IL ROSSO E IL BLU

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Titolo Originale: Il rosso e il blu
Paese: ITALIA
Anno: 2012
Regia: Giuseppe Piccioni
Sceneggiatura: Giuseppe Piccioni, Francesca Manieri
Produzione: BIANCA FILM, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, CINECITTA' STUDIOS
Durata: 98
Interpreti: Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Roberto Herlitzka, Silvia D'Amico

Quattro storie si intrecciano in un liceo romano: un vecchio professore di storia dell'arte, cinico e disilluso sembra aver perso ogni interesse per l'insegnamento; un giovane supplente è pieno di entusiasmo ma rischia troppo nell'avviare rapporti personali con gli alunni; una preside puntigliosa e rigorosa si trova costretta a occuparsi di un ragazzo la cui madre è scomparsa senza lasciare traccia; un giovane cova un istinto di ribellione nei confronti di suo padre, un immigrato troppo succube dei suoi padroni

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I tre protagonisti sembrano inpegnati, più che a porsi al servizio degli alunni, a cercare se stessi, per di più senza successo
Pubblico 
Adolescenti
Una scena sull’incontro di un professore con una prostituta
Giudizio Artistico 
 
La sceneggiatura pecca di eccesso di intellettualismo e risulta poco credibile

Di film sulla scuola ne sono stati fatti tanti. Tutti interessati  ad esplorare questo universo sfuggente e affascinante al contempo.
Sfuggente perché da un anno all’altro la nuova generazione di alunni che affolla l’aula è già diversa dalla precedente, perché una classe è un microcosmo nel quale basta poco, un insegnante un poco più interessante, un ragazzo più capobanda degli altri, per determinare una chimica interrelazionale diversa dalla classe accanto.
Tuttavia si va sempre volentieri a vedere un film sulla scuola perché ci si aspetta che l’autore abbia fatto un passo in avanti nel comprendere questo strano, spesso miracoloso processo di apprendimento e accumulo di esperienze che fa si che alla fine dell’anno i ragazzi siano più maturi e consapevoli di se stessi e degli altri.

“Il rosso e i blu" non si inserisce nel filone realistico francese (La classe- Entre le murs, Essere ed avere) dove si scavava a fondo nei rapporti alunni-professori , oppure, come in “Scialla!” l’ultimo film italiano della serie,  dove si cercava di scoprire la genesi delle motivazioni che portano un ragazzo ribelle e svogliato a trasformarsi in uno studente responsabile; anzi, a dire il vero, il film non  può neanche venir catalogato all’interno del filone scolastico.
 L’ambientazione in un liceo costituisce un semplice sfondo di vicende personali che potrebbero svolgersi anche in altri contesti.  Il baricentro di queste storie che si svolgono in parallelo, non è neanche costituito dai ragazzi, che vengono ritratti secondo i più abusati stereotipi:  i ragazzi sono svogliati, interessati solo a fare scherzi mentre le ragazze cercano di atteggiarsi a maliziose seduttrici; l’interesse è tutto spostato sugli adulti.
Ma sono proprio questi adulti ad essere alquanto singolari.

Se si fa eccezione per il prof Prezioso (Riccardo Scamarcio), un giovane assistente pieno di entusiasmo e voglia di fare magari sbagliando, gli altri appaiono sull’orlo della patologia: una professoressa di scienze fragile e perennemente insicura; una preside (Margherita Buy) dall’animo piccolo, che di fronte alla richiesta di affetto di un ragazzo, continua a rintanarsi  nel suo sterile mondo tranquillo; un professore di arte 

(Roberto Herlitzka) cinico e disincantato che solo alla fine si ricorda che può ancora dare qualcosa ai suoi alunni.

Anche gli espedienti narrativi sono troppo singolari per essere coinvolgenti: un’alunna che ormai grande, cerca di recuperare la cotta che da adolescente aveva avuto per il suo professore; un ragazzo modello che finisce per rubare in casa dei suoi genitori perché interessato a una ragazza.

Tutto il film resta caratterizzato dalla profonda solitudine dei personaggi ma soprattutto da una impostazione troppo cerebrale, che finisce per generare un senso di disaffezione e distacco dalla storia.

 

Autore: Franco Olearo


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