anni Cinquanta, piomba un alieno…che altri non è che un astronauta terrestre! Gli abitanti del luogo, troppo abituati ai loro terrorizzanti film di fantascienza e pronti a farsi guidare dall’esercito in una inutile crociata anti-mostro, si fanno prendere dal panico. Ma Lem, adolescente imbranato, dopo un incontro ravvicinato scopre che l’alieno non è poi tanto diverso da lui e decide di aiutarlo a fare ritorno a casa…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film è una parabola sulla tolleranza e l’accettazione del diverso. Qualche gag spesso un po' volgare
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche battuta a doppio senso e umorismo scatologico
Giudizio Artistico 
 
Una storia semplicissima e spesso prevedibile, che purtroppo esplicita un po’ pesantemente nel finale il suo pur onorevole tema, invece di innestarlo in profondità nella storia. Il film mostra una capacità tecnica che può competere alla pari con i prodotti americani.

Nata dall’incontro tra una sceneggiatura Dreamworks (l’autore ha collaborato anche a Shrek 1 e 2) e una realizzazione anglo-spagnola, Planet 51 prova a raccontare una parabola sulla tolleranza e l’accettazione del diverso a partire da una rivisitazione del genere fantascientifico, dai classici prodromi anni Cinquanta (da cui proviene una gran massa di citazioni, non si sa quanto riconoscibili per i più piccoli) ai più recenti successi firmati da Spielberg (ET ma anche, ovviamente, Incontri ravvicinati), per continuare con Ritorno al futuro e una folla di altre pellicole più o meno note.

Tutto questo citazionismo, però, resta al servizio di una storia semplicissima e spesso prevedibile, che purtroppo esplicita un po’ pesantemente nel finale il suo pur onorevole tema, invece di innestarlo in profondità nella storia, che si perde in mille gag non sempre divertenti e spesso un po’ volgari.

Mentre cerca di sfuggire alla cattura, l’astronauta americano Chuck, sbruffone ma simpatico, trova il modo di fare amicizia con un ragazzino del posto che, da perfetto adolescente, trova difficoltà ad esprimere i suoi sentimenti alla bella vicina di casa e a trovare il suo posto nel mondo. Attorno ai due si muove una società perfettina e un po’ ingenuotta che sembra quella di Pleasantville (altra pellicola affettuosamente critica verso quegli ideali anni Cinquanta che hanno plasmato l’immaginario di una generazione), fatta di famigliole intente al barbecue, di casette con giardino e cane (anche se magari questo assomiglia ad alien), e militari ottusi e allarmisti con scienziati pazzi al seguito.

La critica di prammatica al maccartismo appare un po’ eccessiva dato il contesto, anche se poi si diluisce in un affettuoso tono generale che alla fine salva tutti, anche il generale guerrafondaio.

Non è sempre chiaro per lo spettatore (e questo è un problema) nei panni di chi si debba mettere: quelli del ragazzino “alieno” ingenuo ma generoso o in quelli dell’astronauta “umano” sbruffone che aspetta solo l’occasione di fare l’eroe? Uno sforzo in più e la storia avrebbe potuto aspirare ad essere qualcosa di diverso da un divertissement cinefilo per quanto realizzato con una capacità tecnica che può competere alla pari con i prodotti americani. Così com’è Planet51 resta una storia piacevole e senza pretese, niente più di un prodotto di consumo simile a tanti di quei film anni Cinquanta a cui fa il verso proiettati nei drive-in dell’America di una volta.

Autore: Franco Olearo


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