GLI ABBRACCI SPEZZATI

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Titolo Originale: Los abrazos rotos
Paese: Spagna
Anno: 2009
Regia: Pedro Almodòvar
Sceneggiatura: Pedro Almodòvar
Produzione: El Deseo S.A., Universal International Pictures
Durata: 129'
Interpreti: Penélope Cruz, Lluìs Homar, Blanca Portillo, José Luis Gòmez, Rubén Ochandiano, Tamar Novas, Angela Molina

Mateo Blanco è cieco da 18 anni. Un tempo famoso autore di cinema, riesce ancora a scrivere sceneggiature grazie all'aiuto di Judit Garcia, sua direttrice di produzione nonché amica e al giovane figlio di lei, Diego,  a  cui Mateo in cambio svela i suoi trucchi del mestiere. Diego capisce che c'è qualcosa di misterioso nel passato del suo mentore, qualcosa che la stessa madre non vuole rivelargli, finché  un giorno Mateo  si decide a raccontargli ciò che era accaduto 18 anni fa. A quel tempo la bella Lena aveva sposato l'anziano e ricco Ernesto Martel ma insoddisfatta, aveva desidero di diventare un'attrice. Riesce ad ottenere una parte nel nuovo film di Mateo che per l'occasione viene finanziato da Martel. Nonostante che quest'ultimo, sospettoso,avesse mandato suo figlio, X-ray, a curiosare nel set, Mateo e Lena finiscono per diventare amanti e sono costretti a fuggire nelle Canarie. E' qui che un terribile incidente d'auto...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I personaggi sono, come in tutte le opere di Amodovar trascinati da passioni incontrollate che non vogliono controllare
Pubblico 
Maggiorenni
Alcune scene di nudo, uso disinvolto di droga, linguaggio esplicito
Giudizio Artistico 
 
ll senso complessivo è quello di un eccesso di eventi, di temi e di personaggi che finisce per non appassionare. Brava come sempre Penelope Cruz

Con l'età, autori come Woody Allen e Pedro Almodòvar tendono a somigliarsi: restano come ingabbiati nello stile autoriale che loro stessi si sono creati e finiscono per  riproporre, in modo  ripetitivo, la loro visione della vita.

Se Allen è ossessionato dalla casualità irrazionale che domina la nostra esistenza (si vedano tutte le dichiarazioni filosofiche sciorinate in  Basta che funzioni  e al nichilismo di Match Point),  Pedro Almodovar concepisce  gli esseri umani in perenne balia delle loro passioni, siano esse positive o negative, in bilico fra l' amore e vendetta, la vita e la morte. Entrambi hanno in comune l'esaltazione della libertà sessuale, in qualunque direzione sia rivolta, vista come  unico conforto possibile alla nostra esistenza.

All'interno di un melodramma, che continua ad essere lo stile più consono per raccontare le sue storie,  Almodòvar, ci  ripropone  il ritratto di una  pulsione positiva a lui molto cara, quella di una madre per suo figlio, un amore dai toni esclusivi per la mancanza ancora una volta della figura paterna (Tutto su mia madre, ma anche Volvèr),  in questo caso di Judit per Diego;  ma anche una passione negativa:  l'odio e il rancore verso il padre (La mala educatiòn), in questo caso di X-ray verso il ricco e ed egocentrico Ernesto Martel.

Poi la passione amorosa, furente e incontrollata dei due amanti Mateo e Lena e quella possessiva e crudele di Mateo per Lena. Non manca in questo film il senso della colpa e la richiesta del perdono come era già accaduto in Volver.
In questo contesto già ricco di eventi e di personaggi, si inserisce il cinema nel cinema: Mateo deve realizzare un film con Lena e Almodòvar è ansioso di raccontarci i suoi segreti: i provini dei vestiti e delle parrucche della prima donna, la ricerca pignola degli oggetti giusti per arredare vivacemente la scena, fino allo sfociare nel didattico: una sequenza ci viene presentata per intero due volte per dimostrarci l'importanza  di un corretto montaggio. 

Il senso complessivo è quello di un eccesso di eventi, di temi e di personaggi che finisce per non appassionare. Alla fine veniamo a sapere che il padre di Diego, il figlio di Judit, altri non è che lo stesso Mateo. Non si tratta di un colpo di scena finale, ma di un'altro intreccio fra i personaggi, che si aggiunge agli altri, quando  lo spettatore è ormai saturo di novità. Al contrario restano inespresse alcune curiosità non risolte: che fine ha fatto la ragazza che Mateo conosce all'inizio del film con la quale ha un intenso rapporto e poi scompare dalla scena? E X-Ray riesce a realizzare la sua vendetta ideologica verso il padre ormai morto?

Sempre molto brava Penelope Cruz;  Almodòvar mostra una cura particolare nel valorizzare  la sua bellezza,  nei vestiti che indossa, nel trucco, nei primi piani.

Secondo le consuetudini dell'autore, nessun  personaggio è un puro, ma ognuno ha un suo vizietto particolare: Lena, quando ha bisogno di soldi, non esita a prostituirsi; il gentilissimo giovane Diego, , si concede  di sera qualche sniffatina; Judit,  mamma premurosa, è pronta a vendicarsi per gelosia; Marcel, sempre formalmente gentile, reprime a stento la sua violenza. Lo stesso Mateo
si concede per distrarsi un amore prezzolato.
Solo il lavoro ben fatto nobilita e riscatta: sembra essere questa la conclusione del film, quando vediamo Mateo rimettere mano al montaggio del suo film di 18 anni prima, da lui non completato: "Anche se non ci vedo, i film debbono essere ben rifiniti"

Autore: Franco Olearo


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