DIECI INVERNI

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Titolo Originale: DIECI INVERNI
Paese: Italia
Anno: 2009
Regia: Valerio Mieli
Sceneggiatura: Isabella Aquilar, Davide Lantieri, Valerio Mieli,
Produzione: Elisabetta Bruscolini per CSC Production, Rai Cinema, Uliana Kovaleva per United Film Company
Durata: 99'
Interpreti: Isabella Ragonese, Michele Riondino

Inverno 1999. Camilla e Silvestro hanno diciotto anni e si incontrano per caso  su un'isola della laguna veneta perché entrambi stanno cercando un appartamentino dove vivere mentre frequentano l'università a Venezia. Con il passare del tempo hanno altre opportunità di incontrarsi, ciascuno con la propria cerchia di amici, finché Camilla accetta di ospitarlo in casa sua come..amico.  Alla soglia della laurea, Camilla, che studia slavistica, passa alcuni mesi a Mosca per specializzarsi e Silvestro decide di andarla a trovare. Grande è quindi la sua sorpresa quando scopre che la ragazza è andata a vivere con un uomo più anziano di lei...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L'autore analizza con serietà un modo di esser giovani oggi. Una prospettiva però che manca di generosità e di coraggio
Pubblico 
Adolescenti
Il modo crudo e privo di prospettive con cui viene presentato il rapporto fra i due sessi necessita di una certa maturità
Giudizio Artistico 
 
Buona prova del regista esordiente anche se si percepisce un po' di stanchezza e ripetitività dei temi nella parte centrale del film

Valerio Mieli del Centro di Sperimentale di Cinematografia, alla sua  prima opera  importante come regista,  mostra da subito uno stile sicuro ma essenziale, asservito al racconto, una sorta di umiltà che lo mette al riparo  da soluzioni d'effetto, del tipo  saggio d'accademia di fine anno.

Il film ha un altro importante merito: quello di aver aggiunto un nuovo tassello alla più recente filmografia sul tema del come essere giovani oggi.  Affronta  con serietà  quello che possiamo chiamare il tema dell'adolescenza prolungata", quel modo di essere delle generazioni più recenti che tardano a raggiungere  quella che viene chiamata maturità. L'analisi svolta da Mieli è tanto più efficace in quanto i due protagonisti sono ragazzi normali, ben lontani dalle carinerie fasulle e simil-pubblicitarie  di Moccia.

Il tassello che viene aggiunto alla miglior conoscenza di questo fenomeno è quello che potremmo chiamare "paura di amare". Silvestro  in più occasioni dichiara a Camilla di "aver paura di lei". Ovviamente non è di lei che ha timore, ma  di accettare di lasciarsi trasformare da un amore totalizzante e definitivo.

La frase "ti amo" viene pronunciata una sola volta nell'arco dei dieci anni lungo i  quali il film segue il loro rapporto contrastato. Hanno difficoltà perfino nei rapporti sessuali e il loro incontro fisico avviene a una sola volta; non che i due non dimostrino di esser disinvolti su questo aspetto e cambiano spesso partner, ma  quando l'amore fisico vuole  essere espressione tangibile di un  amore profondo,  capiscono che esso diventa di colpo prezioso e gravido di significati.

E' un amore che sfugge, che stenta a venir afferrato, che a momenti appare e poi si dilegua;  da questo punto di vista ci sono molte analogie con il contemporaneo film d'oltre oceano (500) giorni insieme: anche in quel caso il tempo viene contato per raccontare le fluttuazioni dei protagonisti intorno a qualcosa che lei Sole, chiaramente non vuole mentre lui, Tom, vorrebbe ma in realtà scambia per ingenuo sentimentalismo.

Altri film hanno affrontato l'argomento dell'adolescenza prolungata a partire dal capostipite:  L'ultimo bacio.  Trentenni che  giocano con la loro vita ma che vedono ancora il matrimonio come una meta ambita  anche se  difficile da raggiungere.  In questo Dieci inverni la situazione è molto più cupa: in nessun momento viene intravista la prospettiva del matrimonio, proprio perché manca l'amore e la conseguente progettualità di una unione matrimoniale. Neanche la nascita di una figlia, scuote Camilla che continua a non assumersi alcuna responsabilità.

Il film ci mostra un elevato cameratismo fra i due sessi (il vivere come amici nella stesso appartamento sarebbe stato impensabile solo nella generazione precedente)  e se si creano delle relazioni fra un ragazzo e una ragazza, queste potremmo definirle "amicizie sessuate" perché hanno la caratteristica dello stare assieme restando sempre se stessi, senza esser disposi a subire quel  diventare altro da se che il vero amore comporta, un lui e un lei assorbiti in una nuova unità che li ingloba e li trascende.

Altri film hanno sottolineato la precarietà del lavoro come una delle condizioni che determinano per propagazione la precarietà degli affetti, come in Tutta la vita davanti di Virzì (nel quale c'era nuovamente Isabella Ragonese).

Nel caso di Dieci inverni neanche questa motivazione viene addotta per giustificare il cuore fragile dei due protagonisti, il loro vivere all'interno di un orizzonte terribilmente angusto. Il pudore dei loro sentimenti è in realtà mancanza di coraggio e il  coraggio manca perché  non c'è speranza.

Autore: Franco Olearo


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