BEL AMI

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Titolo Originale: Bel Ami
Paese: Gran Bretagna, Francia, Italia
Anno: 2012
Regia: Declan Donnellan, Nick Ormerod
Sceneggiatura: Rachel Bennette
Produzione: REDWAVE FILMS IN ASSOCIAZIONE CON XIX FILM, PROTAGONIST PICTURES E RAI CINEMA
Durata: 102
Interpreti: Robert Pattinson, Uma Thurman, Kristin Scott Thomas, Christina Ricci

Nella Parigi della Belle Époque, Georges Duroy, reduce dalla guerra combattuta in Algeria, ha le tasche vuote, ma non gli difetta fascino e soprattutto gioventù. Georges subisce una inaspettata trasformazione. Innanzitutto nel nome. Adesso è diventato Bel Ami. Le donne cadono ai suoi piedi, non riescono a resistere alla sua misteriosa bellezza. E lui, Bel Ami, scala a grandi passi la società che conta...,

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Bel Ami usa la seduzione che esercita verso le donne per aprirsi la porta al successo, senza mai mostrare un benché minimo sentimento
Pubblico 
Maggiorenni
Qualche scena sensuale
Giudizio Artistico 
 
Trasposizione modesta della famosa opera di Maupassant

La letteratura al cinema è quasi sempre un disastro. Una fucina ininterrotta di delusioni. Non perché i romanzi siano meglio dei film, ma perché è difficile trasportare i protagonisti di grandi racconti sul grande schermo.
Un caso emblematico è l’opera di Marcel Proust. In tanti ci hanno provato. Ma nessun ancora è riuscito a tradurre nelle immagini l’universo proustiano. Va decisamente meglio con i romanzi brutti, o con le opere dozzinali. Oppure con certi racconti contemporanei, di larga diffusione, che mentre vengono scritti l’occhio è ben vigile in previsione della trasposizione cinematografica.
L’ennesimo esempio è fornito da “Bel Ami” di Declan Donnellan e Nick Ormerod, tratto dall’opera omonima di Guy de Maupassant (pubblicato nel 1885). Siamo nella Parigi della Belle Époque. Tempio della bellezza e dell’eleganza. Sta nascendo la religione del piacere, del vedere e del divertimento. Il centro del mondo è l’Europa. E il centro del centro del mondo è la città di Parigi, con i suoi boulevard, passaggi, stazioni, caffè, grandi magazzini, abiti alla moda, carrozze a cavalli.
L’immagine di questo mondo leggero e dorato è affidata all’invenzione tecnologica dei fotografi, e alle tinte tenue degli impressionisti. Il protagonista, Georges Duroy, reduce dalla guerra combattuta in Algeria, ha le tasche vuote, ma non gli difetta fascino e soprattutto gioventù. Così come il contemporaneo Dorian Gray, Georges subisce una inaspettata trasformazione. Innanzitutto nel nome. Adesso è diventato Bel Ami. Le donne cadono ai suoi piedi, non riescono a resistere alla sua misteriosa bellezza. E lui, Bel Ami, scala a grandi passi la società che conta, attraverso il giornalismo e la politica.

La chiave del successo di Bel Ami sta nella seduzione. Si circonda di donne potenti e intelligenti, che gli servono per aprire una porta dopo l’altra, senza mai mostrare un benché minimo sentimento. Come Dorian Gray di Oscar Wilde, Bel Ami si specchia nel proprio narcisismo. Non si poteva trovare incarnazione migliore nell’attore Robert Pattinson (diventato famoso come vampiro postmoderno, protagonista della serie “Twilight”).
Attorno a lui i registi Donnellan e Ormerod fanno ruotare il fascino conturbante di Uma Turman, oltre a quello di Christina Ricci e Kristin Scott Thomas. Ogni donna ha qualcosa di diverso, e Bel Ami le ricambia tutte alla stessa maniera, offrendole il vuoto del suo sin troppo gradevole essere. È la civiltà dell’apparenza e della superficialità che trionfa su tutto. Il cinema americano rivista con frequenza la classicità letteraria europea, che ha per epicentro Parigi o Londra. Con “Bel Ami” non si può dire che tocchi vertici sublimi. Ma se si dimentica l’arte narrativa di Maupassant e la Parigi nella Belle Époque, tutto sommato non si rimpiange il prezzo del biglietto.

Autore: Claudio Siniscalchi


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